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Tirana - Elementi della mafia italiana "Ndrageta" pare abbiano avuto contatti diretti in Albania dove avrebbero riciclato i loro soldi. Tra questi vi è anche Pino Giglio, uno degli elementi del clan mafioso, condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione. Il…
Tirana - Elementi della mafia italiana "Ndrageta" pare abbiano avuto contatti diretti in Albania dove avrebbero riciclato i loro soldi. Tra questi vi è anche Pino Giglio, uno degli elementi del clan mafioso, condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione. Il pentito della mafia italiana "Ndrangheta", nonché imprenditore Pino Giglio, ha confessato i legami dell'organizzazione criminale con l'Albania dove era previsto un investimento di 18 milioni di euro, con l'obiettivo il riciclaggio del denaro. Per i media italiani, Giglio ha affermato che la Ndrageta era pronta ad investire in Albania e per questo avrebbe pagato anche il racket per due funzionari del Governo, che avevano chiesto il 10%, importo che sarebbe stato liquidato una volta firmato il contratto. Si trattava della costruzione di un'autostrada nei pressi di Tirana, e il periodo in questione era il 2011. Gli uomini d'affari della Ndrageta sono giunti in Albania, dove Giglio e un'altra persona chiamata Pasquale Riillo il quale si occupava di transazioni fittizie, hanno creato la società "Italcantieri", insieme al cittadino albanese Rifat Muzhaqi. Nell'affare albanese era coinvolto anche l'imprenditore di Modena, Augusto Bianchini, l'uomo scelto dal gruppo mafioso. Quest'ultimo ha formulato alcune domande tecniche per vedere se l'affare sarebbe stato redditizio. Per la giustizia italiana Giglio ha confessato che, durante i viaggi da Bologna e Milano verso l'Albania, nei loro aerei c'era sempre un poliziotto, che secondo lui, era in contatto diretto con gli albanesi. A suo dire era stato pagato il 5% del valore del contratto. Il poliziotto voleva 10 mila euro, non risultando neanche come nome nei documenti dei collaboratori nella realizzazione della gara d'appalto.<br /><br /> "L’affare però non si è mai concretizzato suscitando anche qualche rimostranza dei contatti albanesi, a causa di un litigio tra Riillo e il poliziotto che gli era debitore di 10 mila euro mai restituiti", scrivono i media italiani. <br /><br /> Il pentito di 49 anni, Giglio è stato arrestato in quadro al processo giudiziario "Aemilia" tra i più grandi in Italia contro le infiltrazioni della mafia Ndragheta nel nord d'Italia, con 160 arrestati per circa 200 crimini commessi e il sequestrato di 70 società imprenditoriali.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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