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Pristina - La Corte Fondamentale ha preso la decisione di liberare, dalla carcerazione preliminare, il deputato Milaim Zeka ed ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari per un mese perché sospettato di truffa ed evasione fiscale. Il suo avvocato…
Pristina - La Corte Fondamentale ha preso la decisione di liberare, dalla carcerazione preliminare, il deputato Milaim Zeka ed ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari per un mese perché sospettato di truffa ed evasione fiscale. Il suo avvocato Gazmend Halilaj si è opposto alla decisione del giudice affermando che la impugnerà presso la Corte d'Appello. Dall'altra parte il PM ha chiesto 30 giorni di carcerazione preliminare per il deputato Zeka. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a>Tale misura da parte della Corte è stata presa dopo l'arresto del deputato di Nisma, Milaim Zeka dopodiché la Procura Speciale ha emesso 48 di fermo, come sospettato del reato penale di partecipazione o organizzazione di gruppo criminale ed evasione fiscale. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a>Il fermo e l'interrogatorio del deputato di Nisma, Milaim Zeka, è giunto a seguito della pubblicazione di alcuni report di ricerca sul portale elettronico "Insajderi", che ha parlato del coinvolgimento del deputato Zeka in uno schema di truffa di oltre 900 cittadini del Kosovo con visti di lavoro in Germania. Secondo la ricerca del quotidiano, i cittadini hanno pagato da 50 euro a 3500 euro per un visto di lavoro. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Secondo il portavoce della Procura di Stato, Ekrem Luftiu, l'ex giornalista Milaim Zeka è sospettato di essere implicato nel gruppo organizzato criminale che truffava i cittadini che richiedevano i visti di lavoro in Germania. In merito al fermo ha reagito anche la moglie di Zeka, Edlira Qefalija Zeka. La stessa ha sottolineato che il sistema di giustizia del Kosovo ha grossi problemi, lanciando forti accuse, e sottolineando che sarà fatta giustizia. <br /><br /> "I processi pubblici alle varie figure pubbliche non si possono buttare giù perché la paura che i pubblici ministeri e i giudici avvertono davanti alla pressione di alcuni ricattatori senza scrupoli è il risultato di quel che ha preso campo in Kosovo con tangenti, gas lacrimogeni, intimidazioni e operazioni vergognose", ha sottolineato Edlira. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Poco tempo fa il deputato ha partecipato, in prima persona, ad un confronto presso uno studio televisivo. Dopo gli insulti verso il deputato del Movimento Vetevendosje, Frasher Krasniqi, il deputato Zeka si è scontrato con quest'ultimo dinanzi alle telecamere. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <br /><br /> Bisogna ricordare che pochi giorni fa il capo redattore del portale "Insajderi" Vehbi Kajtazi è stato aggredito fisicamente, per cui è stato fermato il cittadino Fitim Taci. Quest'ultimo, come anche Kajtazi ha affermato che il mandante dell'attacco era Milaim Zeka per gli articoli che aveva scritto sul suo coinvolgimento nel caso di truffa con i visti.<br /><br /> "920 kosovari hanno provato ad emigrare in Germania con visti di lavoro attraverso un agenzia d'impiego che in realtà era uno schema di truffa del deputato Milaim Zeka e il suo partner, Ilir Krasniqi. Gli applicanti hanno pagato ciascuno da 50 a 3.500 euro per un visto di lavoro. Insajderi ha investigato per oltre due mesi il caso in questione", come si apprende dall'articolo di Insajderi pubblicato il 3 ottobre di quest'anno.<br /><br /> Sull'articolo veniva reso noto che il giornalista Milaim Zeka aveva invitato nella sua trasmissione "Pa Rrotlla" di RTK un imprenditore albanese di successo e non corrotto, in data 9 marzo del 2016, che era Ilir Krasniqi. Nel corso dell'intervista, Krasniqi ha affermato che un Ministro del Kosovo, gli ha offerto 3 milioni di euro di tangenti a lui ed ai suoi partner tedeschi, per un investimento presso la KEK, senza rivelare il proprio nome.<br /><br /> "Questa intervista, in realtà aveva un altro scopo: la presentazione di Krasniqi come imprenditore credibile, per spinare la strada ad uno schema di truffa preparato da entrambi. Si stava promuovendo un truffatore con il quale Zeka era entrato in affari. Circa un mese prima di quest'intervista, Zeka e Krasniqi avevano aperto un'agenzia per l'impiego dei kosovari in Germania. La società ha funzionato per più di un anno. Durante questo periodo Milaim Zeka e Ilir Krasniqi attraverso la loro società hanno ingannato 920 kosovari. A questi ultimi sono state sottratte diverse somme di denaro, da 50 a 3500 euro", come si apprende dall'articolo sul quale è stato pubblicato il certificato di registrazione della società<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a>, il documento sul lancio delle indagini da parte della Procura su Zeka <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a>e la pubblicità che il giornalista e deputato hannop pubblicato sulle pagine del giornale "Botapress" per promuovere l'occupazione in Germania. <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a><br /><br /> La Procura ha avviato le indagini in merito a Zeka il quale è indagato per criminalità organizzata, truffa ed evasione fiscale mentre il suo partner in affari si trova in carcerazione preliminare. <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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