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Belgrado - Una visita di due giorni, più di 150 uomini d'affari, feste, applausi e ovazioni per il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dovrebbero bastare come prova definitiva dell'esistenza di relazioni migliori più che mai tra la Serbia e la Turchia.…
Belgrado - Una visita di due giorni, più di 150 uomini d'affari, feste, applausi e ovazioni per il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dovrebbero bastare come prova definitiva dell'esistenza di relazioni migliori più che mai tra la Serbia e la Turchia. Passo dopo passo sono state udite parole riguardanti collaborazioni, investimenti, aiuti e sostegno. Tuttavia, la questione è cosa si nasconde dietro tutto questo e quali sono gli interessi delle lodi bilaterali, soprattutto se si tiene conto che le relazioni tra i due Paesi non sono sempre state così armoniose o amichevoli. Il peggioramento delle relazioni ha avuto inizio dopo la guerra fredda, e negli anni novanta sono state influenzate dagli eventi sul territorio dell'ex Jugoslavia, e poi dalla guerra in Kosovo, e non bisogna dimenticare che la Turchia ha sostenuto l'indipendenza kosovara.<br /> <br /> Tuttavia, l'anno scorso, e soprattutto nei giorni scorsi, l'impressione è stata piuttosto diversa e l'amicizia, gli investimenti, la cooperazione economica sono stati cruciali in quasi tutte le affermazioni che hanno mostrato l'inizio della "nuova era" dei rapporti tra Belgrado e Ankara.<br /> <br /> <em>Vucic ed Erdogan come il Re Aleksandar e Ataturk</em><br /> <br /> L'analista di politica estera turca, Erhan Turbedar, ha stimato che negli ultimi anni è stato fatto molto a favore dello sviluppo delle relazioni bilaterali tra la Serbia e la Turchia ed ha paragonato i Presidenti Aleksandar Vucic e Rexhep Tayyip Erdogan al Re<em> </em>Aleksandar e Ataturk.<br /><br /> "Le relazioni sono state costruite nella misura in cui l'accoglienza di Erdogan ha ricordato il periodo di amicizia tra il re Aleksandar Karadjordjevic e Kemal Ataturk. Gli accordi firmati mostrano che i rapporti tra la Turchia e la Serbia sono entrati in una nuova fase e hanno cominciato a trasformarsi in una sorta di partnership strategica", ha affermato Turbedar. Questi ha inoltre sottolineato che "mentre diversi leader europei hanno seguito in silenzio il colpo di stato in Turchia l'anno scorso, il Presidente serbo, Aleksandar Vucic, è stato tra i primi leader a sostenere le autorità elette democraticamente e ha appoggiato il Presidente Erdogan". "Tale mossa è stato uno degli eventi più importanti nel riavvicinamento dei due Presidenti", ha affermato l'analista turco. Turbedar ha sostenuto che la Turchia, per la quale il territorio della Serbia è la via più breve per raggiungere l'Europa, vede il Paese balcanico come un fattore cruciale per la salvaguardia della pace e della stabilità nei Balcani occidentali. "Esistono opinioni stando alle quali il Presidente Erdogan stia instaurando buone relazioni con la Serbia, sotto l'influenza di Mosca, ma ritengo che questa sia un'analisi errata perché il posto serbo nella politica estera della Turchia non dipende da Mosca", ha affermato Turbedar.<br /> <br /> "Anche l'UE, che osserva la presenza turca nella regione con un certo grado di opposizione e competitività, deve capire questa realtà. Inoltre, il funzionamento congiunto della Turchia e dell'UE nei Balcani potrebbe contribuire ad aprire una nuova pagina nelle relazioni congelate tra Ankara e Bruxelles", ha stimato Turbedar.