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Podgorica - Darko Trifunovic, professore presso la Facoltà di Scienze della Sicurezza dell'Università di Belgrado, ed esperto di sicurezza e di rapporti geopolitici, è convinto che la strategia degli avvocati difensori del caso "Colpo di stato" mirava a…
Podgorica - Darko Trifunovic, professore presso la Facoltà di Scienze della Sicurezza dell'Università di Belgrado, ed esperto di sicurezza e di rapporti geopolitici, è convinto che la strategia degli avvocati difensori del caso "Colpo di stato" mirava a coinvolgere la Serbia, attraverso la sua agenzia di sicurezza - BIA, e creare una "teoria del complotto" contro il Montenegro. Stando alla sua opinione, dietro questo scenario si vuole contrastare il coinvolgimento dei servizi russi nella pianificazione e nell'organizzazione di attività che dovevano causare il caos e portare, con forza, l'opposizione, guidata dal Fronte Democratico (DF), al potere. Durante un'intervista rilasciata al quotidiano Dnevne novine, il 24 gennaio, Trifunovic ha evidenziato che gli avvocati stanno combattendo una battaglia persa, perché è stata proprio la BIA a inoltrare agli organi investigativi montenegrini la documentazione che ora si sta esaminando presso il tribunale. In tale contesto, il docente ha affermato che la BIA e l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale del Montenegro (ANB) devono lavorare in stretto contatto, perché, se non si proteggono a vicenda, lasceranno spazio agli altri, così come è successo quando i russi hanno voluto trasformare il Montenegro in un'area dove coltivare i propri interessi, per inviare, poi, dalla Russia un governatore che avrebbe deciso cosa e come agire. Commentando la tesi secondo cui l'avvocato, Miroje Jovanovic, è il cervello del tentativo di trascinare la Serbia nella storia del tentato terrorismo in Montenegro, Trifunovic ha detto che Jovanovic, coma anche altri avvocati di difesa, hanno il compito difficile di dimostrare che l'operazione in questione non è stata progettata e finanziata dal servizio segreto russo, spiegando, quindi, che le fotografie che documentano il rapporto dei servizi e degli agenti russi con il testimone e collaboratore Sasa Sindjelic, sono un fatto per cui la difesa, non avendo argomenti, cerca di creare una sorta di teoria della cospirazione per sfidare le prove lampanti. Nelle udienze precedenti gli avvocati della difesa hanno sempre cercato di collegare Sindjelic alla BIA, quindi, secondo Trifunovic, questi avrebbero continuato a inventare nuove teorie cospirative, cercando di dimostrare che la destabilizzazione del Montenegro non è stata progettata e finanziata dal servizio segreto russo.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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