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Tirana - La Procura di Tirana al termine di un'indagine durata due anni ha consegnato il fascicolo penale verso gli ex alti funzionari della CEZ, Josef Hejsek e Jan Ivan sospettati di essere coinvolti in uno schema di frode nella riscossione dei debiti della…
Tirana - La Procura di Tirana al termine di un'indagine durata due anni ha consegnato il fascicolo penale verso gli ex alti funzionari della CEZ, Josef Hejsek e Jan Ivan sospettati di essere coinvolti in uno schema di frode nella riscossione dei debiti della società di distribuzione di energia elettrica, quando era sotto la gestione dei cechi. Secondo l'organo di accusa, l'ex direttore della CEZ Albania, Hejsek con la carica di presidente del consiglio dei direttori e il sig. Ivan, membro del consiglio, in cooperazione con l'imprenditore albanese, Kastriot Ismailaj, sfruttando un processo in corso da parte della giustizia albanese ed utilizzando dati falsi e documenti fittizi, hanno potuto rubare dalla società CEZ Distribuzione sh.a, la società albanese di distribuzione dell'energia elettrica, privatizzata allora dai cechi, circa 5 milioni di euro o 6.5 miliardi di lek. Sul fascicolo dell'organo di accusa, si afferma che quest'importo è stato pagato alla società Debt Internacional Advisory ltd (DIA), il suo ramo in Albania, per lavori o servizi che non risultano essere stati realizzati. Secondo le indagini, questo denaro è stato pagato anche se il consiglio della CEZ aveva respinto l'accordo con la società di Ismailaj, la DIA, che era stata costruita per riscuotere i debiti della CEZ dai consumatori debitori. Dall'inchiesta è risultato che gli imputati cechi, Hejsek e Jan Ivan, sono stati al corrente della contraffazione della documentazione presentata dall'imputato Ismailaj, ma deliberatamente e in collaborazione con l'imprenditore, hanno prodotto dei documenti fittizi, al fine di giustificare il pagamento delle fatture emesse dalla società "DIA". Allo stesso tempo, questa società, come ha sottolineato la Procura di Tirana non ha svolto nessun lavoro nella riscossione dei debiti della CEZ, come previsto sul contratto stipulato tra la DIA e l'Operatore del Sistema di Distribuzione. Anzi, come ha sottolineato la Procura, i sospetti hanno collaborato, causando un danno non solo alla società CEZ, ma anche allo Stato albanese, che aveva delle azioni. Elencando le violazioni commesse da Hejsek e Ivan, la Procura ha sottolineato che i due imputati devono rispondere davanti alla giustizia albanese per l'accusa di frode a conseguenze aggravate. Sul suo atto-accusatorio, la Procura ha notato che la società DIA non ha condotto alcun investimento, e neanche acquistato qualche mezzo o attrezzatura al fine di realizzare il servizio, che si era preso carico in base al contratto dell'1 febbraio 2011. Ma, mentre Kastriot Ismailaj si trova negli ambienti di carcerazione preliminare da due anni, i due sospettati come suoi collaboratori, Hejsek e Ivan probabilmente saranno processati in contumacia dalla giustizia albanese. Da tempo, i due sono andati via dall'Albania, anzi finora non hanno risposto all'invito della giustizia albanese di presentarsi come dei testimoni nel processo contro l'imprenditore Ismailaj. La procura basa la sua posizione su delle prove come la presentazione di dati falsi durante la sottoscrizione del contratto, la presentazione di un rapporto fittizio per l'identificazione dei debitori quando la DIA non ha realizzato nessun processo simile. Solo con la presentazione di questo report che era un semplice prodotto elettronico sui dati esistenti sono stati ottenuti 1.5 milioni di euro, ha riferito il pubblico ministero del caso, Antoneta Sevdari.<br /><br /> Il reato di frode in cooperazione, con conseguenze aggravate, in questo caso per lo Stato albanese, come pretende la Procura e il Codice Penale prevede la condanna con detenzione da dieci a venti anni. <br /><br /> <br /><br /> L'accordo che gli dà l'immunità<br /><br /> Sulla base dell'accordo tra la società energetica della Repubblica Ceca, CEZ e lo Stato albanese, all'ex primo direttore della CEZ in Albania, Josef Hejsek è stata conferita l'immunità. Tale immunità è stata creata dall'ex Governo di Sali Berisha, che ha anche ratificato in Parlamento l'accordo tra la CEZ e lo Stato albanese. Partendo da questa situazione, l'ex direttore ha beneficiato di questa situazione, la quale lo spogliava dalla responsabilità penale secondo il punto 9 dell'accordo, dove vengono esposti i punti per la liberazione consensuale, le dimissioni e lo revoca. In uno di questi punti si afferma che "con il completo e definitivo scioglimento, le parti albanesi liberano e spogliano dalla responsabilita il gruppo CEZ ed i loro impiegati". Secondo quest'accordo, fino al momento di sottoscrizione non vi era alcun procedimento ai cittadini cechi ed ogni inchiesta avviata dopo quest'accordo dalla parte albanese è "nullo". <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> <br />
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