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Podgorica - La Corte d'Appello del Montenegro, un'altra volta, ha confermato il verdetto del Tribunale Commerciale del Montenegro, respingendo la richiesta dell'associazione per la tutela degli interessi degli azionisti di minoranza della società Duvanski…
Podgorica - La Corte d'Appello del Montenegro, un'altra volta, ha confermato il verdetto del Tribunale Commerciale del Montenegro, respingendo la richiesta dell'associazione per la tutela degli interessi degli azionisti di minoranza della società Duvanski kombinat Podgorica (DKP), in fallimento, di dichiarare nullo il contratto di vendita della DKP alla Zetagradnja per 13,2 milioni di euro, a giugno del 2010; nello stesso tempo la Corte ha anche respinto la decisione sulla formazione della società Novi duvanski kombinat Porgorica (NDKP). Il processo avviato dall'associazione per la tutela degli interessi degli azionisti di minoranza della DKP è stato condotto nel procedimento di primo grado contro la società madre, Zetagradnja, contro lo Stato, la NDKP e la capitale. Nella sua decisione, la Corte d'Appello ha citato che le indicazioni che si trattava di un accordo usurario sono infondate, spiegando che il curatore fallimentare "ha preso la decisione di vendere la proprietà al fine di rendere il piano di riorganizzazione il più efficiente possibile e di saldare i debiti nei confronti dei creditori. La Corte d'Appello ha anche respinto l'appello di Borislav Damjanovic, uno dei rappresentanti della proprietà confiscata, su cui è stata costruita la vecchia fabbrica DKP. Dopo l'avvio del fallimento e la bancarotta della DKP, gli azionisti di minoranza non hanno ricevuto neanche una quota della NDKP e i rappresentanti del Governo non hanno prestato attenzione alla loro offerta di risolvere questa controversia tramite un accordo extragiudiziale. Zarko Knezevic, direttore dell'associazione per la tutela degli interessi degli azionisti di minoranza della DKP, ritiene che la decisione della Corte d'Appello sia influenzata dagli accusati e dai loro superiori: è incredibile che un giudice della Corte d'Appello non sappia quale sia una norma imperativa o un contratto usurario, o che la cosiddetta NDKP sia stata formata illegalmente. In tale contesto, Knezevic ha annunciato che l'associazione presenterà una richiesta alla Corte Suprema per la revisione di questa procedura giudiziaria, aggiungendo di essere pronto ad andare anche ai tribunali internazionali per cercare giustizia.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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