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Belgrado - La società russa Gazprom ha iniziato i lavori di costruzione del gasdotto Turkish Stream tra la Russia e la Turchia, nel tratto sottomarino del Mar Nero, che dovrebbe fornire il gas all'Unione Europea (UE) ed è un progetto simbolico di…
Belgrado - La società russa Gazprom ha iniziato i lavori di costruzione del gasdotto Turkish Stream tra la Russia e la Turchia, nel tratto sottomarino del Mar Nero, che dovrebbe fornire il gas all'Unione Europea (UE) ed è un progetto simbolico di riconciliazione tra Mosca e Ankara. "Il progetto si realizza secondo i tempi previsti ed entro la fine del 2019 i clienti turchi ed europei otterranno una nuova rotta affidabile per l'importazione del gas russo", ha affermato il direttore federale della Gazprom, Alexey Miller.<br /> <br /> Il progetto è stato presentato al pubblico alla fine del 2014, al culmine della crisi in Ucraina, allo stesso tempo, quando la Russia si è ritirata dal progetto del gasdotto South Stream, che avrebbe dovuto passare attraverso il Mar Nero, Bulgaria e Serbia ed il quale è stato bloccato da parte dell'Unione Europea.<br /> <br /> Jelica Putnikovic, redattrice di Balkan magazin, ha affermato che per ora non ci si può aspettare che il Turkish Stream porti il gas in Serbia. "E' in corso l'installazione dei tubi per il primo ramo del gasdotto South Stream che porterà il gas russo solo alla Turchia. Mosca e Ankara hanno convenuto di costruire due tubi. Un tubo dovrebbe andare fino alla costa turca, poi tramite il gasdotto fino ad uno stoccaggio di gas al confine con la Grecia, da dove, potenzialmente, il gas potrebbe andare verso alcuni Paesi europei", ha spiegato Putnikovic, aggungendo tuttavia, che il problema è che non c'è il gasdotto che porterebbe il gas in Europa.<br /> <br /> "Sono stati avviati alcuni collegamenti del gas tra la Grecia e la Bulgaria. Quando la Russia si è ritirata dal gasdotto South Stream, che doveva giungere fino alla costa del Mar Nero della Bulgaria e da lì attraverso la Serbia in Europa, allora è stato affermato che il Turkish Stream sarebbe stato costruito come una sorta di alternativa fino alla Grecia, attraverso la Fyrom-Macedonia e poi la Serbia fino all'Ungheria. Di seguito è scoppiata la crisi politica nella Fyrom-Macedonia, la crisi economica in Grecia e la Serbia è un Paese che non ha fondi finanziari per costruire, da sola, il gasdotto", ha sottolineato la redattrice di Balkan magazin, aggiungendo che nessuno investirà grandi quantità di denaro in un gasdotto che si trova sul territorio di un Paese che non è stabile.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Ministro dell'Energia della Serbia, Aleksandar Antic, ha dichiarato, lunedì 8 maggio, in occasione dell'apertura della conferenza "Nuova strategia energetica serba" organizzata a Belgrado, che la Serbia segue con attenzione i lavori in merito alla costruzione del Turkish Stream fra Russia e Turchia, ed ha aggiunto che se il progetto del gasdotto dovesse svilupparsi nel prossimo periodo, la Serbia potrebbe prendere in esame la possibilità di una sua inclusione.<br /> <br /> "La Serbia ha solo una direzione per il suo rifornimento di gas, attraverso l'Ungheria, ed è necessario effettuare una diversificazione", ha affermato Antic, sottolineando che la Serbia segue ciò che sta succedendo ai progetti come Nord Stream 2 e Turkish Stream, aggiungendo che tutto questo è una possibilità per il Paese serbo. Secondo Antic, il Governo "non è innamorato di un solo progetto" e presta attenzione a tutte le possibilità che si possono presentare. Il Ministro ha infine ricordato che la Serbia sta già lavorando al progetto di interconnessione con la Bulgaria, per cui è previsto un finanziamento da parte dell'Unione Europea dal valore di 50 milioni di euro. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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