Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Pristina - Nel corso della sessione giudiziaria hanno esposto la loro difesa due degli accusati del caso relativo ad azioni terroristiche presso il lago di Badovci, Besnik Latifi e Fehmi Musa. Quest'ultimo, fornendo la propria testimonianza, ha spiegato che…
Pristina - Nel corso della sessione giudiziaria hanno esposto la loro difesa due degli accusati del caso relativo ad azioni terroristiche presso il lago di Badovci, Besnik Latifi e Fehmi Musa. Quest'ultimo, fornendo la propria testimonianza, ha spiegato che di professione è tassista. Quella notte ha detto di essere stato chiamato da Gazmend Haliti per andare a prenderlo nel lago di Badovci e per portarlo a casa. Una volta caricato in macchina, questi era salito dietro come anche Betim Brahimaj. Fehmi Musa ha affermato di aver portato Gazmend Haliti in Hajvalia, mentre Betim Brahimaj nella sua casa ad Istog. L'uomo ha precisato di non aver preso soldi dai due accusati.<br /><br /> "Quella notte non mi hanno pagato perché non avevano soldi", ha riferito Musa.<br /><br /> Alla fine, lo stesso ha rivolto una domanda all'intero corpo giudiziario chiedendogli il motivo per cui lo stanno tenendo da 11 mesi in carcere preliminare. Il corpo giudiziario ha riposto dicendo che la carcerazione preliminare è stata disposta perché a suo carico vi è un atto accusatorio e per questo ha anche un avvocato con cui consultarsi. In seguito Musa ha incolpato il Ministro degli Esteri, Enver Hoxhaj per la partenza dei kosovari in Siria. Alla domanda del pubblico ministero se sanno il perché è andato in Siria Betim Brahimaj, l'accusato Fehmi Musa ha detto che il principale colpevole è il Ministro Enver Hoxhaj.<br /><br /> "Il principale responsabile è il Ministro Enver Hoxhaj che ha invitato a combattere a sostegno dell'opposizione siriana", ha affermato Fehmi Musa.<br /><br /> Invece l'altro accusato, Besnik Latifi, ha riferito che nel lago di Badovci si era recato perché lo aveva chiamato Enis Latifi al telefono per portargli della benzina perché la sua macchina era rimasta senza carburante. Latifi ha riferito che nel lago era andato accompagnato da Milazim Haxhiaj per portare ad Enis la benzina e una volta arrivato è stato arrestato dalla Polizia.<br /><br /> La Corte ha confrontato Besnik Latifi con la versione fornita nella sessione preliminare dall'altro accusato, uno volta "suo amico" Milazim Haxhiaj, dal momento che i due racconti risultano contraddittori. <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /><br /> In questo processo giudiziario Milazim Haxhiaj, Besnik Latifi, Gazmend Haliti, Milazim Haxhiaj, Betim Brahimaj e Enis Latifi sono accusati di preparazione di atti terroristici o reati contro l'ordine costituzionale e la sicurezza, mentre Fehmi Musa per assistenza nella realizzazione dei reati. L'atto accusatorio incolpa gli accusati di essersi recati, il 10 luglio 2015 presso il lago di Badovci nei pressi di Pristina con l'obiettivo di registrare un video a contenuto propagandistico, in cui pianificavano di leggere il giuramento verso i dirigenti dell'organizzazione terrorista "Stato Islamico", conosciuto anche come ISIS, per la sua estensione. Nello specifico un giuramento verso il leader dell'organizzazione, Ebu Bekr Al – Baghdadi. Questo video, stando ai loro piani doveva essere pubblicato in rete al fine di spaventare i cittadini della Repubblica del Kosovo sulla presenza dell'ISIS nel Paese. Ma tale missione è fallita dopo che le guardie del lago hanno chiamato la Polizia.