Parliamone.
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Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - Il Primo Ministro della Croazia, Andrej Plenkovic, in modo del tutto inaspettato, ha deciso alla vigilia di Natale, di rilasciare una dichiarazione ai media. "Acquisteremo l'intero pacchetto delle azioni che la MOL possiede nella società croata…
Zagabria - Il Primo Ministro della Croazia, Andrej Plenkovic, in modo del tutto inaspettato, ha deciso alla vigilia di Natale, di rilasciare una dichiarazione ai media. "Acquisteremo l'intero pacchetto delle azioni che la MOL possiede nella società croata INA. Lo faremo a seconda del modello che abbiamo sviluppato, che è finanziariamente sostenibile e che non aumenterà il debito pubblico. Anche il Presidente della Croazia ed il Presidente del Parlamento sono stati informati in merito a questa decisione. Abbiamo preso talle decisione nel migliore interesse della Croazia", ha affermato, sabato 24 dicembre, il Primo Ministro Plenkovic.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Plenkovic ha spiegato che la decisione è stata presa dopo che il Governo è stato informato sulla decisione sfavorevole per la Croazia della Corte di arbitrato della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale di Ginevra. Il Tribunale arbitrale ha rifiutato di annullare i contratti del 2009 perché ha trovato che la prova offerta non è sufficiente a dimostrare che quei contratti sono stati il risultato di attività di corruzione.<br /> <br /> La Croazia all'inizio del 2014 ha presentato la denuncia di arbitrato contro la MOL alla Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCCITRAL) di Ginevra, chiedendo di annullare la modifica del contratto dal 2009 in materia dei diritti di gestione nell'INA e il contratto principale in materia degli affari del gas. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Presidente del Parlamento croato e leader del partito MOST, Bozo Petrov, ha dichiarato, sabato 24 dicembre, che l'accordo sui piani futuri per l'INA, dopo la decisione dell'arbitrato a Ginevra, negativa per la Croazia, è congiunta ed ha aggiunto che il MOST, da sempre, ha cercato di proteggere l'INA.<br /> <br /> "Io e il Primo Ministro abbiamo convenuto insieme, i piani futuri circa l'INA. Il risultato dell'arbitrato non è favorevole per la Croazia, ma abbiamo intenzione di acquistare ed acquisire la quota di maggioranza nella società strategica. Il partito MOST, da sempre, sostiene la protezione dell'INA", ha affermato Bozo Petrov.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>Opposizione sostiene acquisto delle azioni dell'INA</em><br /> <br /> L'SDP ha confermato che sostiene la decisione che la Croazia diventi l'intero proprietario dell'INA, ed ha esortato il Governo a presentare al pubblico il piano finanziario. L'SDP ha nuovamente chiesto la convocazione della Commissione parlamentare per gli affari europei, al fine di discutere le fasi future. Il presente partito ha ricordato di aver chiesto, due settimane fa, che il Governo convochi il Comitato parlamentare per gli affari europei al fine di discutere la richiesta dell'Unione Europea (UE) in materia della modifica della legge sulla privatizzazione dell'INA, nonché il futuro energetico della Croazia.<br /> <br /> Ricordiamo che la Commissione europea ha chiesto alla Croazia di modificare la legge sulla privatizzazione dell'INA, perché ha stimato che la stessa viola la libertà di circolazione dei capitali e la libertà di stabilimento. Se la Croazia entro due mesi non armonizzerà la legge sulla privatizzazione dell'INA con il diritto comunitario, la Commissione potrebbe decidere di inviare il caso alla Corte dell'UE. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Anche l'ex Ministro dell'Economia e presidente dell'HNS, Ivan Vrdoljak, ha affermato che sosterrà la decisione del Governo di avviare il processo di acquisto delle azioni dell'INA dalla MOL. Lo stesso ha aggiunto che ci sono diversi modelli per l'acquisto di azioni dell'INA e diverse modalità di finanziamento di tale acquisto.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <em>L'atteggiamento della MOL</em><br /> <br /> La MOL è stata sempre aperta ai negoziati circa il futuro della società INA, e per quanto riguarda la dichiarazione del Primo Ministro croato, Andrej Plenkovic, circa l'intenzione della Croazia di acquistare l'intera quota di proprietà della MOL nell'INA, la compagnia ungherese è in attesa del comunicato ufficiale inerente alla questione.<br /> <br /> A tal proposito, il Primo Ministro Plenkovic ha dichiarato che il lato ungherese al più alto livello è stato informato sulla decisione croata, aggiungendo di averlo fatto personalmente.