<br /> <br /> <em>Influenza politica</em><br /> <br /> L'influenza politica della Turchia nei Balcani non dovrebbe essere ignorata dato che molti bosniaci del Sangiaccato, della Bosnia-Erzegovina (BiH) e del Kosovo percepiscono la Turchia come un Paese protettore. <br /> <br /> "La Turchia è interessata al territorio nord-occidentale della Grecia a ridosso di Albania, Fyrom-Macedonia, Sangiaccato, Serbia e Montenegro, attraverso il quale può instaurare connessioni con la Bosnia centrale perché vi risiede la popolazione musulmana. Erdogan in persona ha menzionato spesso il Kosovo ed ha dichiarato a Novi Pazar di sentirsi a casa", ha riferito Mahmut Busatlija. <br /> <br /> Tuttavia, la principale preoccupazione di Erdogan nel corso della sua visita a Novi Pazar è stata rappresentata dalla guerra contro Fethullah Gulen. La rete di Gulen, adesso considerata un'organizzazione terroristica da parte di Ankara, gestisce una serie di scuole e centri umanitari nell'ex Jugoslavia, anche a Novi Pazar. La rete era l’avanguardia del potere turco all'estero, ma al momento il Governo turco sta cercando di smantellarla, in Bosnia, Georgia o Asia centrale. Il messaggio di Erdogan a Novi Pazar è chiaro: il Sangiaccato è il mio territorio, non quello di Gulen.<br /> <br /> E' chiaro che Erdogan ha trovato un partner in Aleksandar Vucic. Il Presidente della Serbia è cresciuto nel Partito radicale serbo ultra-nazionalista negli anni ’90 e ha ricoperto la carica di Ministro dell'Informazione sotto Slobodan Milosevic. Ma ora è la voce del pragmatismo: "Questo non è il 1389, la Serbia e la Turchia sono Paesi amici", ha dichiarato Vucic, riferendosi all'anno della battaglia del Kosovo tra le forze serbe e l’esercito invasore ottomano. Il costo del coinvolgimento della Turchia è minimo. Anche i nazionalisti in Serbia guardano con favore le battaglie di Erdogan contro gli USA e l'UE e l'evidente amicizia con Putin. <br /> <br /> Il quotidiano serbo Blic ha reso noto che durante la visita del Presidente turco Erdogan in Serbia si è parlato del gasdotto Turkish Stream che, secondo gli annunci dei funzionari serbi, dovrebbe passare attraverso la Serbia, il quale dovrebbe essere una sorta di sostituzione del gasdotto russo South Stream.<br /><br /> "Il Presidente Erdogan sostiene l'idea dell'ingresso della Serbia nel progetto del gasdotto Turkish Stream. E' molto probabile che Mosca appoggi la stessa. Tuttavia, Belgrado avrà bisogno, probabilmente, dell'approvazione dell'UE", ha riferito Turbedar, aggiungendo che la Serbia, nell'ultimo periodo, ha mostrato un grande interesse verso il capitale turco. <br /> <br /> L'influenza economica e politica sono due temi chiave del crescente interesse della Turchia per la Serbia e, in generale, per la regione dei Balcani occidentali. L'economista e consulente per gli investimenti esteri, Mahmut Busatlija, ha affermato che la cooperazione economica con qualsiasi Paese è importante per la Serbia, con l'osservazione che la Turchia ha oltre 80 milioni di abitanti e che lo scorso anno è stata la dodicesima economia più forte del mondo. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>I media turchi e stranieri si esprimono in merito alla visita di Erdogan in Serbia</em><br /> <br /> La visita del Presidente turco, Rexhep Tayyip Erdogan, in Serbia e l'incontro con il Presidente Aleksandar Vucic, è una notizia straordinaria sulla copertina della stampa turca, che ha prestato particolare attenzione ai colloqui bilaterali e all'accoglienza. Anche Hilal Kaplan, giornalista del giornale turco Daily Sabah, che ha avuto l'opportunità di seguire Erdogan durante la visita in Ucraina e in Serbia, riassumendo i risultati della visita in Serbia, ha affermato che i funzionari serbi hanno ospitato Erdogan come "un re", e che con la sua visita, la Turchia ha contribuito ad un ambiente più tranquillo nei Balcani. Kaplan ha descritto Vucic come "un leader interessante" che ha ottenuto il sostegno di molte persone del Paese. "L'egemonia russa è molto chiara in Serbia, ma esiste la concorrenza con la Germania, mentre gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono i primi fra i Paesi musulmani che investono più nella regione, seguiti da Azerbaigian e Turchia", si apprende dall'articolo di Daily Sabah.<br /> <br /> Neue Zürcher Zeitun ha sottolineato che l'impegno turco è in aumento nei Balcani. Secondo questo giornale, gli investimenti turchi nel 2016 ammontano a 1,66 miliardi di dollari, pari al 5,3 % del totale degli investimenti turchi all'estero. Secondo il giornale svizzero, i Governi dei Balcani speculano che potrebbero trarre beneficio dal coinvolgimento di Ankara nei conflitti in Medio Oriente.