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Podgorica - Il Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, ha dichiarato in un'intervista rilasciata venerdì 14 settembre alla RTCG, che il Montenegro riesaminerà le relazioni con l'UE se Bruxelles sarà scettica riguardo l'allargamento. Negando di essere un…
Podgorica - Il Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, ha dichiarato in un'intervista rilasciata venerdì 14 settembre alla RTCG, che il Montenegro riesaminerà le relazioni con l'UE se Bruxelles sarà scettica riguardo l'allargamento. Negando di essere un euroscettico, Djukanovic ha affermato che l'UE rappresenta un partner privilegiato, ma questo partenariato dovrebbe essere provato a vicenda. Il Montenegro permette all'UE di dirgli cosa e come bisogna fare, ma solo finché l'UE svolgerà la politica dell'allargamento. Il Presidente del Montenegro ha affermato che il suo Paese ha avuto brutte esperienze con la delegazione dell'UE alle elezioni locali a Podgorica nel 2014 e durante le modifiche al servizio pubblico. La Serbia ricostruisce l'offensiva politico-mediatica nei confronti del Montenegro, per distogliere l'attenzione dai colloqui riguardanti il riconoscimento del Kosovo, è un'offensiva simile a quella degli anni '90. Il peggioramento dei rapporti con Belgrado è dovuto anche alla politica del partiti politici pro-serbi in Montenegro. Djukanovic ha aggiunto di non capire il presente atteggiamento della Serbia perché tale Paese, dopo la fine dei negoziati con il Kosovo, dovrà recuperare le relazioni rovinate con gli altri Paesi. I nazionalisti serbi in Montenegro abusano degli interessi del popolo serbo. In tale contesto, Djukanovic ha valutato molto stupida la recente dichiarazione del patriarca della Chiesa Ortodossa serba (SPC), Irinej, secondo cui la posizione della chiesa in Montenegro è peggiore rispetto ai tempi dell'occupazione ottomana e che lo <em>status</em> dei serbi è come ai tempi dello Stato Indipendente di Croazia (NDH). Tale dichiarazione conferma che la SPC rimane la principale promotrice di ciò che vogliono gli ideologi della Grande Serbia e della Russia imperiale nei Balcani.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il deputato dei Democratici, Danilo Saranovic, ritiene che il discorso anti-europeo di Djukanovic abbia dimostrato che il Presidente montenegrino ha rapidamente ridefinito la propria opinione sul principale obiettivo strategico del Montenegro: il raggiungimento della qualità della vita europea, con o senza l'UE, aggiungendo che Djukanovic ha citato come alternative la Russia, la Cina, la Turchia, e gli Stati Uniti. Il funzionario dei Democratici ha stimato che Djukanovic stia evidenziando il costrutto negativo dell'UE per preparare il suo elettorato a un altro cambiamento, cioè a voltare le spalle all'UE, quando questa chiederà risultati misurabili ai sensi dei capitoli 23 e 24: diritti fondamentali, stato di diritto e lotta contro il crimine organizzato e la corruzione.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Jovana Marovic, direttrice esecutiva dell'organizzazione Politikon mreza, ha affermato che Milo Djukanovic e il DPS non sono in grado di criticare aspramente l'UE a causa della costante minaccia ai principi di base della democrazia e dello stato di diritto. Il messaggio di Djukanovic sulla revisione delle relazioni con l'UE dovrebbe includere anche una potenziale alternativa all'integrazione, cioè qual è la seconda opzione per il Montenegro per un alto grado di democratizzazione, lo stato di diritto e il benessere economico. Il leader dell'Alleanza Civile, Boris Raonic, sostiene che Djukanovic non è un riformista sincero, il cui obiettivo è rafforzare le istituzioni, bensì Raonic ha avvertito che il Montenegro è arrivato ad un punto in cui si deve sviluppare in una democrazia europea o rimanere intrappolato nei poteri di singole persone, con istituzioni deboli. In un'atmosfera del genere, ovviamente, Djukanovic dispone di uno spazio di manovra significativo per inviare messaggi che sono molto precisi, accompagnati da una ricetta già provata che include l'enfasi sulla questione serba in Montenegro.<br /> <br /> Diversi partiti politici hanno criticato l'atteggiamento del presidente montenegrino sulle relazioni con la Serbia, tra cui il Montenegro Unito (Ujedinjena Crna Gora), il Demos, la NOVA, e il Montenegro Vero (Prava Crna Gora).<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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