Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - L'Albania ha ospitato, per la prima volta, l'Assemblea Parlamentare della NATO, il 27-30 maggio. Presso il Palazzo dei Congressi, i rappresentanti provenienti da 28 Paesi dell'Alleanza hanno partecipato ai colloqui riguardanti le principali sfide…
Tirana - L'Albania ha ospitato, per la prima volta, l'Assemblea Parlamentare della NATO, il 27-30 maggio. Presso il Palazzo dei Congressi, i rappresentanti provenienti da 28 Paesi dell'Alleanza hanno partecipato ai colloqui riguardanti le principali sfide poste dinanzi alla NATO. La Russia e la sua minaccia ai Paesi membri dell'Alleanza, è stato il tema del primo giorno dei lavori dell'Assemblea della NATO. All'apertura dei lavori di quest'assemblea, il suo Presidente, Michael Turner, ha posto la questione tra le principali priorità dell'Alleanza.<br /><br /> "La NATO, attualmente, deve fare i conti con un nuovo ambiente in cui la Russia vede l'Alleanza come avversario e vedremo come poter trattare questa minaccia, o anche le sue minacce nucleari", ha riferito Turner, la cui affermazione è giunta un giorno dopo che il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha definito come provocazione l'introduzione del sistema anti-missilistico in Romania. <br /><br /> Nel corso del vertice è emerso anche lo scontro tra l'Armenia e l'Azebajian, al centro del quale c'è la regione Nagorno-Karabaku, dove i due Paesi si scontrarono militarmente. Il terrorismo, la minaccia dell'ISIS e i rifugiati sono stati alcuni dei punti discussi durante il vertice. Per Bruno Tertrais, presidente della Fondazione per le Ricerche Strategiche i due temi non devono essere confusi tra loro.<br /><br /> "Il terrorismo naturalmente è la più evidente minaccia causata dall'ISIS. Alcuni Paesi in Europa vi aggiungono anche l'immigrazione, ma non dobbiamo dimenticare tre cose. Innanzitutto l'immigrazione non è stata causata dall'ISIS, ma da un conflitto il cui responsabile è il regime siriano. Secondo, l'immigrazione rappresenta più il fallimento, che il successo dell'ISIS. Lo Stato Islamico vuole infatti che tutti i mussulmani continuino a vivere e combattere nei territori del cosiddetto Califfato e a non fuggire via da tali territori. Terzo, l'immigrazione naturalmente può essere destabilizzante e vediamo i suoi diretti effetti in Austria, ma non porta né porterà al tempo di Hitler", ha detto Bruno Tertrais.<br /><br /> Mentre nel suo discorso, il Ministro degli Esteri dell'Albania, Ditmir Bushati, ha evidenziato le principali sfide della NATO e la crisi dei rifugiati. Lo stesso ha chiesto il rafforzamento della NATO e dell'UE in modo da fornire rapidamente una soluzione alla crisi che ha "stretto in una morsa" l'Europa.<br /><br /> "La NATO deve rafforzare ulteriormente la presenza e le capacità di difesa presso il confine orientale ed aumentare la presenza anche nel Mar Mediterraneo", ha affermato Bushati. <br /><br /> Per quanto riguarda il terrorismo, il Ministro albanese ha riferito che gli ultimi attacchi rivolti all'UE testimoniano che vi è una forte connessione tra la sicurezza nazionale e quella internazionale. In tal senso, Bushati ha parlato dell'apertura del Centro di Eccellenza contro il Radicalismo in Albania, perché come ha sottolineato i rischi non si combattono solo attraverso le vie militari. Bushati ha valuto come molto importante l'adesione del Montenegro nella NATO per evitare l'influenza russa nella Regione, sottolineando il sostegno per l'allargamento dell'Alleanza esprimendosi a favore dell'adesione anche della Fyrom-Macedonia e del Kosovo. <br /><br /> Successivamente il secondo giorno dei lavori, presso il Comitato della Difesa e Sicurezza, il Ministro della Difesa dell'Albania, Mimi Kodheli ha sottolineato la necessità di integrazione dei Balcani occidentali nell'UE, per salvarsi dalle influenze russe e dallo spirito del radicalismo. Kodheli ha fatto riferimento all'annessione illegale della Crimea e alle attività restringenti in Ucraina, ma anche alla retorica verso la NATO e persino alle minacce nucleari da parte della Russia. A suo dire non è un facile occuparsi di simili sfide, ma non c'è una via di mezzo come soluzione.