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Marrakech - In occasione dell'apertura della V Conferenza del dialogo euro-africano, il Marocco ha confermato la sua leadership sul continente africano sulle questioni migratorie, davanti un'Europa ossessionata dalla protezione dei suoi confini. 57 dei 58…
Marrakech - In occasione dell'apertura della V Conferenza del dialogo euro-africano, il Marocco ha confermato la sua leadership sul continente africano sulle questioni migratorie, davanti un'Europa ossessionata dalla protezione dei suoi confini. 57 dei 58 Paesi membri del processo di Rabat hanno adottato l'Appello di Marrakech, ad eccezione dell'Ungheria che si è rifiutata di firmare, da questo gruppo includendo i Paesi dell'Unione Africana, ECOWAS e tre Paesi del Maghreb (Marocco, Mauritania, Libia), mentre l'Algeria è stata membro osservatore. Nonostante il contenuto consensuale, questo testo non ha trovato una risposta positiva da parte del Governo ungherese, noto per le sue posizioni anti-migrazione. "Negli ultimi anni l'Europa ha visto un massiccio afflusso di decine di milioni di migranti, mentre il continente ha visto 29 attacchi terroristici che hanno causato oltre 300 morti e 1.300 feriti. Piuttosto che gestire i flussi migratori, noi dobbiamo cooperare a livello di sviluppo e di sicurezza per fermarli completamente", giustifica l'inviato ungherese. Il rifiuto di Budapest, riflette le difficoltà all'interno dell'Unione europea (UE) nel raggiungere un consenso in materia di migrazione, mentre nel sud del Mediterraneo i Paesi africani membri di questo processo, hanno formano un blocco attorno alla posizione marocchina. Rabat è oggi il portavoce del continente su questi temi, dal momento che il Re Mohammed VI è stato nominato dall'Unione africana (AU) il leader sull'argomento. Da parte dell'UE, il discorso si concentra sulla gestione della migrazione irregolare e come parte di questo processo, "Bruxelles ha già raggiunto dei risultati, ma c'è ancora molto da fare e gli scambi devono produrre effetti concreti. Non dobbiamo rimanere nella fase delle parole", ha affermato Dimítris Avramópoulos, Commissario europeo per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza. Quest'ultimo non ha nascosto la sua impazienza con alcuni Paesi africani, affermando che "è giunto il momento che essi abbiano lo stesso livello di impegno e rimpatrino i loro cittadini che si trovano in una situazione irregolare. Alcuni Paesi rappresentati in questa sala lo hanno già fatto, altri lo devono fare", ha affermato il leader europeo. Questi scambi tra Africa ed Europa promettono di estendersi per tutto l'anno in preparazione del Global Compact for Migration and Asylum, attualmente in fase di negoziazione e la cui firma è prevista per il prossimo dicembre a Marrakech.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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