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Podgorica/Belgrado - L'Associazione di Internet Media serbi ha organizzato, domenica 19 febbraio, di fronte all'Ambasciata del Montenegro a Belgrado, le proteste con lo slogan "Fermare la persecuzione dei serbi in Montenegro", riferisce la televisione…
Podgorica/Belgrado - L'Associazione di Internet Media serbi ha organizzato, domenica 19 febbraio, di fronte all'Ambasciata del Montenegro a Belgrado, le proteste con lo slogan "Fermare la persecuzione dei serbi in Montenegro", riferisce la televisione montenegrina IN4S. Le proteste sono iniziate a mezzogiorno, quando i rappresentanti dell'organizzatore hanno salutato i partecipanti, ringraziando tutti coloro che hanno sostenuto le proteste, tra i quali il direttore del portale Spona da Skopje Milutin Stancic, Dane Cankovic dal movimento Izbor da Banja Luka (Pokret Izbor), Predrag Acimovic dal Gruppo serbo Bastionik (Srpsko sabranje Bastionik) e Ljubo Grokovic dal Comitato della Società serba dell'educazione e della cultura Prosvjeta (Srpsko prosvjetno i kulturno društvo – Prosvjeta) Sarajevo, e spiegando che le proteste sono rivolte contro il regime criminale dell'ex Premier montenegrino, Milo Djukanovic, e la persecuzione che tale regime sta effettuando nei confronti del popolo serbo e dei suoi rappresentanti politici, i media liberi e tutti i cittadini del Montenegro che lottano per la libertà. Durante le proteste, diversi personaggi dalla vita pubblica hanno tenuto dei discorsi ed hanno inviato un messaggio chiaro a Milo Djukanovoc - la revoca dell'immunità parlamentare ai deputati del Fronte Democratico (DF) è un comportamento vergognoso e sfacciato. Cedomir Antic, lo storico serbo, ha sottolineato che i manifestanti, oltre ad Andrija Mandic e Milan Knezevic, si sono riuniti per dare sostegno anche ad altri più di duecentomila serbi in Montenegro, mentre Branko Dragas, il presidente del Centro Business Balkan (Biznis centar Balkan), ha spiegato che la Serbia deve proteggere i serbi che vivono in Montenegro, aggiungendo che ciò potrà essere fatto una volta che la Serbia sarà guarita ed avrà assicurato un Governo democratico. Aleksandar Djukic, il professore universitario da Kosovska Mitrovica, ha affermato che la persecuzione dei serbi in Montenegro è iniziata 30 anni fa, da quando sono passate le diverse fasi per arrivare oggi alla fase degli arresti. Le proteste hanno anche visto la presenza di Zelidrag Nikcevic dalla Nuova Democrazia Serba (Nova srpska demokratija NOVA), il quale, a nome del suo partito e di Andrija Mandic, ha ringraziato i manifestanti per il sostegno. Aleksandar Rakovic, il collaboratore dell'Istituto della Storia Moderna della Serbia (Institut za noviju istoriju Srbije), ha sottolineato che le proteste sono rivolte contro Djukanovic, un uomo che "ha trasformato il furto in un settore economico" e che "ha deciso di distruggere i serbi in Montenegro". Parlando della Serbia, Rakovic ha affermato che questo Paese, invece di aderire all'Unione Europea, dovrebbe unirsi al Montenegro e alla Republika Srpska (RS).<br /> <br /> Le proteste hanno anche visto la partecipazione dei diversi funzionari del Movimento Dveri, del Partito Democratico di Serbia (DSS), del Partito Serbo Popolare, nonché i membri del Movimento popolare liberale (Narodni slobodarski pokret), del movimento Zavetnici ed il movimento Obraz.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il presidente dell'organizzatore delle proteste, l'Associazione di Internet Media serbi, Gojko Rajicevic, ha affermato in un'intervista che la discriminazione del popolo serbo in Montenegro deve essere urgentemente fermata. Aleksandar Popovic, il candidato del Partito Democratico di Serbia (DSS) per la Presidenza della Serbia, ha fornito il sostegno. Anche Nemanja Ristic, il quale è stato arrestato su mandato del Montenegro con l'accusa di aver partecipato al tentativo di attacco terroristico il giorno delle elezioni in Montenegro nell'ottobre 2016, ha partecipato alla protesta davanti all'Ambasciata del Montenegro a Belgrado.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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