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Podgorica - Il Fronte Democratico (DF) ha inviato alla delegazione dell'Unione Europea (UE) in Montenegro, alle ambasciate della Russia, degli Stati Uniti d'America, del Regno Unito, della Francia e della Germania la trascrizione e la registrazione audio…
Podgorica - Il Fronte Democratico (DF) ha inviato alla delegazione dell'Unione Europea (UE) in Montenegro, alle ambasciate della Russia, degli Stati Uniti d'America, del Regno Unito, della Francia e della Germania la trascrizione e la registrazione audio dall'interrogatorio di Sasa Sindjelic presso le autorità della Serbia. Secondo il DF il presente materiale fa capire in modo chiaro che Sidjelic è stato costretto a cambiare la sua testimonianza presso la Procura speciale montenegrina al fine di montare il caso "Colpo di Stato" in cui sono stati accusati alcuni leader. Quest'alleanza politica si aspetta che la comunità internazionale presti più attenzione al caso e al materiale il quale dimostra che in Montenegro non esiste lo stato di diritto.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> In occasione della testimonianza controversa rilasciata presso le autorità serbe durata 7 ore, l'attuale testimone collaboratore Aleksandar Sasa Sindjelic, tra altro, ha affermato di aver vissuto e lavorato in Montenegro dal 2000 al 2002 e di conoscere i percorsi in cui si muove il leader del DPS, Milo Djukanovic, il quale sarebbe stato sicuramente ucciso il 16 ottobre, se così fosse stato pianificato. In tale contesto, Sindjelic ha aggiunto che il cittadino russo, Eduard Sismakov, gli ha accennato che Djukanovic è stato coinvolto nell'omicidio del giornalista croato Ivo Pukanic. Parlando delle ragioni dell'udienza, Sindjelic ha affermato che voleva dire la verità prima di essere trasferito in Montenegro perché aveva paura dal regime montenegrino, spiegando che per quest'ultimo non è interessante sentire la verità, perché è chiaro che il processo è stato montato con l'intento di suscitare l'acclamazione generale e la paura nel popolo del Montenegro al momento delle elezioni. Sindjelic ha descritto Sismakov come un uomo misterioso e potente, spiegando che quest'ultimo ha sborsato del denaro per organizzare le proteste in Montenegro, ma ha sottolineato, sempre, che nel caso in cui l'opposizione avesse regolarmente vinto le elezioni del 16 ottobre in Montenegro, sarebbe esisto il pericolo di un attacco da parte delle strutture criminali contro i manifestanti, forse anche armato. Gran parte del denaro ricevuto andava a Mirko (Pajo) Velimirovic, Nemanji Ristic e Predrag Bogicevic per l'organizzazione dei partecipanti alla protesta, ha affermato Sindjelic, aggiungendo che in un certo momento Velimirovic ha acquistato delle armi per scopi privati garantendo che le stesse sarebbero state rigorosamente sotto il suo controllo. In occasione della presente udienza Sindjelic ha negato qualsiasi relazione dei politici montenegrini con le proteste organizzate spiegando che non conosce nessun politico dell'opposizione montenegrina.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Esperto americano: Katnic è ingannatore, e il ''colpo di stato'' un inganno fittizio</em><br /> <br /> Il presidente della società di consulenza strategica e analisi del rischio politico SEERECON, Gordon N. Bardos in un'analisi ha sottolineato che per trarre qualsiasi conclusione in merito agli avvenimenti in Montenegro il giorno delle ultime elezioni parlamentari è necessario considerare la natura del regime che è stato al potere per decenni. In tale contesto Bardos ha affermato che Milo Djukanovic riesce a rimanere al comando perché sa controllare abilmente la leva del potere in questo piccolo Paese, chiedendosi perché il procuratore Milivoje Katnic, che pochi giorni prime delle elezioni aveva scoperto "il gruppo criminale organizzato" non abbia informato di questo le autorità di sicurezza montenegrine. Tale dato, secondo Bardos richiede un'ulteriore analisi perché indica che o Katnic è un procuratore estremamente incompetente che rappresenta un pericoloso per la sicurezza nazionale, o non c'è stato nessun pericolo e l'intera storia è risultata fittizia. Oltre a questo, Bardos ha riferito che Katnic ha presumibilmente scoperto che le azioni terroristiche sono state preparate in Serbia, ma non ha chiesto ai colleghi di Belgrado di cooperare al fine di prevenire gli eventi. Bardos ha aggiunto che tra le persone arrestate vi sono un ceramista, un contadino ed tassista, un sarto, un musicista, un pescatore, ed un autista e che un tale gruppo diversificato di 500 persone avrebbe dovuto abbattere un Governo difeso da 5000 poliziotti addestrati e 2000 soldati. L'analisi cita che la maggior parte dell'accusa è fondata sulla testimonianza di Aleksandar Sasa Sindjelic che è una persona con una malattia mentale, ma nonostante tutto è stato trasformato da principale organizzatore dell'operazione criminale in testimone collaboratore. Tra le tante cose assurde che Sinjelic ha "scoperto" durante la sua testimonianza è che l'opposizione montenegrina "sta effettivamente lavorando per l'intelligence occidentale", ha reso noto Bardos nella sua analisi. Per un altro testimone collaboratore, Mirko Velimirovic, Bardos ha affermato che aveva dato una dichiarazione contraddittoria sulle armi che presumibilmente dovevano essere usate nell'uccisione di Djukanovic. Alla fine, l'esperto americano ha affermato che anche Katnic ha iniziato a contestare la propria versione dell'evento, spiegando che questo a febbraio sosteneva di avere le prove del coinvolgimento delle forze di sicurezza russe nel tentativo di colpo si stato, mentre a novembre ha negato di aver mai detto che il Governo russo si trova dietro agli avvenimenti in questione.<br /> <br /> <br />
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