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Zagabria/Belgrado - La Serbia ha inviato alla Croazia la nota di protesa a causa degli eventi che si sono svolti durante l'incontro del Partito dei Diritti Croati Autoctoni (A-HSP), tenutasi sabato 2 settembre, davanti alla sede del Consiglio nazionale serbo…
Zagabria/Belgrado - La Serbia ha inviato alla Croazia la nota di protesa a causa degli eventi che si sono svolti durante l'incontro del Partito dei Diritti Croati Autoctoni (A-HSP), tenutasi sabato 2 settembre, davanti alla sede del Consiglio nazionale serbo (SNV), quando i membri dell'A-HSP hanno dato fuoco ad una copia del settimanale serbo indipendente Novosti. L'oggetto dell'incontro è stata anche la rimozione della targa fascista a Jasenovac. La nota di protesta è stata inviata all'ambasciata croata a Belgrado, la quale ha confermato l'arrivo della nota.<br /> <br /> Il Ministero degli Affari Esteri della Serbia ritiene che un tale incidente, provocato da un gruppo politico neo-fascista della Croazia, guidato dal suo presidente, in presenza dei membri del Ministero dell'Interno croato è un un esempio di incitamento all'odio etnico e all'intimidazione dei membri della minoranza serba in Croazia, un tentativo di rivedere la storia e glorificare il movimento ustascia ed i suoi simboli", come riporta una dichiarazione del Ministero serbo.<br /> <br /> Circa 20 simpatizzanti dell'A-HSP hanno protestato, sabato 2 settembre, davanti alla sede dell'SNV a Zagabria, con lo slogan "Vi abbiamo fermato nel 1991, vi fermeremo di nuovo", e i leader dell'A-HSP, Drazen Keleminec, in quest'occasione ha dato alle fiamme il quotidiano serbo Novosti, dicendo che il presente esortava alla creazione di incendi in Croazia nel picco della stagione turistica. Keleminec, a tal proposito, ha invitato il Primo Ministro Andrej Plenković a non proibire il saluto "Pronti per la patria".<br /> <br /> Il Ministero degli Affari Esteri serbo si aspetta che gli autori di tali reati siano perseguiti e puniti in base alla legge. "Il Ministero degli Affari Esteri della Serbia spera che le istituzioni competenti della Croazia, nello spirito di preservare e sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali, in futuro, prevengano tali incontri che hanno una certa conclusione, cioè quella di insultare i membri della comunità nazionale serba in Croazia, e i serbi in generale", si apprende dalla nota di protesta.<br /> <br /> La presente ha suscitato la reazione del Primo Ministro Plenkovic, il quale ha ribadito che tale partito marginale non merita una maggiore attenzione, aggiungendo che altre questioni aperte sono più importanti nei rapporti con la Serbia. "I cittadini di nazionalità serba in Croazia hanno tre rappresentanti presso il Parlamento croato. Questi fanno parte di una maggioranza parlamentare. Recentemente abbiamo adottato un programma speciale per le minoranze nazionali. Sono i nostri partner. Stiamo tenendo consultazioni su temi chiave. Questi hanno la rappresentatività garantita. Vorrei che una cosa simile esisti nell'Assemblea Nazionale della Serbia e vi sono anche una serie di altre questioni, come quella relativa al confine e alle persone scomparse", ha riferito il Primo Ministro Plenkovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Per quanto riguarda la controversa targa a Jasenovac, il Presidente croato, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha affermato, lunedì 4 settembre, che questo è un vecchio saluto croato, "purtroppo compromesso durante il regime ustasiano". Per quanto riguarda la controversa targa di HOS a Jasenovac, Grabar Kitarovic ha affermato che non si può perdere di vista il fatto che la sua intenzione principale fosse quella di ricordare gli undici giovani che hanno perso la vita difendendo la Croazia.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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