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Sarajevo - Su iniziativa del presidente del comitato per i croati fuori dalla Croazia, Bozo Ljubic, si è tenuta la 18° sessione del comitato presso il Parlamento croato per parlare del tema "Permanenza e ritorno sostenibile dei croati esiliati e rifugiati in…
Sarajevo - Su iniziativa del presidente del comitato per i croati fuori dalla Croazia, Bozo Ljubic, si è tenuta la 18° sessione del comitato presso il Parlamento croato per parlare del tema "Permanenza e ritorno sostenibile dei croati esiliati e rifugiati in Bosnia ed Erzegovina (BiH) con l'accento sulla Republika Srpska (RS)", ha riportato il portale Dnevni list, il 22 giugno.<br /> <br /> Il vicepresidente della RS, Josip Jerkovic, ha aggioranto i partecipanti sulla situazione e sulle attività legate a questo tema, in particolare parlando della RS, dove Jerkovic ha avviato il processo per la restituzione dei beni ai croati fuggiti da quest'entità. Jerkovic ha anche menzionato la situazione ai confini e il problema delle lunghe ore di attesa per entrare nel Paese, di cui ha aggiornato prima la Presidente della Croazia e, in seguito, ha svolto diverse riunioni con i direttori della Polizia del cantone della Posavina.<br /> <br /> Nel corso della sessione, Ljubic ha sottolineato che la BiH ha perso molti cittadini durante la guerra, specialmente tra il popolo croato, principalmente nei primi 5 - 6 anni dopo la guerra quando ci si aspettava il più grande ritorno dei croati. Lo scopo di questa sessione è anche spingere i croati a ritornare, aggiungendo che migliaia di loro hanno espresso il desiderio di farlo.<br /> <br /> L'arcivescovo della diocesi di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljic, ha anche menzionato alcuni dati allarmanti sul numero dei croati in BiH prima della guerra e oggi, cioè dei cattolici ma anche dei croati che non si esprimevano come cattolici: nella RS, nel 2017 rispetto al 1991, c'è il 94.52% in meno, nella Federazione di BiH il 42.56%, nel Distretto di Brcko l'81.83%.<br /> <br /> Il Ministro per i Profughi e gli Sfollati della RS, Davor Cordas, ha detto che più di 350.000 croati sono stati esiliati dalla RS (più del 95%), mentre dalla Federazione di BiH sono estati esiliati 210.000. Ciò rappresenta un grande problema anche a causa dell'atteggiamento delle istituzioni internazionali, le quali non si preoccupano del fatto che non si possono rinnovare le case di quelli che ottengono i beni in Croazia, quindi la percentuale è stata ridotta all'88%.<br /> <br /> "Quindi solo il 12% dei croati può ottenere la ristrutturazione, però ci siamo ancora noi nella Posavina, quindi non rinunceremo alle nostre proprietà", ha detto Cordas.<br /> <br /> Alla sessione, oltre ai menzionati, sono stati presenti i rappresetanti del Governo della Croazia, i segretari del Ministero degli Affari esteri ed Europei, Zdravko Busic, i rappresentanti dell'ufficio centrale statale per i croati all'estero, Zvonko Milas, dell'ufficio centrale statale per la ricostruzione e l'alloggio, Nikola Mazar, del Parlamento croato, Ljubica Maksimcuk, Ante Babic, Ivan Lovrinovic, Mato Cicak, Bozo Petrov e Zeljko Glasnovic, e delle Associazioni dei profughi croati della RS.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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