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Sarajevo - Nei negoziati tenuti a Sarajevo il 22 febbraio tra i rappresentanti dei partiti parlamentari della Federazione di Bosnia-Erzegovina e la comunità internazionale sulla riforma della legge elettorale non è stato raggiunto alcun accordo, ha riportato…
Sarajevo - Nei negoziati tenuti a Sarajevo il 22 febbraio tra i rappresentanti dei partiti parlamentari della Federazione di Bosnia-Erzegovina e la comunità internazionale sulla riforma della legge elettorale non è stato raggiunto alcun accordo, ha riportato Dnevni list. Sefik Dzaferovic, dell'SDA, ha dichiarato ai giornalisti che si è parlato delle elezioni per la Camera dei Popoli del Parlamento della Federazione di Bosnia-Erzegovina, della Presidenza della Bosnia Erzegovina, della città di Mostar, dell'attuazione della sentenza della Corte Europea per diritti umani e della Corte Costituzionale della BiH, ma non è stata trovata alcuna soluzione. I negoziati continueranno con l'appoggio dell'UE e degli USA. Borjana Kristo, dell'HDZ BIH, ha dichiarato che è stato concordato che i discorsi sulla legge elettorale saranno intensificati, consegnando proposte e cercando soluzioni comuni. Damir Becirovic, del DF, ha dichiarato che di più si è parlato delle elezioni a Mostar e per la Camera dei Popoli del Parlamento della FBIH, e alla fine sono state espresse proposte che, nei prossimi incontri, cercheranno di armonizzare. Damir Masic, dell'SDP, ha sottolineato che i punti di vista sono abbastanza diversi, chiedendo quanto si può fare dato che il tempo sta scadendo. Damir Arnaut, dell'SBB, ha sottolineato che non bisogna presentare la lista dei desideri, bensì lavorare a una soluzione di compromesso per tutti.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> L'Alto Rappresentante Valentin Inzko ha travisato il proprio mandato, dichiarando che in BiH dovrebbe esserci di più Bruxelles, e meno Dayton, ossia un presidente e due vice presidenti invece di 3 membri della Presidenza. Anche se ben sa di aver proposto qualcosa di irreale, Inzko è convinto che ci saranno delle modifiche all'Accordo di Dayton, anche se il presidente della RS, Milorad Dodik, non accetterà un Dayton 2. Anche il membro del consiglio principale dell'SDS, Mirko Sarovic, ha commentato la dichiarazione di Inzko, dicendo che è personale e non realizzabile.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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