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Precedenti sessioni<br /><br /> Fehmi Musa l'accusato nel caso "Badovci" sta testimoniando anche in un altro processo legato al terrorismo. Musa è testimone nel processo in cui Musa Ademi è stato accusato di reclutamento terroristico. La sessione di questo processo si sta svolgendo presso la Corte Fondamentale di Ferizaj, con forti misure di sicurezza. Intanto nel processo verso Musa Ademi, è stato accusato di reclutamento e si è rifiutato di testimoniare, anche Nexhdet Berisha. Quest'ultimo ha dichiarato che "non c'è altra legge ad eccezione di Allah che lo può giudicare", anche se in Tribunale ha spiegato di essere testimone e non accusato. Berisha ha rifiutato, in modo categorico, la testimonianza, dicendo che piuttosto preferisce una pallottola sulla fronte. Lo stesso ha affermato di essere stato portato con violenza in Tribunale, mentre nulla può costringerlo a testimoniare. Dopo queste parole, a Nexhdet Berisha è stata assegnata la carcerazione preliminare di un mese e una multa di 200 euro. <a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> <a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> Milazim Haxhiaj<br /><br /> Uno degli accusati per atti terroristici nel caso Badovci, Milazim Haxhiaj, ha affermato che nel lago si stava pianificando di mangiare il suhoor (alb. syfyr) un pasto durante il periodo del Ramadam. Questi ha risposto alla domanda dell'avvocato Bajram Tmava, sul perché aveva mandato Betim Ibrahimaj presso il lago di Badovci nel mese di luglio dello scorso anno. Lo stesso ha spiegato che Ibrahimaj gli aveva chiesto di andare a mangiare in questo lago, pertanto avevano comprato cinque hamburger. Betim Ibrahimaj stava agli arresti domiciliari ed è uno degli accusati ma attualmente è in fuga. L'avvocato Tmava ha poi chiesto a Haxhiaj come spiega il fatto che in alcune foto realizzate vi sono delle armi. L'accusato ha riferito che le foto sono state realizzate negli anni 2005-2010 quando era giovane, mentre voleva imitare l'UCK. Haxhiaj ha assicurato che non è sostenitore dell'ISIS e si è pentito perché è stato trovato a Badovc in questo modo.<br /><br /> "Se avessi sostenuto l'ISIS e le altre organizzazioni terroristiche mi sarei trovato affianco ad esse", ha precisato Haxhiaj.<a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a><a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> La testimonianza della guardia <br /><br /> Nel corso della trasmissione "Giustizia in Kosovo", uno dei testimoni chiave nel caso conosciuto come "Badovci", la guardia del lago, ha fornito dettagli circa il modo in cui è stato scoperto il piano per relizzare un video propagandistico dell'ISIS presso le sponde del lago di Badovci. Milaim V. ha fornito dettagli su come, per caso, una dalle guardie del lago ha sospettato che qualcuno stava tentando di piazzare delle reti illegali per pescare nel lago, 15 chilometri a est di Pristina.<br /><br /> "Abbiamo pensato che erano dei pescatori e che avevano messo delle reti. Quando abbiamo fermato la macchina e l'abbiamo controllata abbiamo trovato maschere e uniformi militari", ha confessato il testimone per la "Giustizia in Kosovo".<br /><br /> Il testimone ha dichiarato che, poche settimane dopo aver avvertito la Polizia che, nei pressi di Badovci vi erano movimenti di persone sospette la famiglia di Milaim V. è stata visitata dai parenti di uno degli accusati. Come ha affermato Milaim, le persone che erano andate a trovarlo a casa gli avevano chiesto di non testimoniare in tribunale. Dopo le pressioni lo stesso ha informato la Polizia del Kosovo che ha avviato un'inchiesta. <br /><br /> Gli arresti effettuati a luglio del 2015, e il caso del lago di Badovci ha fatto molto scalpore a causa delle paura, essendo uno dei principali bacini che fornisce la capitale di acqua e poteva essere meta dell'attività terroristica. <a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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