<br /><br /> "Fallimento significa frammentazione dell'unità del continente europeo e, purtroppo, sono molti coloro che attendo che ciò accada. Non dobbiamo dimenticare le Regioni che possono essere colpite facilmente dagli sconvolgimenti internazionali, a causa dell'instabilità e delle loro debolezze. I Balcani occidentali sono relativamente lontani dalla Russia e dal Medio Oriente, ma influenzati principalmente dal denaro, dall'ideologia di Mosca e dal fondamentalismo. Questa Regione è il bivio che unisce l'Oriente con l'Occidente. In questo caso simili conflitti possono essere facilmente prevenuti attraverso dei processi d'integrazione, perché l'integrazione diffonde stabilità e sicurezza, e fornisce incentivi per i Paesi aspiranti a intraprendere riforme democratiche", ha affermato tra l'altro il Ministro Kodheli.<br /><br /> Kodheli ha reso noto che presto, l'Albania diventerà il terreno delle operazioni della coalizione Anti-ISIS e della gestione della crisi dei migranti. <br /><br /> Al centro dei colloqui nella Commissione della Difesa e della Sicurezza è stata posta la sicurezza globale, ma anche quella nei Balcani. Tra le questioni vi era l'attuazione delle raccomandazioni emerse dal Vertice in Galles e i preparativi per il Vertice di Varsavia, che avrà luogo tra sei settimane. Un'altra questione è stata quella dell'Ucraina, dove è stato affermato il grande sostegno che la NATO deve dare a questo Stato. Anche le capacità della NATO e la crescita del suo ruolo marittimo sono stati altri temi affrontati in tale circostanza. In ogni modo il tema principale è stata la lotta al terrorismo, specialmente verso l'ISIS.<br /><br /> Va detto che l'agenda ufficiale dei primi due giorni è stata dedicata alle riunioni delle cinque Commissioni dell'Assemblea: la Commissione per la Politica, la Difesa e la Sicurezza, la Scienza e la Tecnologia, la Dimensione Civile della Sicurezza e l'Economia della Sicurezza. Lunedì 30 maggio, l'Assemblea ha svolto una sessione plenaria, alla quale ha partecipato il Presidente dell'Assemblea Parlamentare della NATO, il Presidente del Parlamento, Ilir Meta, il Primo Ministro, Edi Rama, il Primo Ministro del Montenegro, Milo Djukanovic ecc. Al termine dei lavori è stata presentata anche la dichiarazione congiunta. <br /><br /> Ricordiamo che la sessione primaverile dell'Assemblea Parlamentare della NATO, organizzata sotto gli auspici del Parlamento dell'Albania, ha riunito circa 290 parlamentari provenienti dai 28 Paesi membri della NATO, dall'America del Nord e dall'Europa, come i delegati dei Paesi partner ed osservatori per discutere della sicurezza attuale internazionale. La sessione primaverile dell'Assemblea dell'Alleanza ha revisionato il modo in cui la NATO risponde alle sfide poste dinanzi gli alleati e da dove sorgono, la questione della Russia, il terrorismo, il continuo conflitto tra l'Iraq e la Siria, l'immigrazione, la divulgazione di missili e le armi di distruzione di massa. <br /> <br /> Importanti affermazioni nel corso dei lavori:<br /><br /> - "La transizione in Afghanistan è stata difficile, tuttavia l'impegno della comunità internazionale resta essenziale", ha affermato il relatore dalla Germania, Wolfgang Hellmich, sottolineato che la NATO continua la sua missione seguita dalle rispettive riforme nel settore della sicurezza (RSS) che stanno avvenendo nel Paese". Lo stesso ha affermato che resta ancora molto lavoro da fare per migliorare le capacità, il comando e il controllo di ANDSF (Forze Nazionali afgane della Difesa e della Sicurezza).<br /><br /> - Maria Martens, relatore dai Paesi Bassi, ha evidenziato che il più grande rischio dallo Stato Islamico arriva dall'utilizzo di armi chimiche biologiche e nucleari. Presentando la bozza sulla sicurezza dal terrorismo e le sfide del futuro, la stessa ha proposto una sicurezza più alta sulle armi nucleari biologiche ed ha sottolineato che la tecnologia gioca un importante ruolo per lo Stato Islamico. <br /><br /> - Joseph Day, relatore del Canada presso l'Assemblea Parlamentare della NATO a Tirana, ha riferito che affianco alla lotta al terrorismo e alle questioni degli immigranti, serve maggiore impegno nella lotta al crimine cibernetico. Questo perché il mondo digitale si sta trasformando sempre di più.