Parliamone.
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Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Per la prima volta nella storia dell'Albania, la procedura di fallimento attivata per riorganizzare una società ha funzionato. La società turca Kurum (Albania), con attività nella trasformazione e produzione dei metalli, fallita all'inizio del 2016,…
Tirana - Per la prima volta nella storia dell'Albania, la procedura di fallimento attivata per riorganizzare una società ha funzionato. La società turca Kurum (Albania), con attività nella trasformazione e produzione dei metalli, fallita all'inizio del 2016, oggi lavora a elevata capacità ed entro 7 anni pagherà tutti i creditori. Ma come è riuscita questa società prossima al collasso a trasformarsi in un modello di successo e a pensare ad altri investimenti? Arif Shkalla, direttore delle finanze presso la Kurum spiega il perché la società è stata costretta a proclamare la bancarotta, come sono stati realizzati la riorganizzazione e i piani per il futuro. I primi segnali di una situazione sfavorevole sono apparsi già nella seconda metà del 2015, quando è iniziata la crisi dell'acciaio sui mercati internazionali.<br /><br /> "Abbiamo appreso i primi segnali dalle banche, che hanno iniziato a ridurre i limiti del prestito. Si rischiava di instaurare un boomerang: se arriva una banca a richiedere indietro il prestito, poi arrivano anche le altre", ha detto Shkalla.<br /><br /> Oltre al calo del prezzo dei metalli sui mercati internazionali, la Kurum aveva anche l'onere di alcuni prestiti a breve termine, che è stata costretta a prendere per liquidare l'acquisto delle centrali idroelettriche Shkopet-Ulez, Bistrica 1 e Bistrica 2, all'inizio del 2013. Shkalla afferma che le HEC sono state acquistate per 109.5 milioni di euro, con l'accordo che il 70% di tale importo venisse finanziato dalla Società Finanziaria Internazionale (IFC). Durante i negoziati, la società è stata finanziata con un prestito a breve termine, il che ha influito negativamente quando l'IFC ha erogato il credito nel 2014. Per generare maggiore liquidità, con la raccomandazione anche della IFC, la Kurum ha aumentato la produzione senza successo però, perché c'è stato l'aumento dei costi. Per quanto riguarda la richiesta di fallimento, Shkalla ha affermato che questa decisione è stata presa per difendere i creditori, mentre nella fabbrica c'erano 80.000 tonnellate di materiale, cosa che ha dato la priorità di negoziare. Il 16 marzo 2016, la società ha avviato la procedura di fallimento, presso il Tribunale di Tirana e poi il 15 aprile ha aperto la procedura di fallimento per la ristrutturazione. Inizialmente sono state esaminate le pretese dei creditori. A giugno del 2016 è stata approvata la pretesa dei creditori di 226 milioni di euro, senza contestazioni. Il credito nei confronti di 6 banche albanesi raggiungeva in totale 35 milioni di euro. Verso l'IFC 72 milioni di euro, verso la Banca del Mar Nero 17 milioni di euro, il resto verso le banche turche. Il piano dei pagamenti prevedeva che per il 2017 venisse pagato il debito principale e l'interesse ai crediti assicurati, mentre per i crediti non assicurati solo gli interessi.<br /><br /> Nell'ambito della riorganizzazione, la società ha cambiato il Consiglio di Supervisione, eleggendo per la prima volta tre membri esteri, mentre a uno dei punti della sentenza del tribunale, l'azionista di propria volontà dichiarò di non toccare il profitto per 7 anni. La riorganizzazione della società, la ristrutturazione dei crediti, insieme con l'aumento dei prezzi dei metalli sui mercati internazionali hanno fatto sì che le prestazioni della società migliorassero sensibilmente nel 2017. Le entrate tassabili hanno raggiunto 20 miliardi di ALL, con un estensione annuale del 70%. Per la prima volta, dopo 2 anni consecutivi di perdite, Kurum ha dichiarato profitti operativi per 932 milioni di ALL e un profitto nel bilancio di 364 milioni di ALL. E' risultata più debole la prestazione delle centrali idroelettriche, le cui entrate sono calate del 30% a causa della siccità. La fabbrica ha lavorato durante l'intero 2017, la produzione del ferro ha raggiunto circa 300.000 tonnellate e le vendite 323.000 tonnellate (compresi gli stock), che è un record degli ultimi 5 anni (la massima capacità della società era di 550.000 tonnellate l'anno). Circa il 65% o (198.000 tonnellate di ferro del marchio Kurum) della produzione è stata esportata, cosa che, secondo Shkalla, è un successo per il fatto che la società ha ripreso l'esportazione. Finora, la Kurum è già di tre mesi in avanzo per il pagamento dei creditori assicurati, conseguenza della buona prestazione della società nel 2017 e della crescita della produzione di energia dalle HEC dal meteo favorevole con precipitazioni nei primi mesi del 2018. Attualmente, il debito è sceso a 202 milioni di euro ed entro il 2018 si ridurrà di 185 milioni di euro. Anche per il 2018 l'aspettativa è la stessa, mentre si prevede un aumento della produzione di oltre 300.000 tonnellate di acciaio e delle entrate fino a circa 20 miliardi di ALL. Intanto, la Kurum ha realizzato anche degli investimenti, istallando il processo automatizzato, rinnovando i filtri e riducendo in modo notevole il livello d'inquinamento. Il numero dei dipendenti della Kurum, compreso il dipartimento dell'energia è attualmente pari a 480 persone, il personale direttivo è quasi del tutto albanese. Compresi i subappaltatori, il numero dei dipendenti arriva a oltre 700, una cifra importante per quanto riguarda l'occupazione nella regione di Elbasan. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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