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NOTIZIE · OI-338126 · 03/02/2017 18:15:58 · 3424 g fa5 min lettura
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Dodik utilizza argomenti come Croazia e Slovenia nell'ex Jugoslavia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo - I rapporti tra la Serbia e la Bosnia-Erzegovina dipendono da una serie di circostanze alcune delle quali sono fuori dal controllo di Sarajevo e Belgrado. Secondo l'analista e politologo di Zagabria, Dejan Jovic, dicendo questo si pensa…

Sarajevo - I rapporti tra la Serbia e la Bosnia-Erzegovina dipendono da una serie di circostanze alcune delle quali sono fuori dal controllo di Sarajevo e Belgrado. Secondo l'analista e politologo di Zagabria, Dejan Jovic, dicendo questo si pensa all'ulteriore espansione dell'UE la quale potrebbe andare avanti secondo il vecchio modello, cioè la singola adesione o quella comune dei paesi dei Balcani Occidentali. Lo stesso ritiene che il modello della singola adesione all'UE comporta grandi pericoli sia per la BiH che per la Serbia, e come esempi ha menzionato la Slovenia e la Croazia. La domanda è se ci sarà l'ulteriore espansione dell'UE e se tra i suoi membri prevale il nazionalismo o l'idea dell'anti-nazionalismo, che finora ha accompagnato il progetto dell'europeizzazione. Un altro problema riguarda la definizione dei rapporti tra la Serbia e la BiH, dato che entrambi i Paesi stanno subendo le conseguenze della guerra degli anni '90 sicché bisogna capire se all'interno dei due Stati vi sono coloro che vogliono una nuova guerra, scontenti dei risultati dell'ultima. Finché la guerra continuerà ad essere il tema centrale della costruzione dell'identità, non vi saranno buone relazioni, perché due rivali in guerra hanno un punto di vista diverso.  <br /> <br /> I rapporti croato-serbi non miglioreranno finché si parla della guerra degli anni '90 come anche dei rapporti bilaterali tra i due Paesi, sopratutto in Croazia che si sente vittima e vincitore della guerra. Il terzo fattore che potrebbe avere un impatto sui rapporti tra la Serbia e la BiH è la politica globale, pensando al nuovo Presidente americano la cui politica è ancora sconosciuta. Dall'altra parte, la pace in BiH è uno dei più grandi risultati degli USA dal 1989 fino ad oggi. Per quanto riguarda la posizione di Banja Luka verso i rapporti tra Sarajevo e Belgrado, Jovic nel corso dell'intervista per l'agenzia Fena, ha sottolineato la necessità di prestare attenzione a tali relazioni perché i rapporti tra Belgrado e Banja Luka, o tra la Serbia e i serbi in BiH e in Croazia, non sono mai stati semplici e in un'unica direzione. I serbi della BiH difficilmente hanno accettato i consigli della Serbia nell'ultima guerra per quanto riguarda le proposte della comunità internazionale. Comunque, Milosevic e la Serbia avevano il loro impatto, come oggi Belgrado. A suo dire, il comportamento delle autorità nella RS verso la BiH ha le caratteristiche tipiche del rapporto del secondo più grande popolo verso il popolo più grande in un Paese multietnico.Commentando gli argomenti che ha utilizzato la RS, Jovic ha intravisto delle analogie con la Croazia e Slovenia nell'ex Jugoslavia, quando la secessione slovena ha avuto inizio nel momento in cui la Comunità europea ha aperto i negoziati con l'ex Jugoslavia sull'eventuale adesione. <br /> <br /> Commentando il nuovo Governo croato, lo stesso ritiene che Andrej Plenkovic sia un buon politico con un atteggiamento diplomatico nell'applicazione delle decisioni. Tuttavia secondo Jovic, l'aver ignorato i cartelli a Jasenovac "Pronti per la patria" sperando che l'indifferenza faccia la sua parte non è stata una mossa giusta. L'analista croato ritiene che si tratta della riabilitazione degli ustascia e che la Croazia dovrebbe essere particolarmente sensibile quando si tratta di questi ultimi. Dovrebbe chiaramente