<br /><br /> I Balcani sono ora l'unica regione dell'ex-impero Ottomano dove la politica estera ha" zero problemi con i vicini "ed è stata messa in atto. Erdogan non è contento del fatto che i Paesi dei Balcani non attuano il divieto imposto per le scuole finanziate da Fetullah Gulen", come riportato dal Neue Zürcher Zeitun.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> Deutsche Welle (DW) ha riferito che la Turchia penetra nei Balcani su due fronti uno dei quali è in Serbia. "I Balcani sono uno degli obiettivi primari dell'espansione turca in due modi. In primo luogo, abbiamo a che fare con la geopolitica neottomana. I turchi vivono nell'illusione che le vecchie colonie la rispettano, in modo da poter espandere il proprio lavoro e influenza. In secondo luogo, esiste la complementarità delle esigenze economiche", ha evidenziato l'economista di Istanbul e commentatore politico, Atilla Yesilada, aggiungendo che la Turchia cerca di rafforzare la sua influenza politica nei Balcani. "Non solo attraverso l'economia, ma anche tramite il suo patrimonio islamico, la Turchia sta aumentando l'influenza, naturalmente, non nella Serbia ortodossa. Vorrei chiamare tutto l'insieme come il potere morbido che funziona bene in Albania e in BiH. La Turchia ci spedisce gli imam ed ha anche un impatto attraverso fondazioni di beneficenza. Ovviamente, questo Paese, insieme alla Russia, vuole diventare un grande attore nei Balcani ", ha affermato l'analista Yesilada.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Anche i media in Serbia hanno descritto, in modo molto positivo, la visita del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Serbia, e la maggior parte dell'attenzione è stata prestata alla sua sicurezza, ai colloqui sulla cooperazione economica e sulla collaborazione tra i serbi e i bosniaci. Quasi tutte le copertine dei giornali della Serbia hanno pubblicato il 10 e l'11 ottobre la visita del Presidente turco. In particolare i media serbi hanno dedicato grande attenzione alla cooperazione economica tra i due Paesi. <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>La visita di Erdogan in Serbia non piace a Sarajevo</em><br /> <br /> <br /><br /> Il docente presso la Facoltà di Politica e Sicurezza Internazionale Srdjan Perisic, ha comunicato che Sarajevo non ha visto con benevolenza la visita di Erdogan in Serbia. "Alcuni in BiH non hanno valutato positivamente il collegamento di Erdogan con la Serbia, soprattutto Bakir Izetbegovic, e i circoli di Sarajevo estremi nelle richieste di separazione del Sangiaccato dalla Serbia", ha affermato Perisic. "I circoli politici di Sarajevo ritengono che, sulla base dell'unità di Washington e di Ankara, anche gli interessi dei bosniaci otterranno il sostegno, come anche i desideri e le aspirazioni di Novi Pazar e del Sangiaccato", ha dichiarato Perisic. Alla domanda dove è avvenuto il cambiamento con Erdogan, il quale ha detto diversi anni fa in Kosovo: "Il Kosovo è la Turchia, la Turchia è il Kosovo" e oggi esorta all'unità della Serbia, Perisic risponde che è ricollegabile al 15 luglio 2016, quando ha capito che Washington, attraverso Fetullah Gulen, sta lavorando contro di lui. "Questo è un enorme cambiamento a livello di politica perché Erdogan ha rinunciato a Gulen, ha rinunciato a Washington, e ha iniziato a condurre una politica indipendente nella regione dei Balcani. Mosca sta cercando di avere buone relazioni con Ankara, cioè rapporti militari e di sicurezza tanto che esistono molti accordi, firmati a porte chiuse, dei quali il pubblico non sa nulla", ha stimato Perisic. Questi inoltre ha riferito che l'Occidente non vuole la presenza del gas russo nei Balcani, e che per tale motivo ha bloccato il progetto del South Stream attraverso la Bulgaria. "L'interesse dell'Occidente è quello di allontanare la Russia dai Balcani", ha reso noto Perisic, ricordando che Erdogan e Vucic hanno anche discusso del Turkish Stream e che la cooperazione energetica tra Belgrado e Ankara è impossibile senza il gas russo. Questi ritiene che ci sia bisogno di buoni rapporti tra Mosca e Ankara e che questi abbiano un'influenza positiva in tutti i Balcani.