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NOTIZIE · OI-341107 · 03/08/2017 17:00:53 · 3242 g fa7 min lettura
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Chepurin valuta Centro umanitario russo di Nis, LSV chiede sostituzione

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado/Nis - Il partito Lega dei socialdemocratici della Vojvodina (LSV) ritiene che l'ambasciatore della Russia, Alexander Chepurin, già diverse volte sia uscito fuori dal mandato diplomatico, prima in apparizioni pubbliche, e ora in un'intervista per il…

Belgrado/Nis - Il partito Lega dei socialdemocratici della Vojvodina (LSV) ritiene che l'ambasciatore della Russia, Alexander Chepurin, già diverse volte sia uscito fuori dal mandato diplomatico, prima in apparizioni pubbliche, e ora in un'intervista per il quotidiano serbo Novosti, e che abbia violato le disposizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961, e così abbia abusato seriamente l'ospitalità della Serbia. L'LSV ha riferito inoltre che l'insistenza di Chepurin sul "cosiddetto centro umanitario" a Nis, ovvero l'insistenza sul fatto che il personale di tale centro ottenga l'immunità diplomatica, parla a favore delle affermazioni che il "centro si occupa di questioni che fuoriescono dal quadro degli affari umanitari". L'LSV ritiene che "le pressioni dell'ambasciatore Chepurin sulla Serbia siano inappropriate e poco diplomatiche", aggiungendo che il suo tono minaccioso, del tutto umiliante per la Serbia, come Paese ospitante, forniscono una ragione sufficiente al Governo della Serbia di chiedere tramite i "canali diplomatici discreti" alla Russia di sostituire Alexander Chepurin con una persona più adeguata.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>SNP sta condannando fortemente le richieste di LSV </em><br /> <br /> Il partito SNP ha condannato fortemente la richiesta dell'LSV, indirizzata al Governo della Serbia, che richiede la sostituzione dell'ambasciatore della Russia in Serbia Alexander Chepurin. "Il vero obiettivo di questa persecuzione non è Alexander Chepurin, ma la Russia, che ovviamente ha provocato l'LSV e altri lobbisti della NATO in Serbia, perché Mosca, nel più breve tempo possibile, ha inviato un elicottero per antincendio nei pressi di Valjevo, mentre i loro amici della NATO non hanno fatto nulla a proposito degli incendi in Croazia e Montenegro. Gli atteggiamenti contro il Centro umanitario serbo-russo a Nis, che l'LSV ha presentato in un comunicato, sono diretti contro la sicurezza dei cittadini della Repubblica di Serbia, perché l'LSV richiede la limitazione degli operatori umanitari russi a Nis nello svolgimento delle loro missioni umanitarie come quelle durante le peggiori inondazioni ad Obrenovac e in altre città della Serbia nel 2014, quando, grazie alla reazione rapida e professionale degli operatori umanitari russi, sono state salvate molte vite", afferma l'SNP aggiungendo che tutto ciò che l'ambasciatore Chepurin ha fatto, non è stato altro che migliorare le relazioni tra la Serbia e la Russia, e così rafforzare la posizione della Serbia nella difesa della sua integrità territoriale, rafforzando il potere militare e lo sviluppo economico.<br /> <br /> "L'unica cosa che l'LSV vuole è la secessione della Vojvodina dalla Serbia, introdurre le sanzioni contro la Russia e portare la Serbia nella NATO. Certamente la Serbia è uno Stato indipendente e sovrano, che da solo determina la sua politica ed i suoi interessi e proprio per queste ragioni ha deciso, come l'unica in Europa, di non imporre sanzioni nei confronti della Russia, affermando che ciò è nel migliore interesse del Paese e dei cittadini", ha concluso l'SNS in un comunicato. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Ambasciatore Chepurin in merito del Centro umanitario russo, l'arrivo degli aerei MiG e il sistema missilistico S-300</em><br /> <br /> L'ambasciatore della Russia a Belgrado, Alexander Chepurin, ha affermato che la ragione della questione irrisolta del Centro umanitario russo-serbo a Nis è il desiderio di certe forze di infliggere ulteriori danni alla Serbia, per renderla più vulnerabile. "Minando questo centro, tali forze cercano di dimostrare che qualcun altro è il padrone di questo Paese, non i serbi. Ma solo Belgrado dovrebbe prendere la decisione sovrana", ha riferito Chepurin, mercoledì 2 agosto, in un'intervista per il quotidiano Novosti. L'ambasciatore russo ha detto che non vede il motivo per cui il Centro, già da cinque anni, non può ottenere lo status ufficiale, in conformità all'accordo russo-serbo del 2012. "Riteniamo che la pressione esterna o l'influenza qui siano inaccettabili. La soluzione della questione è matura e troppo matura. Tuttavia, la firma dell'accordo non è un desiderio, ma un obbligo sulla base degli accordi intergovernativi", ha affermato l'ambasciatore russo.