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Podgorica - Durante il discorso tenuto in occasione della conferenza "Sfide sul percorso di avvicinamento all'UE" tenutasi venerdì 3 novembre a Becici su iniziativa della Camera di Commercio del Montenegro, il presidente del DPS Milo Djukanovic ha valutato…
Podgorica - Durante il discorso tenuto in occasione della conferenza "Sfide sul percorso di avvicinamento all'UE" tenutasi venerdì 3 novembre a Becici su iniziativa della Camera di Commercio del Montenegro, il presidente del DPS Milo Djukanovic ha valutato che né i Paesi del Balcani, né i loro principali mentori dall'UE e dalla NATO sono stati abbastanza efficaci perché tutte le questioni aperte sono rimaste aperte anche oggi, 22 anni dopo l'Accordo di Dayton. L'ex Primo Ministro montenegrino è del parere che un problema aggiuntivo sia il fatto che recentemente è diminuito l'entusiasmo europeo per l'allargamento. In tale contesto Djukanovic ha notato che la politica europea ha ottenuto una concorrenza nei Balcani occidentali, citando prima di tutto gli interessi della Russia, ma anche quelli della Cina e della Turchia. Questi ha spiegato che i presenti problemi devono essere evidenziati, aggiungendo che, secondo lui, l'UE non ha risposto in modo adeguato. Ai Balcani occidentali come alternativa è stata proposta la demolizione dei valori europei, ha concluso Djukanovic, evidenziando la necessità che in tale regione venga rafforzata la posizione circa la prospettiva europea e che per farlo sono necessari ulteriori sforzi anche da parte dell'UE.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> Commentando la dichiarazione sopracitata di Djukanvic, il leader del Demos Miodeag Lekic ha valutato che la sua critica verso l'UE è umiliante, aggiungendo che i rapporti tra Djukanovic e l'UE stanno vivendo dei momenti grotteschi. Nel comunicato, Lekic ha citato che Djukanovic ha criticato pubblicamente l'UE cercando di insegnarle quello che dovrebbe fare. L'arroganza di Djukanovic verso l'UE non è accidentale, ha aggiunto il leader del Demos, spiegando che dopo aver visto in precedenza l'UE ritirasi da alcune vicende associate a lui, Djukanovic ha iniziato a scherzare sull'incapacità dell'Unione, probabilmente contando sul sostegno di qualche fattore internazionale più forte di Bruxelles. Lekic ha sostenuto che la dichiarazione di Djukanovic stando alla quale nello spazio vuoto che l'UE ha lasciato nei Balcani occidentali adesso stanno entrando russi, turchi e cinesi, non ha senso perché è risaputo che i russi ed i turchi sono da secoli presenti nella regione. Lekic ha notato che è chiaro che l'ex Primo Ministro montenegrino teme solo gli Stati Uniti aggiungendo che questo è il principale motivo per cui Djukanovic si permette di criticare l'UE. Lekic ha evidenziato che nel caso in cui l'UE sia pronta ad accettare le critiche di Djukanovic e rinunciare alle proprie richieste verbali per risultati misurabili nella lotta contro la corruzione e la criminalità, abbandonando la ricerca di standard europei, specialmente nel settore del funzionamento dello Stato legale in Montenegro, allora il pubblico democratico montenegrino dovrà esserne cosciente per poter trarre delle conclusioni. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Momcilo Radulovic dal Movimento Europeo (Evropski pokret) ha reagito in merito alla critica dell'UE da parte di Djukanovic, sottolineando che la comunità degli esperti da diversi anni sta mettendo in guardia circa la lentezza del processo di allargamento dell'UE. Lo stesso ha spiegato che nell'avvicinamento dei Paesi balcanici all'UE ci sono poche opere reali e concrete, dichiarandosi contento dal fatto che Djukanovic ha avuto il coraggio di avvertire, per la prima volta Bruxelles, in merito al fatto che i Balcani dovrebbero essere trattati in modo diverso. Andrija Popovic, leader del Partito Liberale (LP) ha sostenuto la posizione di Djukanovic valutando che la politica dell'UE è incoerente. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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