Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Belgrado - La notizia che l'Ungheria aderisce al progetto Turkish Stream e che ha firmato con la Gazprom il documento sull'estensione del percorso attraverso la Bulgaria e la Serbia, ha aperto la possibilità di un'alternativa via di rifornimento di gas dei…
Belgrado - La notizia che l'Ungheria aderisce al progetto Turkish Stream e che ha firmato con la Gazprom il documento sull'estensione del percorso attraverso la Bulgaria e la Serbia, ha aperto la possibilità di un'alternativa via di rifornimento di gas dei Paesi dei Balcani. Budapest ritiene che questa variante del gasdotto sia più realistica di quella prevista originariamente la quale doveva passare attraverso la Romania e la Croazia, perché Belgrado e Sofia hanno già firmato con i russi una road map per la costruzione di capacità gas-trasporto, riferisce, giovedì 6 luglio, la RTS.<br /> <br /> La Russia e la Turchia stanno già costruendo il Turkish Stream, posando le tubature sotto il Mar Nero e il piano di estendere il suo percorso fino alla Bulgaria, la Serbia e l'Ungheria è un buon affare perché la Bulgaria ha già il via libera dell'Unione europea (UE) per il nodo del gas a Varna, dove dovrebbe arrivare anche il gas dal Corridoio meridionale del gas, la pipeline TANAP e TAP.<br /> <br /> L'ex diplomatico Srecko Djukic ha ricordato che il corridoio meridionale, che l'Unione europea (UE) sta costruendo con l'Azerbaigian, dovrebbe essere completato dopo il 2021. "Il corridoio meridionale non può coprire il periodo di rischio che sarà creato nel 2019 con la chiusura del gasdotto attraverso l'Ucraina. In questo senso, un percorso alternativo è importante", ha riferito Djukic.<br /> <br /> "Se questo è un gasdotto che sta lavorando a capacità ridotta, allora è probabilmente un gasdotto destinato solo all'Ungheria e alla Serbia, il che è buono per entrambi i Paesi, perché, certamente il gas è necessario sia in questo momento che in futuro", ha affermato Vojislav Vuletic dall'Associazione del gas della Serbia.<br /> <br /> L'Europa ha bisogno di gas russo, come è stato confermato dal fatto che la Gazprom, dall'inizio dell'anno corrente, ha esportato il 12,5% di gas in più rispetto allo scorso anno. Dall'altra parte, l'America tende a ridurre l'influenza dei progetti energetici russi attraverso il terminale del gas sull'isola di Veglia (Krk), così come nel Baltico, che dovrebbe competere con il secondo ramo del gasdotto Nord Stream, che i russi stanno realizzando con la Germania.<br /><br /> Il professore di economia Vladimir Krulj ritiene che questo sia soprattutto un problema geopolitico sia della Russia che degli Stati Uniti (USA). "Prima di tutto a causa dell'impatto economico che determina tutte le altre cose. Ma c'è anche il timore del collegamento dell'Europa, in particolare della Germania, con il mercato russo", ha spiegato Krulj.<br /> <br /> Per quanto riguarda la Serbia, adesso è certo il progetto di interconnessione del gas bidirezionale Nis-Dimitrovgrad-Sofia, che si sta sviluppando con la Bulgaria. I Paesi dei Balcani non hanno un'alternativa per quanto riguarda la fornitura, pertanto tutte le possibilità di afflusso di nuovi quantitativi di gas sono le benvenute.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.