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Banja Luka - I negoziati tra la Elektroprivreda della Croazia e la società serba EFT sul possibile acquisto della centrale a carbone vicino Doboj stanno andando avanti, in totale segreto, da un paio di mesi. Anche se i più forti sostenitori del progetto…
Banja Luka - I negoziati tra la Elektroprivreda della Croazia e la società serba EFT sul possibile acquisto della centrale a carbone vicino Doboj stanno andando avanti, in totale segreto, da un paio di mesi. Anche se i più forti sostenitori del progetto Plomin C credono, sempre di meno, alla costruzione dell'oggetto in questione, la HEP croata potrebbe, a breve, avere nel suo portfolio una nuova centrale a carbone. Come ha reso noto il Jutarnji list, il 22 maggio, già da un paio di mesi la HEP sta svolgendo seri negoziati sul possibile acquisto della TE Stanari nella Republika Srpska. Si tratta di una centrale dal valore di 500 milioni di dollari, con una potenza di 300 megawatt, la miniera che ha iniziato a lavorare l'anno scorso e in proprietà della società EFT - grande commerciante serbo di energia elettrica Vuk Hamovic. L'informazione, sicuramente, susciterà un grande interesse da parte del pubblico e delle comunità d'affari, non solo perché si tratta della transazione potenzialmente più importante di quest'anno nel settore elettro-energetico dell'Europa sud-orientale ma anche di un affare che coinvolge molti dilemmi a livello ecologico e geopolitico. La centrale termoelettrica Stanari è il primo investimento privato in un grande edificio convenzionale di produzione dell'energia elettrica nella zona dell'ex Jugoslavia.<br /> <br /> Nel 2004 l'EFT ha vinto il tender internazionale pubblico del Governo della Republika Srpska per il partner strategico delle miniere Stanari. L'EFT ha concordato il finanziamento del progetto con la Banca di sviluppo China Development Bank e come fornitori della tecnologia ha accettato la Dongfang Electric Corporation. La modifica del progetto rispetto alla proposta iniziale, ha provocato una grande sfiducia delle associazioni locali ambientali le quali hanno sollevato diverse denunce dicendo che la centrale, a causa dell'utilizzo di una tecnologia ormai vecchia, supera il livello delle emissioni nocive permesse in base alle regole dell'Unione Europea di 2-3 volte, che anche la BiH con l'adesione alla Comunità energetica dovrà rispettare dall'1 gennaio del 2018.<br /> <br /> La centrale termoelettrica Stanari ha raggiunto il più alto livello di efficienza rispetto al previsto mentre le emissioni dannose sono sotto i limiti europei. Perciò il quotidiano croato si è chiesto se può esservi un profitto per la HEP e perché il proprietario della centrale termoelettrica ha deciso di venderla citando come motivo la questione economica.<br /> <br /> Negli ultimi anni la HEP lavora positivamente e sul mercato croato ha una posizione dominante. Secondo il quotidiano, questo lavoro potrebbe portare una serie di benefici potenziali, ma anche seri rischi, citando che l'acquisto degli edifici di produzione in BiH sarebbe un passo significativo regionale per la HEP. Tale posizione nella RS potrebbe essere un punto di partenza per un più forte impegno sul mercato serbo. In teoria, con l'appoggio della politica tale investimento potrebbe essere utilizzato per risolvere una serie di questioni tra la HEP e la RS - come la soluzione dei debiti reciproci chiesti per l'energia elettrica non fornita da TE Gacko e HE Dubrovnik, e l'accordo sulla realizzazione di HE Dubrovnik 2, che è uno dei migliori progetti che ha in piano l'HEP. D'altra parte, investendo nella TE Stanari, HEP rischia di subire delle conseguenze a causa dei cattivi rapporti politici tra Banja Luka e Zagabria. Secondo le ultime informazioni, l'intero processo dei negoziati è in corso, però si aspettano ulteriori passi nei prossimi mesi a livello politico. Stando alle previsioni, la realizzazione del progetto non avverrà prima della fine dell'anno.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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