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Sarajevo - L'ambasciatore russo in Bosnia ed Erzegovina (BiH), Petar Ivancov, ha detto che non vede il motivo per preoccuparsi per la recente acquisizione delle armi da parte della Polizia della Republika Srpska (RS), perché si tratta di un'acquisizione…
Sarajevo - L'ambasciatore russo in Bosnia ed Erzegovina (BiH), Petar Ivancov, ha detto che non vede il motivo per preoccuparsi per la recente acquisizione delle armi da parte della Polizia della Republika Srpska (RS), perché si tratta di un'acquisizione trasparente, che non ha violato nessuna legge, ha riportato il portale Glas Srpske, il 6 giugno.<br /> <br /> Ivancov non è d'accordo con una delle conclusioni del consiglio amministrativo per l'implementazione della pace (PIC) in BiH, che dice che "le acquisizioni sproporzionate delle armi, realizzate da alcune agenzie per l'implementazione della legge, hanno provocato la preoccupazione". Ivancov ha sottolineato che il Ministero per l'Interno della RS (MUP RS) ha avuto tutti i necessari permessi, mentre il vero problema è nei Cantoni della Federazione della Bosnia ed Erzegovina (FBiH), dove questo tipo di acquisizioni si fa liberamente.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Secondo le parole di Valentin Inzko, Alto Rappresentante in BiH, modernizzare la Polizia non è un problema, bensì non è chiaro perché si acquisiti una quantità così grande di armi e con quale scopo. Si tratta di 2.500 dei fucili ordinati per i membri del MUP RS, ma Inzko ha comunque confermato che si tratta di un'acquisizione legale, mentre nei Cantoni la situazione è completamente diversa.<br /> <br /> Oltre all'acquisizione delle armi, ai media interessa anche perché il PIC ha accettato soltanto la proposta del Partito d'Azione Democratica (SDA) e non quella del Club dei Croati, anche se tutti e due sono state approvate dalla Camera dei Popoli dell'Assemblea Parlamentare della BiH, riguardo alla modifica della legge sul processo penale della BiH.<br /> <br /> Su questo tema Inzko ha detto che la proposta dell'SDA contiene tutti gli elementi necessari per essere accettata, cosa confermata anche dal team legale dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante (OHR). Per quanto riguarda la legge elettorale e l'implementazione della decisione della Corte Costituzionale della BiH nel "caso Ljubic", Inzko ha detto che ancora non vuole usare "i poteri di Bonn", quindi ha ancora una volta invitato i leader politici e le istituzioni bosniaco-erzegovesi a trovare una soluzione per evitare altri problemi dopo le elezioni in ottobre.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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