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NOTIZIE · OI-337089 · 30/11/2016 11:20:51 · 3490 g fa6 min lettura
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Serbia tra la Russia e la NATO

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado – La Russia, insieme alla Serbia, al Montenegro, alla Fyrom-Macedonia, alla Bosnia ed Erzegovina (BiH) ed alla Bulgaria, sta cercando di creare uno ‘’spazio’’ per un’azione comune dei Paesi ortodossi (e regioni), i quali sarebbero più vicini, nel…

Belgrado – La Russia, insieme alla Serbia, al Montenegro, alla Fyrom-Macedonia, alla Bosnia ed Erzegovina (BiH) ed alla Bulgaria, sta cercando di creare uno ‘’spazio’’ per un’azione comune dei Paesi ortodossi (e regioni), i quali sarebbero più vicini, nel senso politico, a Mosca i quali sarebbero contro l’allargamento della NATO, scrive un autore dell'Al Jazeera nell’articolo del 5 novembre. L’articolo inoltre ricorda il fatto che la Russia Unita di Vladimir Putin ha firmato, la scorsa estate, la Dichiarazione di cooperazione con 10 partiti provenienti dai cinque Paesi della Regione balcanica. Si tratta, principalmente, dei partiti serbi e montenegrini, come il Partito Progressista serbo (SNS) di Aleksandar Vucic, e il Partito Popolare Serbo (SNP) di Nenad Popovic, dei partiti di opposizione serbi quali il Partito Democratico di Serbia (DSS) e il Movimento serbo Dveri. L'enfasi in tutte le dichiarazioni è stata posta su una lotta comune al terrorismo internazionale, sul sostegno a preservare tutti i valori spirituali e sociali, i monumenti cristiani, nonché una rinuncia alla politica delle sanzioni antirusse, che l’Occidente ha introdotto contro Mosca dopo l’annessione della Crimea. Per quanto riguarda i partiti dei Paesi che non sono membri dell’Unione Europea (UE) ovvero la BiH, la Serbia, il Montenegro e la Fyrom, l’enfasi è stata posta sullo sviluppo dei legami con l’Alleanza economica eurasiatica nel settore dell'economia, del commercio, delle finanze e dell’energia. Ciò che è particolarmente interessante in queste dichiarazioni, riguardanti i partiti provenienti dai Paesi che non sono membri dell'UE, è il fatto di non voler aderire alla NATO e creare una specie di blocco dei Paesi militarmente neutrali. Secondo l’articolo, il Governo di Aleksandar Vucic, nonché altri Governi futuri, non si opporranno alla Russia, dato che nella società serba non ci sono coloro che sono contro la Russia.<br /> <br /> Durante il panello intitolato Dieci anni dopo: Serbia, NATO e il Partenariato per la pace, nel quadro del Forum di sicurezza, tenutosi il 13 ottobre, il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Ivica Dacic, ha dichiarato che l’adesione alla NATO non è un tema su cu stanno discutendo gli organi statali e che la NATO non si aspetta dalla Serbia tale decisione. Secondo Dacic, la Serbia vuole avere relazioni sincere con la NATO e vuole rimanere un pilastro per la stabilità e i partner di tutti coloro che vogliono la pace. Per quanto riguarda le esercitazioni militari tra la Serbia e la Russia, secondo il Ministro serbo, queste non sono grandi come quelle con la NATO, aggiungendo che la Serbia non vuole attaccare nessuno. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> L’Esercitazione militare Fratellanza slava 2016, ha avuto inizio il 3 novembre ed è durata fino al 9 novembre, in Serbia, e la stessa ha visto la partecipazione di 212 membri dell’Esercito russo, di 56 membri dell’Esercito bielorusso e di 450 membri dell’Esercito serbo, e lo scopo dell’esercitazione è quello di migliorare le capacità operative, al fine di risolvere i compiti tattici. Il quotidiano britannico Independent ha riferito che le esercitazioni parallelle, l'esercitazione Fratellanza slava 2016 in Serbia, e le esercitazioni della NATO in Montenegro, sono state condotte nel momento in cui le relazioni tra l’Occidente e la Russia sono ad un livello molto basso a causa della situazione in Siria. Secondo Independent, i due Paesi dell’ex Jugoslavia, Serbia e Montenegro, che erano un Paese prima di sciogliersi nel 2006, sono stati alleati tradizionali russi ortodossi, ma dopo la separazione il Montenegro si è orientato verso la politica filo-occidentale, mentre la Serbia sta cercando di uscire dalla morsa di Mosca.