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <em>Governo serbo tace in merito al Turkish Stream per non indispettire UE</em><br /> <br /> Anche se le autorità della Serbia sono molto soddisfatte della dichiarazione del Presidente turco, Rexhep Tayyip Erdogan, che la Serbia otterrà il gas dalla Turchia, nessun esponente del Governo serbo ha commentato ufficialmente la sua posizione per non provocare effetti negativi sulla Serbia in senso politico, ha affermato una fonte del quotidiano serbo Dabas, vicina al Governo serbo. Infatti, il Ministero dell'Energia, così come tutti gli altri organi statali, non ha commentato la dichiarazione di Erdogan, anche se è pienamente in linea con gli interessi energetici serbi. <br /> <br /> "Il Governo della Serbia è completamente favorevole all'idea che il gasdotto Turkish Stream, costruito da russi e turchi, si espanda nel territorio serbo. In questo modo, la Serbia otterrà il gas più economico rispetto al Nord Stream perché non pagherà le tasse di transito. Il Governo serbo è convinto che la Commissione europea e la Federazione russa giungeranno ad un accordo che permetterà la prosecuzione dell'attuazione dei progetti energetici russi. Ciò creerà anche la possibilità che le tubature del gasdotto passino attraverso la Serbia. In questo modo, il Paese avrà abbastanza gas e diventerà un paese di transito che raccoglie i ricavi dalla tassa di transito", ha annunciato una fonte vicina al Governo serbo, aggiungendo che l'esecutivo ha deciso di non commentare pubblicamente la realizzazione del gasdotto turco attraverso la Serbia, al fine di non irritare i partner dell'Unione europea. Ufficialmente, Bruxelles non sostiene l'idea dell'ampliamento del Turkish Stream nei Paesi d'Europa e la Serbia non intende sottolineare il sostegno a tale progetto finché l'UE si opporrà al presente progetto. "Il Governo serbo ritiene che, un tale sostegno non è buono per l'integrazione della Serbia nell'UE. Tuttavia, il Governo approva tacitamente tutto quello che Erodgan ha detto, ma si aspetta che Bruxelles e Mosca risolvano i loro equivoci per commentare, ufficialmente, il progetto, ha affermato la stessa fonte.<a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> L'esperto di energia, Jelica Putnikovic, ha precisato che Belgrado deve ancora trovare il denaro per la costruzione di un gasdotto che collegherà il Paese con la Bulgaria, e che non è chiaro quanto costerà. "Sarebbe bello se la Turchia fosse interessata a finanziare la realizzazione del tratto bulgaro. Ankara vuole certamente ricevere il più possibile per il transito del gas attraverso il territorio turco. Maggiori sono le forniture di gas, maggiori saranno le entrate per la Turchia", ha affermato Putnikovic, aggiungendo che la costruzione del gasdotto ha un'importanza economica e politica, ecco perché il progetto del Turkish Stream potrebbe contribuire alla normalizzazione delle relazioni tra gli Stati balcanici.<br /> <br /> Il diplomatico serbo, Srecko Djukic, ha dichiarato per Sputnik che Ankara vorrebbe che il Turkish Stream raggiungesse il centro dell'Europa ed ha spiegato che "tutto dipende dall'atteggiamento dell'UE e degli Stati Uniti verso il progetto". Djukic ha aggiunto che i negoziati a Bruxelles sono necessari perché è sempre più chiaro che l’Europa centrale sta considerando la costruzione del gasdotto Nord Stream 3. Djukic ha anche affermato che la Turchia potrebbe almeno parzialmente finanziare la parte europea del Turkish Stream nonostante le relazioni tese tra l'UE e Ankara. In questo senso, ha ricordato che Bruxelles ha impedito che il gas russo venga trasportato ai consumatori balcanici attraverso il gasdotto South Stream. "In questo caso ci si pone la domanda se il consorzio che costruirà i gasdotti sul territorio bulgaro inviterà la Turchia ad aderire al prospetto. Non è ancora chiaro se Ankara accetterà questa forma di cooperazione", ha concluso Djukic.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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