<br /> <br /> Alla domanda se Mosca, nel caso del mancata firma dell'accordo, chiuderà il Centro, Chepurin ha sottolineato che la stessa Serbia è interessata a fare in modo che il Centro funzioni ed ha espresso la propria convinzione che la Serbia troverà un modo per risolvere questo problema. L'ambasciatore ha aggiunto che l'accordo è necessario per garantire il funzionamento del Centro, che, come ha sottolineato, nel corso degli ultimi anni non si può normalmente sviluppare, ed il suo indebolimento non è nell'interesse della Serbia né dei Paesi della Regione.<br /> <br /> Secondo l'accordo dal 2012, il personale del Centro dovrebbe avere lo stesso status come il personale amministrativo e tecnico dell'ambasciata. "Ciò implica certi privilegi, ma non sono grandi. Non si tratta e non si è parlato mai di concedere lo status diplomatico al personale russo presso il Centro umanitario serbo-russo", ha affermato Chepurin. Alla domanda di commentare se il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e il Governo serbo potrebbero condurre a lungo termine la politica di equilibrio tra l'Oriente e l'Occidente, Chepurin ha affermato che la Serbia dovrebbe "sedersi su una sedia serba".<br /> <br /> Per quanto riguarda l'arrivo degli aerei MiG in Serbia, Chepurin ha asserito che "arriveranno più velocemente di quanto si pensi", ed ha ricordato che la maggior parte delle procedure è stata eseguita. Per quanto riguarda il sistema S-300, lo stesso ha asserito che si tratta di "uno strumento molto prezioso" e che è necessario "considerare di cosa esattamente ha bisogno la Serbia". <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Elicottero russo MI-8 è arrivato a Nis</em><br /> <br /> L'elicottero russo "MI-8" è atterrato, mercoledì sera 2 agosto, presso l'aeroporto "Konstantin Veliki" a Nis, con il compito, in caso di necessità, di aiutare a spegnere gli incendi sul territorio serbo. L'elicottero, a causa di motivi precauzionali, sarà situato presso l'aeroporto di Nis nel periodo dal 2 al 31 agosto, sulla base dell'Accordo tra i Governi della Serbia e la Russia sulla cooperazione nel campo della risposta alle emergenze umanitarie. Il capitano dell'equipaggio dell'elicottero russo Vladimir Serezhev, dopo l'arrivo a Nis, ha detto che il veicolo è arrivato mercoledì sera, 2 agosto, è stato consegnato al Centro umanitario russo-serbo e sarà utilizzato per servizi di guardia in futuro.<br /> <br /> Srdjan Mitrovic, capo dell'amministrazione per le situazioni di emergenza a Nis, ha dato il benvenuto all'equipaggio dell'elicottero russo.<br /><br /> "In base all'accordo del Governo della Serbia e della Federazione russa in materia delle missioni umanitarie in situazioni di emergenza MI 8 è atterrato a Nis con la missione di aiutare il nostro reparto a spegnere gli incendi sul territorio della Repubblica di Serbia", ha riferito Mitrovic.<br /> <br /> Bojan Glamoclija, direttore del Centro umanitario serbo - russo a Nis, ha riferito che questa è una continuazione della cooperazione del Governo della Serbia e della Federazione Russa, ed ha aggiunto che l'elicottero è stato messo a disposizione del Governo della Serbia, ovvero del settore per situazioni di emergenza. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Mirovic e Chepurin valutano cooperazione tra la Russia e la Vojvodina</em><br /> <br /> Il Primo Ministro del Governo della Vojvodina, Igor Mirovic, ha incontrato, martedì 1 agosto,  l'ambasciatore della Russia a Belgrado, Alexander Chepurin, con cui ha parlato delle possibilità di una cooperazione più intensa economica e interregionale tra la Russia e la Provincia autonoma di Vojvodina, nonché del rafforzamento della cooperazione culturale. Mirovic durante l'incontro, che ha anche visto la partecipazione del Vice Primo Ministro della Vojvodina, Djordje Milicevic, ha sottolineato che le relazioni amichevoli tra la Russia e la Serbia, negli ultimi anni, sono incoraggiate anche a livello pratico in molte aree. "Questa cooperazione può essere ulteriormente migliorata a livello regionale, attraverso gli accordi di cooperazione tra la Vojvodina e le autorità Arkhangelsk e Nizhegorodskaya in Russia, che sono in fase di preparazione, e permetteranno sia il collegamento intenso sul piano industriale, che lo scambio di operatori culturali, nonché l'istituzione della cooperazione nei campi della scienza, istruzione e turismo", ha affermato Mirovic. <br /> <br /> Mirovic e Chepurin hanno convenuto che il rafforzamento delle buone relazioni tra la Federazione Russa, la Serbia e la Vojvodina è di particolare importanza per rafforzare la cooperazione culturale, nonché la cooperazione sulla conservazione del patrimonio storico comune.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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22
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menzionate
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2
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