Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Il Tribunale di Durazzo ha stabilito la misura di sicurezza "arresto con carcere" per il cittadino Durim Keçi, per la sua estradizione in Italia. La Corte ha respinto la richiesta della difesa di proclamare illecito il fermo dell'accusato,…
Tirana - Il Tribunale di Durazzo ha stabilito la misura di sicurezza "arresto con carcere" per il cittadino Durim Keçi, per la sua estradizione in Italia. La Corte ha respinto la richiesta della difesa di proclamare illecito il fermo dell'accusato, affermando che il fascicolo ha carenze nella documentazione. Secondo la difesa, la richiesta dell'Interpol non ha il timbro delle autorità italiane pertanto è stato chiesto il respingimento della domanda per l'estradizione del suo cliente. L'avvocato Ilia Ilia ha affermato che l'accusa è frutto della discriminazione che si sta facendo nei confronti degli albanesi da parte della giustizia italiana. A suo dire il principio va ricercato nel cosiddetto fascicolo "Kanun" dove circa 20 anni fa, la Polizia di Bergamo in Italia ha arrestato 135 migranti albanesi provenienti solo dall'area di Shijak. Durim Keçi, 42 anni è stato proclamato ricercato internazionale dall'Interpol Italia, condannato dal Tribunale di Genova, a 9 anni e 7 mesi di detenzione. La condanna da parte delle autorità italiane è stata emessa per i reati penali di "violenza, minaccia, e umiliazione delle autorità giudiziarie", "distribuzione della proprietà a conseguenze aggravate", "traffico di stupefacenti", "crimini armati contro persone", "partecipazione ad organizzazioni criminali avente come fine il traffico dei narcotici", e "sfruttamento della prostituzione". Durim Keçi è stato arrestato l'11 ottobre di quest'anno a Durazzo per la sua estradizione in Italia. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Secondo i media albanesi, Durim Keci è considerato come "un forte" di Shijak. Nel corso di una trasmissione televisiva, il giornalista Artan Hoxha ha affermato che Keci ha legami con la politica e per questo esiste la possibilità che non venga estradato nel Paese limitrofo. Hoxha è andato oltre, dicendo che nel momento in cui la squadra operativa lo ha accompagnato c'erano persone con l'immunità e non si conosce il motivo della loro presenza. Anche l'opposizione albanese ha dichiarato che il cittadino da Shijak ha connessioni con i deputati del PS. Nello specifico il leader del PD, Lulzim Basha ha mostrato in diretta foto tra Blendi Klosi, attuale Ministro del Turismo e dell'Ambiente e Keci. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Anche il quotidiano italiano "La Repubblica" ha dedicato un articolo all'arrestato Durim Keci, pubblicato il 5 gennaio del 2006, riportando le minacce che quest'ultimo ha proferito nell'aula del tribunale italiano: "Questi due la pagheranno cara", ha affermato, riferendosi ai pubblici ministeri Francesca Nanni e Silvio Franz. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Dopo l'arresto di Durim Keci, un altro "forte" di Shijak è stato fermato dalla Polizia di Durazzo. Si tratta di Riza Sheshi, 50 anni, anche lui ricercato dalle autorità italiane. In base ai primi dati la Corte di Genova ha rilasciato l'ordine di arresto per il 50 enne, con l'accusa di "partecipazione ad organizzazioni criminali aventi come fine lo sfruttamento della prostituzione". Anche Sheshi da tempo era sulla lista dell'Interpol con l'accusa di sfruttamento delle donne per la prostituzione e si attende, ormai, la sua estradizione in Italia. <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Intanto, un 38enne è stato arrestato dalla Polizia a Lezha, proclamato ricercato per "produzione e vendita di narcotici". Secondo la Polizia Nin Lalaj, residente a Lezha ha ottenuto la misura di sicurezza "arresto con carcere", il 21.03.2017 dal Tribunale Distrettuale di Puka. Nin Lalaj, conosciuto con lo pseudonimo "Sulltani" (Sultano) è uno nome noto alla Polizia perché lo stesso è stato arrestato anche nel 2013 per sfruttamento della prostituzione. Il suo arresto è avvenuto come risultato dell'operazione "Topkapi" che è stata realizzata dalla Polizia a Vigevano in Italia. Nin Lalaj è considerato come il vero leader della rete albanese-romena che conduce le prostitute sulle strade di Vigevano. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /><br /> Ricordiamo che il Primo Ministro, Edi Rama, dopo la lotta contro la coltivazione e il traffico degli stupefacenti, ha lanciato la seconda fase, quella dell'arresto dei forti e il sequestro dei loro beni. <br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.