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NOTIZIE · OI-336048 · 07/10/2016 17:00:44 · 3543 g fa10 min lettura
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Attuali progetti energetici nei Balcani

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - I rappresentanti della Russia e della Turchia, recentemente, hanno sottolineato che l'accordo sul Turkish Stream, il quale dovrebbe consentire la fornitura di gas russo in Europa, attraverso il Mar Nero, sarà firmato nel corso del mese di ottobre…

Belgrado - I rappresentanti della Russia e della Turchia, recentemente, hanno sottolineato che l'accordo sul Turkish Stream, il quale dovrebbe consentire la fornitura di gas russo in Europa, attraverso il Mar Nero, sarà firmato nel corso del mese di ottobre dell'anno corrente, riferisce, l'1 ottobre, il quotidiano Dnevnik. Ricordiamo che l'accordo sulla costruzione del gasdotto Turkish Stream, è stato raggiunto nel mese di dicembre del 2014, dopo il fallimento del progetto relativo al gasdotto South Stream. Secondo il presidente dell'Assemblea dell'Associazione per il gas della Serbia, Vojislav Vuletic, la realizzazione del gasdotto Turkish Stream sarebbe buona per la Serbia, ma il problema è la fornitura di denaro per la sua costruzione attraverso i territori della Grecia, Fyrom-Macedonia e Serbia. Vuletic ha sottolineato che il gasdotto South Stream era la soluzione migliore per la Serbia, perché garantiva buone condizioni per la costruzione attraverso il territorio serbo. In base ai piani, i russi avrebbero finanziato la costruzione mentre la Serbia, avrebbe investito i soldi ottenuti attraverso le tasse di transito, mentre nel caso della costruzione del Turkish Stream, le tasse di transito apparterrebbero alla Serbia perché ciò è abituale durante il passaggio del gasdotto attraverso il territorio di un Paese. Il gasdotto Turkish Stream consentirebbe alla Serbia di avere una maggiore sicurezza per quanto riguarda la fornitura del mercato. Vuletic ha riferito che è molto difficile dire quanto costerà la costruzione del gasdotto attraverso il territorio serbo, ma dato che sono stati previsti circa 2 miliardi di dollari per la realizzazione del South Stream attraverso la Serbia, la costruzione del Turkish Stream sarebbe più costosa, perché il percorso è più lungo, dicendo che ci vorranno circa quattro anni per l'implementazione di tale gasdotto. Il redattore del quotidiano online, Balkanmagazin, Jelica Putnikovic, ha affermato che l'annunciata costruzione del Turkish Stream, per ora, non significa molto per la Serbia, in quanto non ci sono ancora annunci stando ai quali i russi finanzieranno la costruzione del gasdotto dal nodo del gas al confine turco-greco attraverso la Grecia, la Fyrom-Macedonia e la Serbia fino all'Ungheria. Secondo Putnikovic, la Serbia non ha denaro per costruire il proprio gasdotto dalla Fyrom-Macedonia, e per ora non ci sono negoziati a proposito, perché né la Fyrom-Macedonia, né la Grecia hanno concordato la costruzione di una connessione del gas al Turkish Stream.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> I Governi della Serbia e della Bulgaria, durante la riunione del gruppo per il collegamento del gas in Europa centrale e sud-orientale, tenutasi il 13 settembre, a Budapest, hanno concordato il testo di un nuovo memorandum d'intesa per la costruzione del gasdotto Bulgaria-Serbia. Il Ministero dell'Energia della Serbia ha confermato che tale memorandum verrà firmato a breve. Il Segretario di Stato del Ministero delle Miniere e dell'Energia, Mirjana Filipovic, ha riferito che il Ministero e la società Srbijagas hanno creato, nel periodo precedente, le precondizioni per il collegamento del gas tra la Bulgaria e la Serbia e che ciò è stato stabilito dal memorandum come uno dei sei progetti prioritari per l'Unione Europea (UE) e la Regione. Filipovic si aspetta che la maggior parte del denaro per il finanziamento della parte serba del presente progetto sarà approvato dai fondi IPA per il 2017. <br /> <br /> Il vice presidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, e il Commissario europeo per l'azione sul clima e l'energia, Miguel Arias Canete, hanno elogiato la Serbia per quello che ha intrapreso e il suo impegno per quanto riguarda il progetto di costruzione del gasdotto Bulgaria-Serbia.