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Novi Pazar - Il Presidente del Comitato parlamentare per l'istruzione, la scienza, lo sviluppo tecnologico e la società informatica, Muamer Zukorlic, ha indicato, domenica 13 novembre, l'impatto negativo del Diyanet (servizio degli affari religiosi del…
Novi Pazar - Il Presidente del Comitato parlamentare per l'istruzione, la scienza, lo sviluppo tecnologico e la società informatica, Muamer Zukorlic, ha indicato, domenica 13 novembre, l'impatto negativo del Diyanet (servizio degli affari religiosi del governo turco), dicendo che esso interferisce nell'organizzazione della Comunità islamica in Serbia, ma anche in altri Paesi dei Balcani, con l'obiettivo di ''mantenere i bosniaci in stato di schiavitù''. Zukorlic è tra i primi che nel contesto della comunità bosniaca ha indicato la tendenza alla ''turchizzazione'' del territorio bosniaco nazionale. Zukorilc ha anche commentato l'ambizione di alcune strutture turche nel gestire i bosniaci e le loro istituzioni. Esso non approva l'intenzione della Turchia di installare i propri ''sistemi filo-turchi'' nei Balcani, fronteggiandosi così l'Iran e l'Arabia Saudita. Secondo Zukorlic, l'influenza saudita si basa sulla sfera della religione, mentre gli iraniani agiscono su quella religiosa e culturale, mentre i turchi fanno leva sulla questione economica, religiose, culturale e in ogni altro modo possibile. Zukorlic ha detto che la Turchia deve essere presente nei Balcani e che non c'è nulla di sbagliato, come anche nelle relazioni di partenariato, mentre è diverso il discorso su come produrre i suoi sistemi nei Paesi dei bosniaci. Zukorlic pensa che i bosniaci debbano avere i loro sistemi, la loro comunità, le loro istituzioni culturali, le loro istituzioni educative e poi in tutti questi campi fare lo scambio culturale, economico qualsiasi altro. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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