Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - La violenza avvenuta di recente nei confronti dei sostenitori del Movimento Socialista per l'Integrazione è stata condannata fortemente anche dal vice leader di questa forza politica, Luan Rama. Nel corso di una conferenza stampa, Rama ha chiesto al…
Tirana - La violenza avvenuta di recente nei confronti dei sostenitori del Movimento Socialista per l'Integrazione è stata condannata fortemente anche dal vice leader di questa forza politica, Luan Rama. Nel corso di una conferenza stampa, Rama ha chiesto al Ministero degli Interni la revoca dalla carica del Direttore Generale della Polizia di Stato, Haki Çako, nonché di alcuni capi della Polizia nelle regioni. Il vice leader dell'LSI ha denunciato la violenza esercitata persino sulle due donne, la leader dell'LSI e quella di LRI a Puka, che secondo lui è stata esercitata dai militanti della Rinascita (PS).<br /><br /> "In base agli annunci che giungono dalle nostre strutture di monitoraggio a Scutari per Puka e a Durazzo per Fushe-Kruja sono state identificate persone concrete. In merito a tutti questi casi abbiamo informato le strutture pertinenti. Questi testimoniano ancora una volta quanto sia incriminata una parte della Polizia, pertanto chiediamo l'immediata revoca del Direttore della Polizia di Stato, Haki Çako e del capo del commissariato della Polizia a Puka, Berat, Lezha e Fushe Kruja", ha affermato Luan Rama, vice leader dell'LSI.<br /><br /> In pochi giorni hanno avuto luogo svariati episodi di violenza, uno dei quali verso un giovane di 18 anni, Orgest Grembi a Zharrez di Fier. In questo caso, l'ex leader dell'LSI, nonché Presidente della Repubblica neoeletto, Ilir Meta, ha riferito che è stato violato solo perché ha affermato che voterà per l'LSI il 25 giugno. Secondo Meta, quest'ultimo ha subito episodi di violenza per motivi politici da parte del leader del PS in questa zona, perché era un sostenitore del Movimento Socialista per l'Integrazione, membro dell'LRI. Il sig. Meta ha fatto visita al giovane ed ha definito un tale atto di violenza come inammissibile che non deve ripetersi dato che minaccia lo standard delle elezioni. Invece il leader dell'LSI, Petrit Vasili, ha affermato che l'autore della violenza contro il membro dell'LSI a Zharrez, Orges Grembi, è Agim Grembi, che lo ha definito "delinquente del PS", mentre ha aggiunto che la Polizia ancora non l'ha arrestato. In merito al caso, la Procura di Fier ha sollevato l'accusa per "danneggiamento deliberato" e "distruzione della proprietà", mentre Agim Grembi, 57 anni, vicino del giovane verrà indagato in stato di libertà. La Polizia, mediante un comunicato, ha informato che la violenza verso il giovane non era per motivi politici, ma per una questione relativa ad una linea di acqua per l'irrigazione. La stessa versione è stata data anche dal capo del gruppo parlamentare del PS, Gramoz Ruci, sottolineando che il Partito Socialista si distanzia da ogni atto di violenza, aggiungendo che i socialisti non sostengono la violenza. Ruci ha affermato che l'incidente è avvenuto dopo un battibecco per la linea d'acqua.<br /><br /> Intanto, pochi giorni dopo, il leader dell'LSI, Saimira Laçi e il capo dell'LRI, Romina Kuçi per la regione di Puka sono state vittime di episodi di violenza a Fushe Arrez, da persone ancora non identificate. Anche questi atti, secondo gli esponenti dell'LSI, hanno per autore persone del PS. Persone non identificate hanno bloccato la macchina dove viaggiavano entrambe e poi le hanno colpite. Romina Kuçi ha riportato alcune fratture e si trova nell'ospedale di Fushe Arrez. Mentre il leader dell'LSI nonché candidata della lista plurinominale, Saimira Laçi ha affermato di esser stata aggredita da persone importanti del Partito Socialista. Dal canto suo la Polizia ha avviato un'indagine in merito al caso ed ha divulgato un comunicato stampa, spiegando che una di queste ha avuto cenni di svenimento ed è stata trasportata in ospedale. La Polizia ha inoltre fermato ed ascoltato la testimonianza di alcune persone che, stando alle dichiarazioni fatte dalle due donne dinanzi ai dirigenti della Polizia di Scutari, le hanno minacciate per motivi politici. <br /><br /> Domenica scorsa è avvenuto anche un altro atto di violenza ai danni di uno dei coordinatori dell'LSI a Fushe Kruja, Blerim Çela, il quale è stato colpito in modo barbaro e si trova ricoverato nell'ospedale militare di Tirana. A seguito dell'episodio la Polizia ha subito istituito un gruppo d'inchiesta per far luce sulla violenza nei confronti del 40-enne, Blerim Cela. Secondo la Polizia quest'ultimo si trovava in un bar dove ha avuto un conflitto ed è stato colpito da alcune persone. La Polizia sta lavorando all'identificazione degli autori e al chiarimento delle circostanze dell'accaduto. Attualmente l'uomo è ricoverato presso l'ospedale militare di Tirana e si trova fuori rischio. Un altro caso di violenza è stato quello verso l'attivista dell'LSI a Lezha, Gjovalin Gjini. Mediante una reazione, Meta ha minacciato che "armerà il popolo se la Polizia non trova ed arresta gli autori che hanno violato l'attivista dell'LSI a Lezha". Il Presidente eletto ha parlato di gente armata che avrebbe fatto fronte "agli scagnozzi" che violavano i sostenitori dell'LSI. Con l'avvicinarsi del giorno delle elezioni, la situazione si è riscaldata fortemente e l'LSI ha reclamato pressioni da parte di persone incriminate, ma anche della