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il direttore della società serba Srbijagas, Dusan Bajatovic, il quale ha partecipato alla Riunione internazionale del gas a Varna, ha dichiarato, lunedì 5 settembre, che la Serbia potrebbe ottenere dalla Commissione europea circa 60 milioni di euro per la realizzazione del gasdotto Nis-Dimitrovgrad-Sofia, il che consentirebbe alla Serbia di ricevere il gas dalla Bulgaria. Secondo Bajatovic, la Commissione europea è disposta a finanziare dai fondi europei anche le altre interconnessioni come quella Bulgaria-Grecia-Turchia, Romania-Bulgaria e Bulgaria-Serbia, ma resta la questione della fornitura di quantità sufficienti di gas per rendere redditizio il collegamento di tutti questi gasdotti e il gas sarebbe arrivato dall'Azerbaigian, dal Turkmenistan, dal Nabucco occidentale e dal Baumgarten in Austria. <br /> <br /> Secondo il quotidiano serbo Politika, quello che è ovvio è che tutti i gasdotti, che sarebbero una potenziale fonte di approvvigionamento, saltano la Serbia e l'unica cosa che resta al Paese è che la Commissione europea mantenga la promessa ed aiuti il finanziamento del percorso verso la Bulgaria, garantendo il passaggio sicuro del gas russo attraverso questo Paese. <br /> <br /> Quello che è importante, secondo Bajatovic, è che la Commissione europea ha chiesto di riesaminare tutti gli accordi interstatali del gas, perché si ritiene che gli stessi non siano commerciali, nonché che venga modificata la legislazione, al fine di adattare tutto alle normative dell'Unione Europea. La Serbia ha già una tale richiesta e ora la stessa cosa viene chiesta anche agli altri Paesi, i quali hanno firmato gli accordi intestatali. Alla domanda se questo è un problema per la Serbia, Bajatovic ha risposto che la cosa più importante è che la Russia trasporti il gas dal Mar Nero fino alla costa bulgara perché in questo modo è più facile garantire ulteriori quantità di gas.<br /> <br /> Secondo Bajatovic, ciò è particolarmente importante, dato che l'ultima ricerca mostra che il consumo di gas crescerà appunto in Serbia dagli attuali 2.3 ai 3.7 miliardi di metri cubi l'anno entro il 2030.<br /> <br /> La novità è che la Bulgaria, in futuro, dovrebbe essere il mediatore tra la Commissione europea e Mosca, con la fornitura del gas russo. Il Premier bulgaro, Boyko Borisov, ha affermato che la Commissione europea per ora ha fornito il sostegno per la costruzione del nodo del gas Balkan, il quale, oltre al gas dall'Azerbaigian, Turkmenistan, (gasdotto TANAP), Romania e Bulgaria, trasporterebbe anche il gas russo, ma tutto deve essere ancora negoziato.<br /> <br /> Il Premier bulgaro ha proposto la costruzione del nodo del gas nei pressi della città Varna, sulla costa del Mar Nero, dopo che la Russia si è ritirata dal progetto della costruzione del gasdotto South Stream, a causa dell'opposizione della Commissione europea. Cercando di sostenere quest'idea e di diversificare la propria fornitura del gas, Sofia sta investendo sforzi per costruire legami inerenti al gas con la Grecia, la Romania, la Serbia e la Turchia.<br /> <br /> Alla domanda se la Serbia può beneficiare del nodo del gas Balkan, il presidente dell'Associazione per il gas, Vojislav Vuletic, ha risposto in maniera affermativa, a condizione che ci sia abbastanza gas. Secondo Vuletic, se la Bulgaria ottiene davvero il via libera dalla Commissione europea per la fornitura del gas russo, allora anche la Serbia potrà avere un posto tramite il collegamento del gasdotto Nis-Dimitrovgrad, a condizione che Belgrado ottenga il denaro per la costruzione di questo percorso. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Il Ministro delle Miniere e dell'Energia della Serbia, Aleksandar Antic, ha incontrato, mercoledì 15 settembre, l'ambasciatore dell'Azerbaigian a Belgrado, Eldar Hasanov, e in quest'occasione Antic ha informato l’ambasciatore azero sul progresso della realizzazione del progetto di interconnessione del gas Bulgaria – Serbia, mentre Hasanov ha informato Antic sulla situazione relativa alla realizzazione dei progetti del gasdotto Trans-Adriatico (TAP), Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline (TANAP) e l’eventuale possibilità del coinvolgimento della Serbia nell'uso di questi gasdotti.