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Washington - I nuovi membri del Congresso americano si sono mostrati preoccupati per la presenza militare statunitense in Africa, un continente che non conoscono tanto bene e dove temono che gli Stati Uniti stiano progettando una guerra segreta e perpetua…
Washington - I nuovi membri del Congresso americano si sono mostrati preoccupati per la presenza militare statunitense in Africa, un continente che non conoscono tanto bene e dove temono che gli Stati Uniti stiano progettando una guerra segreta e perpetua contro un nemico in continua evoluzione, come si apprende da un'analisi mediatica del portale marocchino Le360. "Gli americani sono stati sorpresi di sapere che quattro militari sono stati uccisi in Niger", ha riferito il Senatore democratico Tim Kaine per la CNN martedì 31 ottobre. "La presenza in Africa è molto più importante di quanto il pubblico americano potrebbe credere", ha aggiunto Kaine. Il recente attacco in Niger, che ha rivendicato la vita di quattro soldati delle Forze Speciali americani e non meno di quattro soldati nigeriani, ha evidenziato la grandezza della presenza militare statunitense in Africa, con 6.000 soldati dislocati in 53 Paesi. L'incidente ha inoltre ripreso il dibattito sulla base giuridica americana delle operazioni contro i gruppi islamisti all'estero, quando il Pentagono annuncia che la guerra sta per trasferirsi, in particolare in Africa dove gli Stati Uniti stanziano 60 milioni di dollari per G5 Sahel, la forza anti-jihad creata dalla Francia. Il Segretario di Stato americano per la Difesa James Mattis è stato ripetutamente chiesto nella serata del 30 ottobre in un'interrogatorio del Comitato per gli affari esteri del Senato sull'ammodernamento della legge sull'uso delle forze armate (AUMF) che risale al 2001, subito dopo gli attacchi dell'11 settembre. "Se non cambiamo l'AUMF, pensate di avere tutte le autorizzazioni per inviare truppe in Nord Africa?", ha chiesto il senatore democratico Ben Cardin, domanda a qualle il capo del Pentagono ha risposto in maniera affermativa. Mattis ha notato che il gruppo Al-Qaeda di Osama Bin Laden, originariamente oggetto della legge, si è diviso e trasformato nel corso degli anni per dare vita all'attuale gruppo islamico ISIS perché questi movimenti cambiano molto spesso il proprio nome. Ufficialmente, si tratta di formare, consigliare e assistere i Paesi africani per consentire loro di combattere i gruppi islamici stessi, ma le operazioni vanno molto più avanti e se i funzionari statunitensi sono uniti nel loro sostegno alla guerra contro l'ISIS in Iraq e Siria, sono più scettici nei confronti dei jihadisti altrove nel mondo e soprattutto in Africa. È "un'area che non è familiare a molti senatori o molti americani", ha asserito, preoccupato, l'eletto democratico Chris Coons. "Questa tragedia in Niger, la perdita dei nostri quattro soldati americani, ci ha aiutato a concentrarci sul fatto che abbiamo cittadini e senatori che non sanno esattamente dove ci stiamo impegniamo contro questo mutevole nemico nel mondo", ha aggiunto Coons. Secondo le informazioni fornite nel giugno 2017 dalla Casa Bianca al Congresso, le truppe statunitensi sono "schierate ed attrezzate per combattere" in 19 Paesi, di cui 11 africani (Somalia, Libia, Kenya, Niger, Camerun, Uganda, Sud Sudan, Repubblica Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Gibuti e Egitto). Per il repubblicano Rand Paul, la missione ufficiale è infatti "un eufemismo" visto che si tratta proprio di truppe impegnate in un vero conflitto. "Sembra che voi pensate di poter andare ovunque, in qualsiasi momento, se c'è una guerra in corso o no", ha dichiarato Paul al Segretario americano per la Difesa. "Possiamo chiamarlo addestrare ed attrezzare, ma resta il sospetto che in Niger vi sia molto di più", ha concluso il senatore repubblicano. Ricorsiamo che il 4 ottobre, una pattuglia di ricognizione di 12 soldati statunitensi e 30 soldati nigerini stava tornando dal villaggio di Tongo Tongo, vicino al confine con il Mali, quando sono stati attaccati da circa 50 combattenti affiliati al gruppo dello Stato Islamico (EI), stando a quanto annunciato dal Pentagono, senza ulteriori dettagli su quest'operazione.<br />
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