Polizia di Stato verso i suoi sostenitori, accusando ed attaccando direttamente anche il Direttore della Polizia di Stato per connessioni con la criminalità. Intanto, dopo le minacce di armare la popolazione, l'ex Ministro degli Interni, nonché leader del PS per Tirana, Saimir Tahiri ha pubblicato un video, dove il candidato dell'LSI per Lezha ha infilato nella tasca una busta (con soldi) a Gjovalin Gjini. Nel video si vede anche Ilir Meta. Dal canto suo la Polizia ha rivelato dettagli circa l'accaduto di Lezha dove 4 persone in maschera hanno colpito con una mazza da baseball Gjovalin Gjni, capo villaggio di Raboshte (Lezha), sostenitore dell'LSI. Le forze dell'ordine hanno riferito che è stato istituito il gruppo d'inchiesta avviando tutte le procedure necessarie per far luce sul caso. Per quanto riguarda le minacce dell'ex leader dell'LSI, nonché Presidente del Parlamento e Presidente della Repubblica neoeletto, Ilir Meta, la Polizia ha reso noto che l'attivista violato dell'LSI non conosceva né ha parlato con le persone che l'hanno colpito per capire se l'obiettivo della violenza era legato alla politica o qualche altra cosa. Da parte sua la Polizia ha espresso il dispiacere per l'attacco alla Polizia di Stato da parte di un leader politico, relativo all'incidente verificato a Lezha. <br /><br /> "Così come ha comunicato con piena trasparenza anche prima, la Polizia di Stato ribadisce di aver condotto tutte le azioni d'inchiesta e di non disporre di nessuna prova sulla retrovia politica dell'incidente. Le pretese della vittima dell'aggressione sono in corso d'indagine", è quanto aggiunto sul comunicato.<br /><br /> Anche a Berat, il leader dell'LSI per l'unità amministrativa Gjoroven, Krenar Shehu è stato minacciato di morte da alcune persone. L'accaduto è avvenuto nel quartiere Uznove, dove Gazment Mahmutaj, Gramoz Toto e Ramazan Toto, tutti e tre con precedenti penali hanno fermato con forza Shehu. Si apprende che tre uomini, sostenitori del PS, accompagnati da persone armate, hanno fermato il rappresentante dell'LSI ed hanno distrutto il suo veicolo. Poi lo hanno fatto uscire fuori dall'abitacolo per colpirlo fisicamente e l'hanno minacciato con un'arma dicendogli che uccideranno lui e la sua famiglia, se l'LSI si piazzerà al primo posto nell'unità amministrativa Velabisht. La situazione è precipitata ulteriormente, quando Gazment Mahmutaj ha chiesto a Shehu di non partecipare più alla campagna dell'LSI, dato che finirà male. Successivamente, Gramoz Toto, ha puntato una pistola in testa al rappresentante dell'LSI, dicendogli che la sua vita e quella dei suoi famigliari vale solo una pallottola. Nonostante Shehu abbia sporto denuncia alla Polizia in merito all'accaduto, i caschi blu di Berat ancora non hanno fornito dettagli in merito al caso né sono state compiute ulteriori azioni per arrestare le persone in questione. Un altro caso è stato denunciato dal Ministro dei Trasporti, proveniente dall'LSI, che ha accusato il candidato del Partito Socialista a Saranda, Alket Hyseni, di aver fatto pressione su un'attivista dell'LSI, di soli 18 anni, recandosi nell'ufficio elettorale di questo partito. <br /><br /> Con l'avvicinarsi del giorno delle elezioni, la situazione si è surriscaldata fortemente in quanto l'LSI ha reclamato pressioni da parte di persone incriminate, ma anche della Polizia di Stato contro i suoi sostenitori, accusando ed attaccando direttamente anche il Direttore della Polizia di Stato. Poiché da una parte la politica ha irrigidito i toni e le parti hanno iniziato ad accusarsi a vicenda per gli incidenti avvenuti durante la campagna elettorale, non si è fatta attendere la prima reazione da parte della Commissione Centrale delle Elezioni. Nel corso di una conferenza stampa, il presidente di quest'istituzione, Klement Zguri ha sollecitato i partiti politici a prendere le distanze dalle azioni violente. <br /><br /> "Devono prendere le distanze da qualsiasi azione violenta in contrasto con le libertà e i diritti dell'individuo, in particolare il quadro normativo sulle elezioni", ha affermato il Presidente della KQZ.<br /><br /> Zguri ha chiesto ai soggetti elettorali ed alle agenzie dell'ordine non solo di non essere coinvolte nella campagna ma di agire con trasparenza per far luce su ogni incidente. <br /><br /> La dichiarazione dal Presidente della KQZ è giunta dopo le denunce pubbliche fatte dall'LSI per violenza suoi militanti da parte dei sostenitori del Partito Socialista. A parte gli incidenti, il linguaggio dei principali esponenti dell'LSI si è chiaramente inasprito dopo l'accordo tra i due leader, Edi Rama e Lulzim Basha, raggiunto il 19 maggio che comprende dei punti per l'esecuzione politica dell'LSI. Toni accesi erano stati utilizzati anche dall'allora leader dell'LSI, Ilir Meta nella primavera del 2008, quando il Presidente del Parlamento, Jozefina Topalli insisteva nel far passare le modifiche al Codice Elettorale, le quali miravano alla scissione del Movimento Socialista per l'Integrazione. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a> <a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a> <a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a> <a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a> <a href="#footnote-21" id="footnote-marker-21-1" rel="footnote">[21]</a> <a href="#footnote-22" id="footnote-marker-22-1" rel="footnote">[22]</a><br /> <br /> <br />
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