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Il Vice Assistente del Segretario di Stato degli Stati Uniti, responsabile per l'energia, Mery Warlick, ha affermato, venerdì 9 settembre, di aver parlato recentemente con i rappresentanti del Governo serbo sulla sicurezza energetica e la diversificazione, la quale è considerata importante per l'Europa e per la Regione. Warlick ha riferito che gli Stati Uniti non hanno avuto nessun ruolo nel decidere in merito alla costruzione del gasdotto South Stream e che la decisione sul ritiro dal progetto è venuta dall'Unione Europea (UE) che ha chiesto alla Bulgaria di fermare la costruzione per concordare il progetto con il Terzo Pacchetto dell'energia e le regole e i regolamenti vigenti nell'UE. La stessa ha affermato che la priorità della Serbia, nel momento in cui il Paese ottiene il gas solo da una sola direzione attraverso l'Ucraina, deve essere il collegamento con il gasdotto bulgaro nonché prendere in considerazione anche l'utilizzo del gas naturale liquefatto dall'America e dall'Australia. Warlich ha sottolineato che gli Stati Uniti e l'Europa sostengono fortemente la costruzione del terminale sull'isola di Krk, perché questo gas rifornirà una parte dell'Europa e questa Regione, però molto dipende dal Governo croato, perché è necessario aspettare la formazione del nuovo Governo per continuare il progetto e il problema è anche la mancanza dell'infrastruttura. A suo dire la questione è se i nuovi gasdotti in Europa, davvero, risponderanno alle esigenze di approvvigionamento di energia da diversi fonti. Warlick ha sottolineato che, ogni gasdotto è una nuova infrastruttura che richiede denaro precisando che gli Stati Uniti non appoggeranno il South Stream, il Turkish Stream o il Nord Stream 2, aggiungendo che è più importante pensare ai gasdotti che non sono abbastanza utilizzati e già esistono, anziché parlare di nuovi.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Progetto di importanza strategica per la Croazia - LNG terminal<br /> <br /> Il Ministro dell'Imprenditoria e dell'Artigianato della Croazia, Darko Horvat, ha affermato, mercoledì 28 settembre, in occasione del pannello "C'è il mercato per la LNG", che il terminale LNG sull'isola di Krk deve essere sviluppato con cura in accordo con le esigenze del mercato e in più fasi, aggiungendo che il presente progetto ha un valore di mercato e un'importanza strategica per la Croazia e l'Europa. <br /> <br /> Il direttore della LNG Hrvatska, Mladen Antunovic, ha spiegato che la documentazione per il progetto sull'isola di Krk è in fase avanzata di realizzazione e che, in caso di una decisione politica sul suo lancio, ci vorrà un mese per la richiesta di ottenimento del permesso di costruzione.<br /> <br /> Il capo della Plinacro, Marin Zovko, ha sottolineato che la Croazia attualmente non ha tutta l'infrastruttura necessaria per il trasporto di gas dal futuro LNG terminal e che in caso di necessità, lo stesso può essere costruito in due anni. Si tratta della connessione di Omisalj sull'isola di Krk con le principali linee di gas in Croazia e la costruzione dell'interconnessione con la Slovenia e l'Ungheria. In caso di necessità, si prevede anche la connessione con i Paesi vicini, Serbia e Bosnia ed Erzegovina. Mladen Antunovic ha sottolineato che la Croazia è pronta a partecipare al progetto con un massimo del 25% mentre il resto dovrebbe venire da altri investitori.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Iniziata la costruzione del cavo di alimentazione Montenegro - Italia<br /> <br /> Il primo ponte energetico tra l'Unione Europea (UE) ed i Balcani è stato installato, martedì 4 ottobre, a  Rt Jaz, nel Comune di Kotor. I lavori al cavo sotterraneo, che collegherà il Montenegro con l'Italia, vengono al momento realizzati dalle società italiana Terna e Crnogorski elektroprenosni sistem (CGES). L'inizio dei lavori è stato annunciato dal Primo Ministro montenegrino, Milo Djukanovic, e dal direttore principale esecutivo della società italiana Terna, Matteo Del Fante. Djukanovic ha affermato che un'ulteriore importanza è dovuta al ruolo di generatore di sviluppo accelerato energetico regionale, il quale apre un nuovo percorso energetico - Corridoio Trans-Balcanico. Secondo Djukanovic, si tratta di un progetto di interesse strategico, non solo del Montenegro e dell'Italia, ma anche dei Balcani occidentali e dell'UE, aggiungendo che l'UE ha sostenuto il presente progetto, attraverso il quadro d'investimento dei Balcani occidentali, con una sovvenzione di 25 milioni di euro, destinati alla costruzione della  interconnessione 400 - kV Pljevlja - Bajina Basta. <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />

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Entità
57
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Persone
13
menzionate
Aziende
7
menzionate
◉ Geografia della notizia · 16 paesi coinvolti
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