<br /> <br /> Il Presidente dell'Amministrazione della MOL, Zsolt Hernadi, ha riferito, alla fine di novembre dell'anno corrente, in un'intervista al giornale tedesco Handelsblatt, che sperava di riuscire a raggiungere un accordo con il Governo croato, affinché l'INA diventasse parte della nuova MOL, precisando che esisteva la possibilità di vendere le azioni della MOL nell'INA, se non fosse stata la benvenuta in Croazia. <a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a> <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a> <a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a> <a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a><br /> <br /> <em>Dove il Governo croato troverà i soldi per l'acquisto delle azioni dell'INA</em><br /> <br /> Il Governo croato ha bisogno di miliardi di HRK per acquistare le azioni dell'INA. In base alle stime il Governo dovrebbe versare da 1,2 a 1,7 miliardi di euro per l'acquisto della quota di proprietà che la MOL possiede nell'INA. Il Governo non può trovare i fondi necessari neanche nel bilancio, nonostante questo ha annunciato che non aumenterà il debito pubblico. L'unica opzione rimanente riguarda le società statali. Secondo il portale croato Dnevnik.hr, la vendita di un quarto delle azioni della società HEP, è una soluzione sempre più probabile per fornire i soldi per l'acquisto della quota di proprietà della MOL nella società INA.<br /> <br /> Il valore delle azioni dell'INA sulla Borsa era di circa 4 miliardi di euro. Anche se la MOL possiede il 49% delle azioni dell'INA, gli esperti ritengono che gli ungheresi non possano chiedere più di 2 miliardi di euro.<br /> <br /> "Il valore sulla Borsa non riflette il vero valore dell'INA. Quest'ultima in qualche modo, è distrutta, sia nel senso tecnologico che umano. Penso che il pacchetto delle azioni che la MOL possiede nell'INA non vale più di un miliardo di euro", ha affermato l'esperto di petrolio Davor Stern. Lo stesso, tuttavia, ha sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo indipendente dell'INA, che, come ha detto, è trascurata da molti anni.<br /> <br /> NOVA TV ha riferito che si sta considerando la possibilità di prendere un prestito, che verrà rimborsato entro un breve periodo grazie alla vendita del 15% delle azioni della HEP. L'ex Ministro dell'Economia, Ivan Vrdoljak, ha proposto un modello simile nel 2014.<br /> <br /> Gli esperti del settore non supportano l'idea che tramite la vendita di una parte delle società pubbliche vengono forniti soldi per l'acquisto delle azioni dell'INA. Josip Budimir ritiene che tale modello abbia messo in discussione il funzionamento della HEP, dopo che, recentemente, l'agenzia di credito Standard & Poor ha aggiornato le tendenze di rating da negativo a stabile.<a href="#footnote-15" id="footnote-marker-15-1" rel="footnote">[15]</a> <a href="#footnote-16" id="footnote-marker-16-1" rel="footnote">[16]</a> <a href="#footnote-17" id="footnote-marker-17-1" rel="footnote">[17]</a> <a href="#footnote-18" id="footnote-marker-18-1" rel="footnote">[18]</a> <a href="#footnote-19" id="footnote-marker-19-1" rel="footnote">[19]</a><br /> <br /> <em>Possibile ritorno dell'INA in Siria</em><br /> <br /> Radimir Cacic ha menzionato, lunedì 26 dicembre, in una trasmissione del canale televisivo N1, che sono in corso i negoziati circa la possibilità che l'INA venda o ripristini i suoi giacimenti di petrolio in Siria, e che vi sarà il modello di acquisto delle azioni dell'INA da parte della società ungherese MOL.<br /> <br /> "Il presupposto fondamentale per il proseguimento delle attività operative cessate dell'INA in materia dell'esplorazione e produzione di petrolio e di gas in Siria è la completa cessazione di tutte le operazioni militari in quel Paese e la creazione di condizioni politiche e di sicurezza stabili, il che significa l'annullamento delle sanzioni che sono attualmente in vigore. Solo quando queste condizioni saranno soddisfatte e gli esperti dell'INA saranno in grado di esaminare la situazione delle attrezzature e dei giacimenti, saranno avviati i negoziati sul ritorno, sui nuovi rapporti contrattuali e l'eventuale risarcimento dei danni. Nel frattempo, l'INA sta monitorando da vicino gli sviluppi", come riporta un comunicato della compagnia.<br /> <br /> Inoltre, a causa della situazione politica incerta in Siria, l'INA, nel periodo dal 2013 al 2015, ha annullato le sue attività in Siria il cui valore complessivo si aggira intorno a 3,4 miliardi di HRK, tanto che nel 2013 e nel 2015 sono state cancellate le attività dell'INA di circa 1,5 miliardi di HRK in Siria, e nel 2015 di circa 400 milioni di HRK. A causa della guerra alcuni stabilimenti hanno subito danni e in diversi periodi, sono stati sotto il controllo delle forze anti-governative all'ISIS. <a href="#footnote-20" id="footnote-marker-20-1" rel="footnote">[20]</a> <a href="#footnote-21" id="footnote-marker-21-1" rel="footnote">[21]</a> <a href="#footnote-22" id="footnote-marker-22-1" rel="footnote">[22]</a><br /> <br /> Dario Cehic, membro del Consiglio Nazionale del MOST e membro del Consiglio di Sorveglianza dell'INA, ha commentato la decisione relativa all'acquisto delle azioni dell'INA. Cehic ha asserito che uno dei problemi principali, per quanto riguarda l'acquisto delle azioni dell'INA, è rappresentato dal denaro e allo stesso tempo ha consigliato di evitare l'aumento del debito pubblico. Per quanto riguarda gli stabilimenti dell'INA in Siria, lo stesso ha riferito di non essere sicuro di poter parlarne, ed ha aggiunto che l'INA e la Croazia stanno monitorando ciò che succede in Siria, e secondo le informazioni disponibili, gli stabilimenti sono in funzione, ma le sanzioni dell'UE sono ancora in vigore il che complica la situazione. <a href="#footnote-23" id="footnote-marker-23-1" rel="footnote">[23]</a><br /> <br /> <br />
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