Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria - Tutte le banche estere che operano in Croazia, a causa della conversione in franchi svizzeri, stanno preparando la presentazione della denuncia contro la Croazia ed i crediti totali ammontano a 8 miliardi di HRK, scrive giovedì, 15 settembre, il…
Zagabria - Tutte le banche estere che operano in Croazia, a causa della conversione in franchi svizzeri, stanno preparando la presentazione della denuncia contro la Croazia ed i crediti totali ammontano a 8 miliardi di HRK, scrive giovedì, 15 settembre, il giornale Jutarnji list. La prima notifica sulla denuncia è già arrivata al Ministero degli Affari Esteri della Croazia ed è stata inviata da parte di Unicredit, e la stessa cosa ci si aspetta anche da altre banche. Tre Ministeri croati, ovvero il Ministero delle Finanze, il Ministero della Giustizi ed il Ministero degli Affari Esteri, sono coinvolti attivamente nella soluzione di questo grave problema, il cui esito negativo potrebbe avere grandi conseguenze per il bilancio. Secondo il Jutarnji, oltre alle denunce che le banche annunciano contro la Croazia, quest'ultima è anche inclusa in una serie di arbitrati. La storia della conversione si è sviluppata all'ombra delle elezioni, durante la campagna elettorale e naturalmente, come scrive il Jutarnji, ha incontrato l'approvazione dei cittadini e dei risparmiatori che hanno preso i prestiti in franchi svizzeri. Lo stesso giornale ha riferito, inoltre, che anche i diplomatici sono coinvolti nell'intero processo e che esistono contatti con i Paesi da cui provengono le banche che operano in Croazia. In questo momento neanche la diplomazia ha delle risposte concrete dall'Austria e dall'Italia, se è possibile sollevare l'intero problema a livello statale, almeno nel promuovere il dialogo tra la parte croata e le banche, al fine di evitare il tribunale. Neanche la Commissione europea guarda con benevolenza il modo in cui la Croazia ha risolto il problema della conversione di franchi svizzeri in altre valute ed è stata avviata una procedura contro il Governo croato a causa della violazione dell'acquis. Anche le banche hanno esercitato delle pressioni su Bruxelles per avviare un procedimento contro la Croazia. Per quanto riguarda le controversie, il fatto che l'UE non approvi il modo in cui è stata effettuata la conversione, suggerisce che il risultato finale del tribunale potrebbe essere negativo per la Croazia, il che costerebbe più di un miliardo di euro. Resta il fatto che entrambi i partiti politici di sinistra e di destra della Croazia, sono d'accordo che è necessario aiutare i cittadini in materia di conversione di franchi svizzeri.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Il Ministro tecnico degli Affari Esteri ed Europei, Miro Kovac, ha confermato giovedì, 15 settembre, che è arrivata la prima denuncia contro la Croazia a causa della conversione dei prestiti in franchi svizzeri, dicendo che la Croazia cercherà di trovare una soluzione con le banche per ridurre al minimo l'onere per il bilancio dello Stato, ma anche per proteggere i cittadini che hanno preso questi prestiti. Kovac ha affermato che è già stata tenuta una riunione a proposito di questo tema con il Primo Ministro, e che le consultazioni hanno anche incluso l'Ufficio del Procuratore dello Stato, il Ministero delle Finanze e il Ministro della Giustizia, aggiungendo che la DORH condurrà colloqui sul tema davanti al tribunale dove è stata presentata la denuncia. Kovac ha ricordato che si tratta di potenziali crediti di circa 8 miliardi di HRK, aggiungendo che, in primo luogo vi sono gli interessi dei cittadini croati. Il giornale Jutarnji ha riferito che la prima denuncia è stata presentata da parte della banca italiana UniCredit, la quale è la proprietaria della Zagrebacka banka, una delle otto che hanno offerto i prestiti relativi al franco svizzero. Alla domanda dell'agenzia di stampa Hina indirizzata alle banche, se hanno in programma di sporgere una denuncia o l'hanno già presentata contro la Croazia, hanno risposto due banche. Dal canto suo la Addiko Bank (ex Hypo Alpe Adria Bank) ha sottolineato che, in conformità con i suoi diritti e la protezione degli interessi, attualmente, sta considerando tutte le opzioni legali disponibili, mentre la Raiffeisenbank Austria (RBA) ha trasmesso la risposta della capogruppo, Raiffeisen Bank International AG, dicendo che le banche locali hanno negato davanti alla Corte costituzionale della Croazia la costituzionalità della legge sul credito al consumo. Secondo la risposta della Raiffeisen, le banche hanno informato il Governo croato sulla controversia come un preparativo per il procedimento arbitrale contro la Repubblica di Croazia davanti al Centro internazionale per la risoluzione delle controversie di investimento (International Center for the Settlement of Investment Disputes) di Washington, DC.<br /> <br /> Le modifiche della legge sul credito al consumo, le quali hanno consentito la conversione dei prestiti in franchi svizzeri, sono entrate in vigore il 30 settembre 2015, e recentemente il Ministro tecnico delle Finanze, Zdravko Maric, ha affermato che circa il 94% dei debitori in franchi svizzeri ha effettuato la conversione.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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