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NOTIZIE · OI-343895 · 05/02/2018 08:00:16 · 3058 g fa4 min lettura
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Presentato in Parlamento il report sulla demarcazione

DiOsservatorio ItalianoSommario

Pristina - La bozza per la ratifica dell'accordo sulla frontiera statale tra il Kosovo e il Montenegro, insieme con il report della Commissione Statale, guidata da Shpejtim Bulliqi, sono stati presentati in Parlamento, dopo l'approvazione dal Governo. Per…

Pristina - La bozza per la ratifica dell'accordo sulla frontiera statale tra il Kosovo e il Montenegro, insieme con il report della Commissione Statale, guidata da Shpejtim Bulliqi, sono stati presentati in Parlamento, dopo l'approvazione dal Governo. Per martedì si prevede la sessione plenaria in cui verrà votata la demarcazione del confine col Montenegro. Il Premier Ramush Haradinaj ha valutato credibile il report presentato da Bulliqi.<br /><br /> "In base ai criteri presentati sulla demarcazione della frontiera statale, attuati da tutti i Paesi della ex Jugoslavia, là dove si evidenziano incongruenze catastali, il confine deve essere delineato sulla base della linea amministrativa. Così ha agito anche la Corte d'Arbitrato nel verdetto sul caso sloveno-croato", ha affermato Haradinaj, sottolineando che il report è stato elaborato da professionisti del settore e dimostra che il Kosovo è stato danneggiato nella sua interezza territoriale.<br /><br /> Secondo il Premier, "la Commissione Statale ha argomentato il principio <em>​uti possidetis juris</em>, che prova che, fino a Kulle e Zhlep, il territorio è stato gestito dal Kosovo. Solo il 17% del territorio del Montenegro, fino al 2013, è stato compreso sui registri catastali della repubblica kosovara".<br /><br /> Il sostegno alla nuova versione della demarcazione è stato offerto dagli esponenti del partito "Nisma per il Kosovo", che lo voterà in Parlamento. Anche il leader del PDK, nonché Presidente del Parlamento, Kadri Veseli, ha annunciato che il suo partito voterà a favore. Dello stesso parere è il Presidente del Kosovo, Hashim Thaci, che ha chiesto ai parlamentari di unirsi nella ratifica dell'accordo inter-statale, che consentirebbe la liberalizzazione dei visti.<br /><br /> La nuova Commissione, nominata dopo l'arrivo al potere del Premier Ramush Haradinaj, ha revisionato l'intero processo per trovare errori sulla demarcazione della frontiera. Secondo Bulliqi, l'ex presidente della commissione, Murat Meha, ha demarcato la linea di frontiera in base a due varianti: la mappa topografica con i confini amministrativi e le aree del catasto.<br /><br /> "L'ex Commissione ha dato per scontato che la copertura con il catasto appartiene alla parte montenegrina, ma dai dati assicurati risulta invece che il controllo effettivo delle nostre istituzioni esisteva ininterrottamente dal 1945 con lo stabilirsi della frontiera amministrativa", ha riferito Bulliqi, ribadendo che la vecchia Commissione ha creato una nuova linea di frontiera con il Montenegro, non prestando attenzione alle mappe ufficiali. La Commissione guidata da Bulliqi ha constatato che la linea di frontiera non è in linea con quella amministrativa della ex Regione Autonoma Socialista del Kosovo, che l'ha controllata dal 1945 fino al 12 gennaio 2009.<br /><br /> Un altro membro della Commissione, Zejnullah Gruda, ha dichiarato che la demarcazione, secondo l'accordo del 2015, viola l'integrità territoriale del Kosovo.<br /><br /> Nel report si afferma, inoltre, che l'accordo di demarcazione con il Montenegro "non è per il delineamento del confine, ma per la definizione del confine", in altre parole "ha stabilito un nuovo confine tra i due Paesi". In ogni caso, la ratifica degli accordi internazionali avrà bisogno dei 2/3 dei voti, o 80 voti a favore su 120.<br /> <br /> L'accordo bilaterale<br /><br /> A fine agosto del 2015 le autorità di Pristina e di Podgorica hanno firmato, a Vienna, l'accordo sulla demarcazione della frontiera il quale è stato ratificato dal Parlamento del Montenegro, ma non da quello del Kosovo. L'allora opposizione, il Movimento Vetevendosje, AAK, Nisma, avevano fatto forte resistenza all'accordo, con proteste e gas lacrimogeni in Parlamento, per impedire la sua ratifica, in quanto sostenevano che con l'accordo il Kosovo perdesse del territorio. Dopo svariati esami, anche internazionali, la Commissione ha stabilito che, con l'accordo firmato, il Kosovo non avrebbe perso il territorio. Dopo l'arrivo in carica del Governo Haradinaj, è stata nominata una nuova Commissione statale, con a capo Shpejtim Bulliqi, che ha avviato la revisione dell'intero processo. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Entità
16
menzionate
Persone
5
menzionate
Aziende
0
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◉ Geografia della notizia · 2 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Jugoslavia · Pristina · Podgorica · Vienna
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