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Podgorica - L'organizzazione Osservatorio europeo della criminalità e sicurezza (European Observatory of Crime and Security EUOCS) ha valutato che gli interessi privati dell'ex Primo Ministro Milo Djukanovic hanno tenuto in ostaggio le istituzioni del…
Podgorica - L'organizzazione Osservatorio europeo della criminalità e sicurezza (European Observatory of Crime and Security EUOCS) ha valutato che gli interessi privati dell'ex Primo Ministro Milo Djukanovic hanno tenuto in ostaggio le istituzioni del Montenegro. Nel rapporto sul Montenegro, l'EUOCS ha sottolineato che le vecchie strade del contrabbando, utilizzate anche ai tempi dell'impero ottomano, ovviamente sono riuscite a sopravvivere, citando in tale contesto la direttrice del Terrorism, Transnational Crime and Corruption Center (TraCCC) Louise Shelley che nel corso di una conferenza della NATO nel suo discorso, ha identificato Milo Djukanovic come persona cruciale dell'importante ruolo svolto dal Montenegro nel mantenimento di suddette rotte. L'EUOCS ha ricordato che nel 2008 Milo Djukanovic è stato dichiarato "l'uomo più intelligente nei Balcani" mentre nel 2015 l'Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) l'ha dichiarato "Personalità dell'anno in criminalità organizzata e corruzione". Detto questo, il rapporto dell'EUOCS è andato avanti aggiungendo che solo un piccolo sguardo su alcuni scandali in cui è coinvolto, è una spiegazione sufficiente del perché Djukanovic ha meritato i presenti titoli. La Polizia italiana nel 2003 ha registrato i colloqui tra Djukanovic e i capi mafiosi italiani nel contesto del contrabbando di tabacco e la Procura italiana ha sostenuto che tra il 1994 e il 2000 il Montenegro era un paradiso per il commercio illegale, dove i criminali agivano senza essere puniti, mentre i porti di Bar e di Cattaro venivano utilizzati come basi logistiche per le barche a motore, con la protezione garantita dal Governo. Nonostante le prove contro lo stesso, Djukanovic come Primo Ministro ha chiesto l'immunità diplomatica e fino al 2009 è stato sospeso il processo contro la sua persona. Il rapporto dell'OCCRP sulla concessione del titolo infame a Djukanovic ha citato che Vanja Calovic, il direttore della rete non governativa MANS, ha descritto il suddetto come l'ultimo dittatore europeo che ha tenuto in ostaggio il Paese per i propri interessi e lo ha trasformato in un rifugio sicuro per i criminali. L'EUOCS ha commentato tale affermazione, stimando che la migliore illustrazione della posizione di Calovic è il fatto che Darko Saric, uno dei più ricercati spacciatori di droga nei Balcani, sia stato in grado di lavorare senza ostacoli in Montenegro, nonostante l'essere ricercato dalla Polizia serba e dall'Agenzia statunitense per lotta alla droga. La stessa organizzazione ha riferito che, nonostante tutti questi problemi con la legge, Djukanovic non è mai stato represso dalle autorità, ma è apparso in diverse occasioni una volta come Primo Ministro e talvolta come Presidente dello Stato. Ogni volta, quando tornava a svolgere affari pubblici, Djukanovic vinceva le elezioni, ha ricordato l'EUOCS, spiegando che il suo ritiro dalla carica di Primo Ministro nel 2016 non è stato altro che il primo segnale della sua candidatura alle elezioni presidenziali nel 2018.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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