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NOTIZIE · OI-339357 · 12/04/2017 12:30:35 · 3356 g fa4 min lettura
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Serbia può restare senza soldi dell'UE per il gasdotto fino alla Bulgaria

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - La Comunità dell’Energia ha dichiarato che prosegue il procedimento nei confronti della Serbia per l'accordo con la Russia sul gas naturale, firmato nel 2012, che violerebbe le regole della concorrenza leale, ed ha aggiunto che ha lasciato alla…

Belgrado - La Comunità dell’Energia ha dichiarato che prosegue il procedimento nei confronti della Serbia per l'accordo con la Russia sul gas naturale, firmato nel 2012, che violerebbe le regole della concorrenza leale, ed ha aggiunto che ha lasciato alla Serbia due mesi di tempo per correggere le irregolarità del contratto, riferisce, il 4 aprile, il portale Serbia-energy.eu. In caso contrario, contro la Serbia potrebbero essere imposte delle sanzioni tramite la sospensione di denaro dai fondi dell'UE per i progetti energetici. Il Segretariato della Comunità dell'Energia ha inoltre avvertito il Paese in quanto rischia di aggravare la procedura a causa della sua mancata partecipazione alla piattaforma regionale per la distribuzione della capacità di trasmissione transfrontaliera, dicendo che la società pubblica Elektromreza Srbije (EMS) non ha rispettato l'obbligo derivante dal trattato della Comunità dell'energia relativo alla partecipazione al meccanismo regionale coordinato per l'assegnazione delle capacità di trasmissione transfrontaliera. La partecipazione a tale meccanismo esisteva già come obbligo nell'ambito del secondo pacchetto energetico ed è presente nel terzo pacchetto.<br /> <br /> Il Segretariato della Comunità dell'Energia ha già inviato, nel mese di gennaio dell'anno corrente, al Governo della Serbia, una lettera aperta, in cui ha espresso la preoccupazione che l'accordo intergovernativo sulla fornitura di gas tra la Serbia e la Russia del 2012 garantisca la fornitura di gas solo al mercato serbo. La Comunità dell'Energia ribadisce che il Consiglio dei Ministri non prende di solito le decisioni di penalizzare i Paesi, ma potrebbe imporre determinate sanzioni quali: privazione del diritto di voto o riduzione del finanziamento per la partecipazione alle attività della Comunità dell’energia. Inoltre esiste la possibilità che l'UE sospenda il suo finanziamento ai progetti energetici in Serbia.<br /> <br /> Vojislav Vuletic, il presidente dell'Associazione di gas della Serbia, ha affermato che la Comunità dell'Energia, con i presenti avvertimenti, cerca solo di giustificare il proprio lavoro e i grandi salari dei suoi dipendenti. "Che cosa significa che la Russia ha fornito il gas solo alla Serbia? La Serbia fornisce tale gas anche alla Republika Srpska (RS) e alla Federazione della Bosnia ed Erzegovina (FBiH). Il gas russo è l'unico disponibile per il Paese. Da più di 10 anni siamo in attesa di soldi da parte dell'UE per la costruzione del gasdotto Nis-Dimitrovgrad. La Comunità dell'Energia non ha il diritto di imporre sanzioni verso di noi.  Per quanto riguarda l'avvertimento che la Serbia resterà senza soldi dai fondi dell'UE, il Segretariato non è responsabile dei soldi", ha affermato Vuletic. Per quanto riguarda la società EMS, lo stesso ha riferito che la presente società, l'anno scorso, ha negato le stesse affermazioni della Comunità dell'Energia e quest'ultima di nuovo ha chiesto la stessa cosa. Alla domanda se questo potrebbe essere proprio il motivo per cui la Serbia è ancora in attesa dei soldi per la costruzione del gasdotto Nis-Dimitrovgrad, Vuletic sostiene che il problema è che l'UE non ha soldi. Anche se nessuno dei funzionari ha voluto commentarne, secondo le informazioni ufficiose la Comunità dell'Energia sta cercando di applicare nei confronti della Serbia le tattiche attuate in alcuni Paesi dell'UE. In particolare in Bulgaria, dove il mercato del gas è aperto e dove la società ungherese FGSZ controlla il lavoro sulla sua piattaforma. Ma la Serbia non lo accetta, soprattutto non prima del completamento del risanamento finanziario della società Srbijagas.<br /> <br /> L'esperto di energia dal portale Senerges (Unione degli energetici della Serbia), ha affermato che la mancata risposta della Serbia e della Srbijagas a queste avvertenze significa che si stanno violando i principi del commercio anti-monopolio nell'Unione Europea, per cui sono previste le sanzioni.<br /> <br /> Gli esperti di Senerges hanno affermato che l'interconnessione del gas tra la Serbia e la Bulgaria avrà un significato reale solo quando il gas dalla Regione del Caspio arriverà in Bulgaria ed hanno ricordato che il gas russo arriva anche in Bulgaria. "Fino ad allora, la fretta di realizzare l'interconnessione del gas con la Bulgaria ha senso solo se la Serbia non è vulnerabile e non si lascia ricattare da nessuno", hanno concluso gli esperti del portale Senerges.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Aziende
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