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Tirana - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha riaperto la gara per la Zona di Tecnologia e Sviluppo Economico, a Spitalla di Durazzo. Secondo l'annuncio, le offerte saranno riaperte il 23 dicembre di quest'anno e i partecipanti dovranno avere…
Tirana - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha riaperto la gara per la Zona di Tecnologia e Sviluppo Economico, a Spitalla di Durazzo. Secondo l'annuncio, le offerte saranno riaperte il 23 dicembre di quest'anno e i partecipanti dovranno avere un'assicurazione dell'offerta di 15 milioni di lek. A differenza della precedente gara d'appalto per l'operazione in quest'aerea è stata riscontrata la riduzione della superficie di circa 500 ettari in 101. I criteri di selezione riguardano principalmente la capacità finanziaria della società, la proposta tecnica, l'impatto sociale e ambientale e la tempestività nel completare l'investimento. L'intero investimento deve essere privato e la durata del contratto è di 99 anni ad un prezzo simbolico di 1 euro. Il vincitore dovrà prendersi carico della costruzione, dello sviluppo e della manutenzione della zona.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /><br /> L'appalto per la zona libera economica di Spitalla su una superficie di 500 ettari è fallito all'inizio di quest'anno quando il Governo albanese ha proclamato vincitrice la società cinese "Zhejiang Haiteng investment Co.Ltd" e "Bejing Dongrun Tongbao Technology Co.Ltd". A tale risultato si è arrivati dopo le ricerche che hanno mostrato che l'offerente non era serio per sviluppare il primo parco tecnologico nel Paese. La zona tecnologica e di sviluppo economico si trova vicino al porto di Durazzo, il più grande e più importante in Albania, ed a soli 30 km dall'aeroporto internazionale "Madre Teresa", nonché a 37 km dalla capitale, Tirana. Attraverso questa'area, il Governo sperava di attirare oltre 1 miliardo di euro di investimenti. A fine ottobre dello scorso anno, solo due società hanno presentato le offerte. Innanzitutto il consorzio temporaneo di imprese cinesi "Zhejiang Haiteng investment Co., Ltd" e "Bejing Dongrun Tongbao Technology Co.Ltd", la cui offerta prevedeva un investimento di 1,5 miliardi di dollari per 9 anni e mirava all'apertura di 90 mila posti di lavoro. La seconda è stata la società italiana "RENDur4", la quale non ha presentato un'offerta finanziaria. Sulla lettera che il Ministero dell'Economia ha inviato al sig. Zhou Xiaohe, rappresentante dell'Unione temporanea delle società "Zhejiang Haiteng Investment Co" e "Bejing Dongrun Tongbao Technology Co", è stato sottolineato che l'offerta è stata squalificata a causa di numerose carenze nei documenti e della presentazione di documenti non certificati dal notaio.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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