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Pristina - Mentre l'alto funzionario del Dipartimento Americano dello Stato, Hoyt Brian Yee ha attaccato Belgrado incolpandola di utilizzare doppi standard con l'Occidente, il Presidente Aleksandar Vucic insieme al CEO della Gazprom, Alexander Dyukov e…
Pristina - Mentre l'alto funzionario del Dipartimento Americano dello Stato, Hoyt Brian Yee ha attaccato Belgrado incolpandola di utilizzare doppi standard con l'Occidente, il Presidente Aleksandar Vucic insieme al CEO della Gazprom, Alexander Dyukov e l'ambasciatore russo Chepurin ha inaugurato un super-investimento a Pancevo, dove è stata spianata la strada al rubinetto del petrolio che rifornisce realmente i Balcani. In occasione della suddetta cerimonia si è scoperta anche la verità che in questi anni è stata il "pomo della discordia" nei Balcani proprio sull'influenza russa. La raffineria di petrolio a Pancevo, la quale riceve direttamente petrolio greggio dalla Russia, rifornisce circa l'80% del mercato balcanico dei carburanti e l'Albania e il Kosovo sono i due principali acquirenti. L'emittente televisiva serba B92, ha sottolineato che 150 mila tonnellate di petrolio vengono esportate annualmente dalla Serbia alla raffineria di Pancevo. Questa è stata guidata dal consorzio russo-serbo NIS, di cui il 29% è controllato dal Governo serbo e il resto dal gigante russo Gazprom. Solo con questa esportazione di petrolio la Serbia guadagna 1.3 miliardi di euro annualmente. La società russo-serba NIS è leader degli investimenti esteri in Serbia, che rifornisce con benzina e petrolio in primo luogo la Fyrom-Macedonia, il Kosovo e l'Albania. Inoltre, la B92 ha sottolineato che la guerra di Gruevski per mantenere il potere è stata finanziata proprio dalla NIS, il quale teme che Zoran Zaev toglierà questo monopolio. Dall'altra parte, gli analisti di Belgrado hanno affermato che dopo l'ottenimento del secondo mandato di Edi Rama, l'Albania sta facendo sforzi per diventare indipendente dal petrolio che arriva dalla Serbia. Il gasdotto TAP, ma anche le nuove risorse scoperte a Shpirag, nonché quelle previste sul Mar Ionio, stando alle previsioni, trasformeranno l'Albania in un importante attore energetico e insieme al Kosovo ed alla Fyrom-Macedonia romperanno il monopolio russo sul mercato dei carburanti, specialmente quello al dettaglio. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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