dichiararsi contrario, perché ogni ambiguità significa che accetta la responsabilità per i crimini gravi commessi dagli ustascia a nome del Paese. La riabilitazione politica dell'NDH renderebbe peggiori rapporti con la BiH e la Serbia. A suo dire, la situazione in Croazia gode dell'appoggio dell'Europa Orientale, della Germania e della Austria. Contestualmente questi vede il rapporto della Croazia verso la Serbia, come paternalistico e nazionalista per opera dell'HDZ, dicendo che Zagabria ha sbagliato a dire che presterà particolare attenzione alla BiH per quanto riguarda la politica estera. Secondo il suo parere, le relazioni tra la BiH, la Serbia e la Croazia hanno ancora problemi profondi legati alle frasi del passato che impediscono di discutere liberamente di nuove idee.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Dall'altra parte, l'analista politico del quotidiano Foreign Affairs Timothy Less ha affermato che ignorare i Balcani è un errore. A suo dire l'Occidente deve decidere: o riconoscere le richieste dei separatisti e cambiare radicalmente la sua politica o continuare la pressione per mantenere in vita la situazione attuale rischiando un nuovo scontro. In Bosnia-Erzegovina il più debole Paese della Regione, serbi e croati cercano i postulati dell'Accordo di Dayton. Nella Fyrom-Macedonia gli albanesi vogliono la federalizzazione del Paese. In Kosovo i serbi vogliono il collegamento dei comuni serbi e la loro autonomia. In Serbia gli albanesi della Vale di Presevo vogliono meno dipendenza da Belgrado. In Montenegro gli albanesi desiderano la loro autonomia mentre quelli in Kosovo e Albania vorrebbero un unico Paese. Sembrava che l'adesione dei Paesi dei Balcani all'UE, avrebbe ridotto i problemi ma l'UE ha capito che la sicurezza delle Nazioni rappresenta la priorità oltre alla prosperità e all'economia. I problemi dell'educazione sono messi da parte e la priorità è data all'identità, allo spazio vitale e l'equilibrio tra l'autorità centralizzata e decentralizzata. Per questo BiH, Kosovo e Fyrom-Macedonia sono in stallo mentre Albania, Croazia e Serbia si stanno sviluppando. <br /> <br /> Dal canto suo la Russia complica ulteriormente la situazione. Appoggiando gruppi etnici insoddisfatti come i serbi di Bosnia, la stessa partecipa all'aumento della volontà del separatismo e in Montenegro incoraggia la ribellione contro il Governo pro-europeo. La Turchia sta curando i rapporti con i bosgnacchi e musulmani macedoni mentre la Cina sta conquistando i Governi nella Regione attraverso prestiti favorevoli, danneggiando così le offerte europee che richiedono più grandi condizioni come le riforme interstatali.<br /> <br /> Ciò che rimane, secondo Less, è che l'Occidente si ritiri dall'idealismo e vada al pragmatismo. Ciò significa che l'Europa e gli Stati Uniti devono riconoscere che è fallito il piano degli ultimi 20 anni, e che se vogliono preservare la pace nei Balcani, devono fare nuovi confini che soddisfino le principali necessità di tutte le comunità etniche. <br /><br /> Per questo processo è necessario anche Washington perché l'Europa è divisa. Dopo il processo di divisione, Europa e USA, insieme a Russia e Turchia dovrebbero investire in Stati con nuovi confini per creare la prosperità. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  <br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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Strumenti del dispaccio
Entità
31
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Persone
2
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Aziende
1
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◉ Geografia della notizia · 14 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Jugoslavia · Balcani Occidentali · Repubblica di Macedonia · Banja Luka · Belgrado · Sarajevo · Zagabria · Jasenovac · Presevo
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