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Sarajevo - Lunedì 11 dicembre è stata realizzata all'Aja l'udienza orale nella controversia arbitrale avviata dalla società slovena Elektrogospodarstvo Slovenije contro la Bosnia-Erzegovina a causa di investimenti congiunti nella società Rudnik i…
Sarajevo - Lunedì 11 dicembre è stata realizzata all'Aja l'udienza orale nella controversia arbitrale avviata dalla società slovena Elektrogospodarstvo Slovenije contro la Bosnia-Erzegovina a causa di investimenti congiunti nella società Rudnik i Termoelektrana Ugljevik (RiTE Ugljevik) negli anni '80 del XX secolo. L'eventuale perdita in questa controversia costerebbe alla Republika Srpska quasi 1,5 miliardi di BAM. Nel frattempo, la compagnia energetica croata Hrvatska elektroprivreda (HEP), sulla stessa base, ha richiesto il pagamento di 100 milioni di BAM dalla società Rudnici i Termoelektrana Gacko (RiTE Gacko). Le due parti hanno tentato di raggiungere un accordo senza arbitrato, ma il termine per farlo è scaduto l'1 dicembre 2017. Entrambe le richieste sono basate sugli stessi argomenti. Le presenti centrali termiche della BiH dal momento dell'inizio del conflitto nell'ex Jugoslavia non hanno fornito energia elettrica in conformità con la quantità di fondi utilizzati per la loro costruzione sicché la HEP e la Elektrogospodarstvo Slovenije adesso stanno cercando di rimborsare i loro investimenti. Commentando la presente situazione, il redattore del portale Capital, Sinisa Vukelic, ha notato che in entrambi i casi è importantissimo stabilire se gli investimenti in queste miniere e centrali termoelettriche riguardano il denaro estratto dal Fondo Federale per i Paesi sottosviluppati dell'ex Jugoslavia, spiegando che se questo è il caso, allora la HEP e la Elektrogospodarstvo non hanno le basi per loro richieste, che equivale alla posizione della RS e delle due centrali termoelettriche in questione. La risoluzione pacifica della disputa con la HEP non è stata ancora fatta, perché il Consiglio dei Ministri della BiH solo alla fine del novembre 2017 ha deciso di istituire un gruppo negoziale per la risoluzione pacifica delle controversie, che non ha ancora iniziato a funzionare. Dal canto suo la RS spera che nel caso di RiTE Gacko non vi sia nessun arbitrato e che esista ancora spazio per raggiungere un accordo. In tale contesto, il Ministro dell'Industria, dell'Energia e delle Miniere della RS, Petar Djokic, ha ricordato che l'avvio dell'arbitrato costa molto, spiegando che le spese processuali iniziali si pagano in anticipo e raggiungono una cifra di 600.000 BAM.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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