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NOTIZIE · OI-335473 · 09/09/2016 11:00:05 · 3572 g fa5 min lettura
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I bosniaci non devono celebrare il 9 gennaio

DiOsservatorio ItalianoSommario

Sarajevo/Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ha dichiarato che la RS ha capito che dovrebbe adattare l'articolo della legge sulle festività della RS, pertanto è stato deciso che il primo passo, in tale direzione, sarà…

Sarajevo/Banja Luka - Il Presidente della Republika Srpska (RS), Milorad Dodik, ha dichiarato che la RS ha capito che dovrebbe adattare l'articolo della legge sulle festività della RS, pertanto è stato deciso che il primo passo, in tale direzione, sarà proprio il referendum. Dodik ha sottolineato che la decisione della Corte Costituzionale della Bosnia ed Erzegovina (BiH) non ha abolito il 9 gennaio, ma ha chiesto che ciò venga adattato. "L'adattamento è relativo all'appello dei bosniaci, come la Corte Costituzionale in sostanza ha dichiarato, ed al loro rifiuto di celebrare la festa", ha affermato nella serata di giovedì, 8 settembre, Dodik alla televisione Al Jazeera.<br /> <br /> Dodik: Il referendum si terrà!<br /> <br /> Dodik ha affermato di aver informato gli ambasciatori dei Paesi occidentali e la delegazione dell'Unione Europea (UE) in BiH che non rinuncerà al referendum ed ha spiegato che la decisione della Corte Costituzionale della BiH non ha abolito la Giornata della RS. Il Presidente della RS ha riferito che l'obiettivo del referendum non è quello di mettere in discussione lo status della RS o proporre una scissione, ma è quello di chiedere alla popolazione un parere sull'eventualità di festeggiare il 9 gennaio come Giornata della Repubblica.<br /> <br /> Alla domanda di chiarire la procedura della modifica della legge sulle festività della RS, Dodik ha riferito che nel processo di attuazione della decisione della Corte Costituzionale della BiH è specificato che sarà modificata la legge sulle festività della RS, cioè la parte riguardante l'articolo che regola l'obbligo di celebrare la Giornata della Repubblica. Questi ha sottolineato che nella RS vi è un accordo sul fatto che i bosniaci musulmani possono anche decidere di non festeggiare il 9 gennaio come la Giornata della RS, così come i serbi non festeggiano d'altronde il primo marzo, la Giornata dell'indipendenza della BiH, aggiungendo che le autorità della RS non lo vedo come un problema. "Pertanto, a un certo stadio della procedura si accederà alla modifica della legge in questo settore, e quello che è chiaro è che il 9 gennaio, come Giornata della Repubblica, non sarà cambiata", ha asserito Dodik.<br /> <br /> E' previsto quest'oggi, 9 settembre, un incontro fra il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ed il presidente della RS, Milorad Dodik. Al centro del colloquio saranno i rapporti bilaterali tra la Serbia e la RS, e in tale occasione Dodik informerà Vucic sulle attività per la preparazione del referendum, previsto per il 25 settembre.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> La Corte della BiH ha respinto il ricorso della RS a proposito del referendum<br /> <br /> Il Consiglio di appello della Corte della BiH ha respinto, in quanto irricevibile, il ricorso che la Commissione repubblicana per l'attuazione del referendum della RS ha presentato contro la decisione della Commissione centrale elettorale della BiH (CIK), la quale ha deciso di respingere la domanda di consegnare il registro centrale elettorale per l'attuazione del referendum nella RS, come ha confermato il membro del CIK, Suad Arnautovic.<br /> <br /> La Corte, come ha detto Arnautovic, prendendo una decisione in merito al problema, ha stimato che non esistevano i requisiti legali procedurali per risolvere il ricorso dato che la ricorrente, la Commissione repubblicana per l'attuazione del referendum nella RS, non è autorizzata a presentare un ricorso in questo caso.<br /> <br /> La Commissione per l'attuazione del referendum nella RS ha presentato, all'inizio del mese di settembre dell'anno corrente, alla Corte della Bosnia-Erzegovina il ricorso contro la decisione della CIK. Quest'ultimo ha respinto di consegnare alla presente Commissione gli estratti del registro centrale elettore per la RS ed il Distretto di Brcko.<br /> <br /> Il referendum non si terrà sul territorio del Distretto di Brcko<br /> <br /> Il presidente dell'Assemblea del Distretto di Brcko, Djordja Kojic, ha affermato, giovedì 8 settembre, dinanzi all'ambasciatore degli Stati Uniti (USA) in BiH, Maureen Cormack, che il referendum sulla Giornata della RS non si terrà sul territorio del Distretto di Brcko, aggiungendo che comprende e accoglie favorevolmente l'idea, sostenuta da alcuni, che questa visione della dichiarazione democratica dei cittadini deve essere effettuata anche nel Distretto di Brcko. Stando alle sue parole il referendum non può essere organizzato a Brcko, dato che esiste una legge sul referendum nella RS, in base alla quale deve essere ottenuta l'autorizzazione da parte del Governo del Distretto. Kojic ha inoltre ricordato l'ordine del supervisore in relazione all'indizione del referendum, sottolineando che tale misura ha il valore di legge.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Erginay: Il referendum nella RS rallenterà lo sviluppo del Paese<br /> <br /> L'ambasciatore della Repubblica di Turchia in BiH, Cihad Erginay, ha stimato in un'intervista per il quotidiano Dnevni Avaz che il referendum annunciato nella RS, nonché il modo in cui è formulato, è completamente incostituzionale e che può solo rallentare l'ulteriore sviluppo della BiH, che negli ultimi due anni è migliorato. L'ambasciatore Erginay ha ricordato che la posizione comune del Consiglio per l'attuazione della pace (PIC), adottata nel corso della riunione del 30 agosto, mostra che il referendum annunciato nella RS viola le disposizioni dell'accordo di pace di Dayton. <br /> <br /> Commentando l'attuale situazione politica in Bosnia-Erzegovina, questi ha stimato che, attualmente, vi è  un ottimo clima tra i dirigenti dei partiti politici della BiH, aggiungendo che grazie all'efficienza della loro leadership, è stato raggiunto molto. Certamente, ha detto, esistono ancora alcuni ostacoli, ma possono essere superati dal momento che il Paese sta andando verso il raggiungimento degli obiettivi finali.<br /> <br /> A detta dell'ambasciatore Erginay è molto importante preservare la pace e la stabilità, non solo in BiH, ma anche in tutta la regione, e quando ciò sarà finalmente raggiunto tutto avrà il suo corso, che è il motivo per cui è necessaria la cooperazione tra i Paesi.<a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <br /> <br />  <br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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