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Zagabria - Il Presidente croato, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha affermato, mercoledì 30 novembre, in un'intervista per il DefenseNews, che se gli USA avranno bisogno dell'aiuto croato, la Croazia sarà sempre a loro disposizione. Il Presidente croato ha…
Zagabria - Il Presidente croato, Kolinda Grabar-Kitarovic, ha affermato, mercoledì 30 novembre, in un'intervista per il DefenseNews, che se gli USA avranno bisogno dell'aiuto croato, la Croazia sarà sempre a loro disposizione. Il Presidente croato ha confermato che la Croazia, con il suo contingente di soldati, parteciperà alla risposta della NATO al posizionamento di truppe russe presso il confine con l'Unione Europea (UE). Grabar-Kitarovic ha sottolineato la necessità di convincere la Russia che il trattamento croato non è diretto contro la Russia, ma verso la tutela del territorio degli Stati membri della NATO e che la NATO rappresenta, in primo luogo, un'allenza di difesa, la quale non vuole la destabilizzazione né l'occupazione in qualsiasi Paese in grado di rappresentare una minaccia per la Russia.<br /> <br /> Per quanto riguarda il referendum nella Republika Srpska (RS), Grabar Kitarovic ha riferito che questo è stato il primo passo verso la continuazione di una potenziale serie di referendum circa la possibile indipendenza della RS. Se ciò dovesse accadere, allora sicuramente la Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH) reagirebbe, il che, secondo il Presidente croato, apre la nuova possibilità di un nuovo conflitto. Dato che la Russia è coinvolta nella guerra ibrida, e che ci sono legami tra il Presidente della RS, Milorad Dodik, e la Russia, Grabar-Kitarovic ha stimato la presenza di un'influenza russa attraverso le armi, le informazioni e le disinformazioni.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Politica croata nei confronti della BiH<br /> <br /> Il Premier croato, Andrej Plenkovic, ha dichiarato, durante la sua recente visita in BiH, che la BiH occupa il primo posto delle attività di politica estera del nuovo Governo croato, aprendo così la stagione di complicazioni delle relazioni tra i due Paesi, scrive Deutsche Welle, martedì 29 novembre. In primo luogo si riferisce alla situazione relativa alla scoperta delle nuove indagini per i crimini commessi in BiH, dove il sospetto si estende fino all'attuale Ministro croato della Difesa, Damir Krsticevic. Una parte dei politici e analisti ritiene che la presente situazione non si sia verificata per caso. Secondo Viseslav Raos, assistente docente presso la Facoltà di Scienze Politiche di Zagabria, si tratta di una prova del nuovo governo croato. Secondo Senada Selo Sabic, il collaboratore di scienze dall'Istituto di Zagabria per lo sviluppo delle relazioni internazionali (IRMO), il Ministro croato della Giustizia non avrebbe dovuto dire che ora la Croazia presenterà le denunce contro gli ufficiali dalla BiH. Secondo i politici croati, la BiH, creata sulla base del Dayton, non può diventare funzionale, stabile e prospera, ed aggiungono che qualcosa deve essere cambiato e che la Croazia, a causa di tutte queste cose, deve essere in qualche modo coinvolta, il che è sbagliato - ha affermato Selo Sabic. A suo dire molto spesso viene sottolienato che i croati in BiH non sono uguali, che sono discriminati, e che la Croazia, a causa dei suoi obblighi costituzionali ed in quanto co-firmatario di Dayton, dell'Accordo di Washington, e perché condivide con la BiH il confine - ha un maggiore diritto di partecipare alla discussione e di decidere sull'organizzazione della BiH. <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> La prima visita ufficiale di due giorni del Premier croato, Andrej Plenkovic, in BiH, ha avuto un protocollo comune, ma sono evidenti significative differenze rispetto alle precedenti visite dei più alti funzionari della Croazia, scrive la DW. In quest'occasione Plenkovic, con la sua delegazione, ha visitato a Sarajevo il Presidente del Consiglio dei Ministri della BiH, Denis Zvizdic ed i Ministri del Consiglio dei Ministri, la Presidenza della BiH, il cardinale Vinko Puljic, la Società culturale croata Napredak, i capi e i rappresentanti dei croati nel Comune di Kiseljak, e anche il Reis - ul - ulema della Comunità islamica in BiH, Husein ef. Kavazovic. Finora la visita nella Comunità islamica in BiH non era abituale nella lista di protocollo delle attività dei più alti funzionari statali croate. Durante quest'incontro è stata sottolienata l'esperienza della Comunità islamica in Croazia, come ''parte organica della Comunità islamica in BiH'', nel quadro dei diritti e delle libertà dei suoi membri. Entrambi gli interlocutori hanno convenuto che le questioni aperte devono essere risolte tramite il dialogo e l'accordo dei rappresentanti politici dei popoli e i cittadini della BiH.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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