<br /><br /> "Molti combattenti esteri dell'ISIS vengono reclutati e comunicano attraverso internet", ha affermato Day, mentre ha sostenuto l'idea di aumentare la comunicazione con la Russia. <br /><br /> - Rasa Jukneviciene, relatore generale dalla Lituania ha asserito che il dialogo NATO-Russia sarà positivo se ci sarà la prontezza e fiducia dalla parte russa. La stessa ha evidenziato il ruolo costruttivo che la Russia ha svolto nel raggiungimento dell'accordo con l'Iran, ma dall'altra parte il suo ruolo non è stato costruttivo nella guerra in Siria. Jukneviciene ha valutato che la Russia ha violato le norme internazionali e ha avuto un comportamento provocatorio verso la NATO ed i suoi membri. Per questo, l'Alleanza ha bisogno di una difesa onnicomprensiva e strategica, in modo da essere in grado di gestire il comportamento della Russia.<br /><br /> - Oeyvind Halleraker relatore provvisorio della Norvegia, ha presentato durante i lavori dell'Assemblea Parlamentare la bozza report sulla "Sicurezza del Golfo" sotto il comitato per relazioni transatlantiche. A suo dire, la guerra in Siria sta al sesto anno ed Assad, è responsabile del terribile versamento di sangue verificatosi. Solo una soluzione politica può mettere davvero fine al conflitto in Siria. Halleraker ha notato che in questa fase, i paesi del Golfo Persico con le loro ricchezze sovrane possono avere un importante ruolo nella ricostruzione della Siria, una volta concluso il conflitto e la NATO può lavorare con i partner del Golfo per combattere le organizzazioni terroristiche.<br /><br /> - Paolo Alli, relatore dell'Italia ha presentato il report sulla Cina, evidenziando che il Paese attualmente sta facendo i conti con la riduzione del PIL, mentre sta cercando di lanciare dei passi sofisticati verso l'Africa. L'interesse della Cina, come ha affermato, è quello di avere un segmento stradale, progetto che attraversa Shianin, Rotterdam, Venezia, l'Asia Centrale, la Turchia e Mosca. Un altro componente è il progetto marittimo conosciuto come "Via marittima della Seta", che passa in Kenya e attraversa il porto della Cina meridionale e diversi importanti porti in Africa. <br /><br /> - "Per ricostruire la Siria dopo la fine della guerra e consentire il rimpatrio dei siriani, gli Stati Uniti, l'UE, la Russia e l'Iraq devono sedere insieme e discutere". Questo è quanto ha affermato Ossur Skarphedinsson, relatore dell'Islanda per l'economia e la sicurezza della crisi dell'immigrazione. Stando alle sue parole, la crisi dei migranti è legata all'insicurezza a causa degli attacchi terroristici. Skarphedinsson ha evidenziato anche la mancanza di cooperazione tra i servizi di Intelligence in Europa, come si è verificato in occasione degli attacchi a Parigi e Bruxelles.<br /><br /> - In qualità di osservatore dei lavori di quest'assemblea ha partecipato il vice Presidente del Parlamento del Kosovo, Xhavit Haliti. Lo stesso ha annunciato il seminario che verrà organizzato a Pristina dall'Assemblea Parlamentare della NATO in cooperazione con il Parlamento del Kosovo, il 21-25 ottobre di quest'anno.<br /><br /> - Jean Christophe Dumont, Presidente dell'Immigrazione Internazionale, OECD ha parlato della dimensione della crisi immigratoria, che secondo lui costituisce il più gran numero di rifugiati dal termine della Seconda Guerra Mondiale. Questi ha evidenziato che esiste un errata percezione che la crisi dei rifugiati è connessa ai siriani. In realtà, secondo lui, i siriani costituiscono solo il 29% dei richiedenti asilo, il 55% infatti sono afgani e iracheni mentre è stato riscontrato un calo dei richiedenti asilo siriani durante quest'anno.<br /><br /> Per quanto riguarda le raccomandazioni dell'OECD, questi ha detto che il momento della crisi va visto come un investimento a lungo termine, per il mercato del lavoro. <br /> <br /> <br />
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