Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgoria - Durante l'incontro, del 7 febbraio, con i membri della Commissione parlamentare per l'economia, le finanze e il bilancio, il segretario della Comunità Energetica, Janez Kopac ha affermato di dubitare che l'investimento in una nuova centrale…
Podgoria - Durante l'incontro, del 7 febbraio, con i membri della Commissione parlamentare per l'economia, le finanze e il bilancio, il segretario della Comunità Energetica, Janez Kopac ha affermato di dubitare che l'investimento in una nuova centrale termoelettrica a carbone sia redditizio, ha riferito il portale Portal Analitika. Kopac ha spiegato che non vede alcun positivo calcolo economico per il secondo blocco della centrale termoelettrica Pljevlja (TE Pljevlja), ma se un investitore provasse la redditività, allora l'impianto potrebbe essere realizzato. Per quanto riguarda il primo blocco della TE Pljevlja, Kopac ha riferito che deve essere prima riabilitato ecologicamente e solo in seguito potrà rimanere sul mercato, ma sul margine della redditività. Lo stesso ha spiegato che l'esportazione di elettricità è redditizia ma da centrali elettriche più economiche, ossia le idroelettriche, mentre le termoelettriche non lo sono per niente, tranne quelle già ammortizzate, ma non quelle nuove o ristrutturate.<br /> <br /> Kopac ha presentato alla Commissione parlamentare la relazione annuale di attuazione del Segretariato della Comunità Energetica per il 2017, nella parte relativa al Montenegro. Il Montenegro, quando il cavo energetico sottomarino d'interconnessione con l'Italia sarà completato, si integrerà, in qualche modo, con i mercati vicini perché nella regione nessuno può sopravvivere da solo a lungo termine. Parlando del settore del gas, Kopac ha sostenuto che il Montenegro, membro della Comunità Energetica, ha il dovere di implementare il quadro legale del settore, visto che non ha ancora implementato la legge sulle riserve di petrolio che devono essere sufficienti per 90 giorni di consumo. Podgorica, quindi, ha grandi potenzialità per le fonti energetiche rinnovabili, ma deve adeguare la legislazione. Il Ministro dell'Economia, Dragica Sekulic, ha affermato che, nel periodo 2014-2015, la quota di fonti rinnovabili nel consumo totale è stata del 31,7%, mentre il deputato del DPS, Filip Vukovic, ha fatto notare che il Montenegro è un Paese energeticamente dipendente perché è l'unico nella regine a importare elettricità, quindi sarebbe meglio se il processo di adesione all'Unione Europea andasse più lentamente, se ciò significa l'indipendenza energetica. La relazione del Segretariato della Comunità energetica cita che le priorità del Montenegro, nel prossimo periodo, sono: condurre il processo di selezione dei fornitori di ultima scelta e i clienti vulnerabili, nonché la separazione proprietaria e la certificazione del gestore del sistema di trasmissione.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.