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Banja Luka - Su organizzazione dell'Associazione dei cittadini ''ReStart Srpska'' il 20 settembre si è tenuta una protesta pacifica a Banja Luka, nel corso della quale sono state richieste le dimissioni del Governo della Republika Srpska, ha riferito il…
Banja Luka - Su organizzazione dell'Associazione dei cittadini ''ReStart Srpska'' il 20 settembre si è tenuta una protesta pacifica a Banja Luka, nel corso della quale sono state richieste le dimissioni del Governo della Republika Srpska, ha riferito il portale RTVBN. I membri dell'Associazione hanno dichiarato che le proteste sono state organizzate da persone insoddisfatte perché hanno atteso troppo a lungo una risposta del Governo della Republika Srpska sulla petizione con le firme di 6.500 cittadini, con la quale è stato chiesto che ai Ministri venisse limitato il fondo per l'acquisto di macchine ufficiali a 50 mila BAM. ''Milo vattene'', ''Dimissioni'', ''Ladri'' hanno gridato i manifestanti riuniti presso la piazza principale di Banja Luka, e dopo la marcia di protesta davanti al Palazzo presidenziale, e sopratutto davanti al Palazzo del Governo della RS, difeso dalla Polizia dell'entità. Le proteste realizzate sotto la pioggia, di diverse centinaia di cittadini insoddisfatti, secondo alcuni portali circa mille, sono state appoggiate anche da diversi deputati dell'opposizione di Banja Luka, nonché dai lavoratori delle Zeljeznice RS, i quali hanno interrotto nello stesso giorno lo sciopero della fame di dieci giorni. I cittadini riuniti sono rimasti poco tempo davanti al Palazzo del Governo, e i membri di ''ReStart Srpska'' hanno ribadito le loro richieste ovvero il prezzo limite delle macchine per le necessità del Governo della RS a 50.000 BAM, le dimissioni del Governo delle RS, e la fine dell'ingaggio solo tramite il libretto di partito politico motivo per il quale un numero sempre più grande di cittadini, sopratutto giovani, se ne va dalla RS. A loro avviso si tratta solo dell'inizio pertanto non rinunceranno alle richieste. La riunione dei cittadini il 20 settembre, rappresenta la continuazione delle attività di tale associazione che sono iniziate l'8 agosto con la protesta nel parco di Banja Luka 'Mladen Stojanovic' a seguito della decisione del Ministro dell'Educazione e della Cultura della RS Dane Malesevic, di chiudere 15 scuole nelle comunità locali, e acquistare nello stesso tempo una macchina ufficiale dal valore di 120.000 BAM. Stando alle parole del presidente del Movimento ''Restart Srpska'', Stefan Blagic, in questo momento la richiesta principale riguarda le dimissioni del Governo della RS.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Come ha pubblicato la televisione RTRS, il leader del partito della Serbia, ''Dosta je bilo'' Sasa Radulovic, ha svolto il ruolo di mediatore nella formazione di ''Restart Srpska'', che ha l'obiettivo di distruggere l'attuale Governo nella RS, secondo le informazioni del portale Princip. L'associazione è stata formata quasi un anno fa con sede a Banja Luka, e si è presentata come combattente contro la partitocrazia, a favore dello stato di diritto e del pluralismo democratico nonché culturale. "Restart Srpska" ha promesso cambiamenti nella società della RS e negli ultimi mesi ha lavorato alle proteste contro il governo attuale con certi membri dell'PDP, NDP e altri. Non bisogna scordarsi nemmeno le proteste a Belgrado che sono state organizzate contro il Presidente della Serbia Aleksandar Vucic, tramite Sasa Radulovic, leader dell'opposizione in Serbia, e il movimento ''Dosta je bilo Restart''. Secondo alcune indiscrezioni a Belgrado, dietro al finanziamento di questa associazione si trova l'Istituto repubblicano internazionale nonché altre fondazioni.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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