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> Durante l’esercitazione militare Fratellanza slava 2016, la NATO ha comunicato di non avere nulla contro le esercitazioni militari congiunte della Serbia e della Russia, aggiungendo che la Serbia è un Paese sovrano e libero di scegliere gli accordi di sicurezza.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Citando le fonti vicine al Ministero della Difesa, i media serbi hanno riferito prima dell’inizio dell’esercitazione, che la Fratellanza slava 2016 sarà una vera attrazione per le spie straniere, le quali saranno presenti durante lo svolgimento delle esercitazioni. In questo caso i media hanno riferito che tutti i Paesi seguiranno le esercitazioni in Serbia.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Durante il mese di ottobre, l’ambasciatore russo a Belgrado, Alexander Chepurin, ha esortato la NATO a pagare alla Serbia il risarcimento per l'importo di 100 milioni di dollari, secondo la stima degli esperti, a causa dell'agressione commessa nel 1999, invece di ricattarla ogni volta ed impostare diversi ultimatum. Partecipando alla tavola rotonda del Centro per lo sviluppo della cooperazione internazionale intitolata "Serbia, NATO, Russia – qual è l’interesse serbo", Chepurin ha asserito che la Russia non è mai stata contro l’adesione della Serbia all’UE, mentre è contro le minacce da parte della NATO e dell’UE.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Secondo il giornale montenegrino Pobjeda, il Segretario del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, Nikolai Patrushev, ha visitato la Serbia, alla fine di ottobre e dopo le elezioni in Montenegro, non solo a causa della firma del memorandum d’intesa, ma anche per la considerazione della situazione nei Balcani, in particolare, in Montenegro dopo il fallimento del piano degli attacchi terroristici nella notte del 16 ottobre. Secondo l’analista militare di Belgrado, Aleksandar Radic, la visita di Petrushev ha a che fare con la dichiarazione del Primo Ministro serbo, Aleksandar  Vucic, relativa al coinvolgimento del Cremlino nel tentativo degli attacchi terroristici in Montenegro. Secondo diverse fonti dei cerchi di intelligence serbi, Patrushev voleva informarsi meglio sulle mosse del Governo di Vucic e sulla cooperazione dei servizi di sicurezza della Serbia e del Montenegro sul rilevare la rete logistica, la quale ha permesso l’inserimento di diversi gruppi in Montenegro, al fine di aumentare i disordini. Patrushev è arrivato a Belgrado dopo che Vucic aveva confermato l’esistenza di un piano di attacchi terroristici in Montenegro da parte di alcuni gruppi provenienti dalla Serbia, con il sostegno del fattore estraneo.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Dragana Trifkovic, l’ex membro del DSS, ha stimato che la visita di Petrushev è stata prevista in precedenza e che non è legata all’espulsione dei russi dalla Serbia, e che questo scandalo è stato pianificato prima dell’arrivo del funzionario russo in Serbia. Il Ministero russo degli Affari Esteri ha negato l’espulsione dei cittadini russi dalla Serbia, affermando che queste sono solo invenzioni dei media serbi e russi. Vale la pena ricordare che anche la visita di Dmitry Medvedev in Serbia è stata annullata, dato che il Governo serbo non ha confermato gli accordi stabiliti in precedenza, soprattutto per quanto riguarda il centro umanitario russo-serbo di Nis. Secondo Trifkovic, anche se la dirigenza serba ha annunciato di approvare l’immunità diplomatica ai dipendenti presso il centro umanitario di Nis, tale decisione è stata modificata sotto pressione dell’Occidente. La dirigenza serba ha dato l’immunità diplomatica ai soldati della NATO, i quali hanno commesso l’agressione contro la Serbia e le posizioni serbe in BiH. I media serbi, il giorno prima dell’arrivo di Patrushev, hanno pubblicato la notizia intitolata Diversi cittadini russi espulsi per spionaggio, ma non hanno indicato chi sono gli arrestati né se hanno agito in modo indipendente o in accordo con le autorità russe.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br />  <br /> <br />  <br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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