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Tirana - Qualche settimana dopo che la Corte dei Crimini Gravi ha condannato a 126 anni di carcere i 9 imam autoproclamati accusati di aver reclutato combattenti per l'ISIS in Albania, tre di questi sono stati intervistati da media albanesi. Presso il…
Tirana - Qualche settimana dopo che la Corte dei Crimini Gravi ha condannato a 126 anni di carcere i 9 imam autoproclamati accusati di aver reclutato combattenti per l'ISIS in Albania, tre di questi sono stati intervistati da media albanesi. Presso il carcere 302 di Tirana dove sta scontando la pena il gruppo islamico, considerato come terrorista dalla Procura dei Gravi Crimini e condannato dal Tribunale, si è recato il giornalista Ylli Rakipi, intervistando tre di loro, Bujar Hysa, Fadil Muslimani e Orion Reçi. Nella trasmissione "Gli in-esposti" di Ylli Rakipi dal titolo "Noi, i condannati della fede", gli tre intervistati hanno definito il loro processo montato. L'imam autoproclamato Bujar Hysa ha affermato di esser stato condannato a causa della fede. Secondo lui, le condanne degli "imam" sono state fatte dagli Stati Uniti solo perché sostenevano l'ISIS.<br /><br /> "Sostengo l'ISIS. Gli attacchi a Bruxelles e Parigi sono stati una contro-risposta e sono favorevole. Da 6 mesi la Francia sta bombardando Raqqa. Ora se mi uccidi, cosa puoi aspettarti da me, che ti ringrazi? Il Primo Ministro della Francia ha affermato lasciateci vivere. Ma certo vivete pure come volete, ma non ammazzandoci. La Francia bombardava senza sosta. Cosa dobbiamo dire ad una persona a cui hanno ucciso un figlio?", ha chiesto Hysa. <br /><br /> Lo stesso ha definito i giudici e i pubblici ministeri in Albania dei criminali e grandi ladri. Hysa ha ammesso di aver predicato la Jihad nella moschea di Mezezi a Tirana dopo i terribili crimini in Siria di Bashar Al Assad contro i civili. In tal senso ha incentivato la gente ad andare ad aiutare i mussulmani, cosa che è avvenuta da parte loro spontaneamente. Nel corso dell'intervista rilasciata, Hysa ha parlato del periodo in cui frequentava la moschea sulla strada di Kavaja nella capitale, dato che vicino aveva un'agenzia viaggi che organizzava il pellegrinaggio a La Mecca, la "Vëllazërimi" shpk. Lo stesso ha sottolineato che non deve niente allo Stato albanese in quanto ha sempre pagato le tasse.<br /><br /> "Prima di venire a Mezez, ha abitato presso l'Istituto Agricolo. Qui ci siamo riuniti, alcuni fedeli ed abbiamo acquistato il terreno da proprietari legittimi. Abbiamo acquistato i beni, il terreno per la moschea e un investitore del Kuwait ha costruito la moschea. Nel 2004 ha avuto inizio la realizzazione della moschea. Stando alle conclusioni della Procura si dice che, hanno costruito la moschea in una zona non popolata, ma in quel periodo, il luogo non era popolato. Ci sono stati anche dei fedeli che hanno traslocato da altri Paesi e si sono stabiliti li. La moschea è stata costruita nel 2004 da fedeli che erano sotto la giurisdizione dell'associazione "Rinascita dell'Eredità Islamica", che era registrata formalmente. Quest'associazione insieme ai fedeli della moschea mi hanno nominato imam", ha affermato Hysa.<br /><br /> Alla domanda riguardante il motivo per il quale non è entrato a far parte della Comunità Mussulmana Albanese (KMSH), Bujar Hysa ha risposto che violano lo statuto dell'associazione e le elezioni che si fanno all'interno di KMSH sono peggio delle elezioni politiche, in quanto sono rubate, e si catapulta a capo dell'associazione una persona mai vista prima.<br /><br /> "Anche questo è il capo, in base allo statuto bisogna essere membro per 10 anni. Chi conosce Skender Bruçaj", ha detto Hysa parlando dell'attuale capo della Comunità Mussulmana Albanese, il quale come dice ha finito gli studi negli Stati Uniti. <br /><br /> Alla domanda del giornalista Rakipi se farà ricorso alla sentenza della Corte dei Crimini Gravi, che lo ha condannato a 18 anni di carcere, Hysa ha risposto con un'altra domanda "di quale crimine devo fare ricorso". Invece Fadil Muslimani, condannato a 12 anni di reclusione ha affermato di aver lavorato dopo la caduta del regime, nel 1991, in alcune associazioni arabe per 20.000 lek al mese, ed era difficile mantenere la famiglia. Muslimani ha asserito di aver conosciuto l'altro condannato durante questo processo, Genci Balla nel 2011, dopo che quest'ultimo è tornato dall'Arabia Saudita nel 2008. La conoscenza è avvenuta nella Moschea del Nuovo Anello nella capitale, dove Muslimani lavorava come cuoco. Lo stesso ha negato di aver inviato alla jihad ovvero invitato i cittadini albanesi ad andare a combattere in Siria. Tuttavia ha ammesso che sostiene lo Stato delI'ISIS. L'uomo ha parlato anche della sfilata con i quattro principali leader delle Religioni in Albania, di Edi Rama a Parigi, dopo gli attacchi terroristici, dicendo che non è d`accordo con lo show di Rama. Invece Orion Reçi, condannato a 13 anni di carcere ha definito le accuse della Procura non vere. Lo stesso ha negato di aver portato della gente in Siria e che l'emigrazione gli ha spezzato i suoi sogni. Il giovane Reci ha sottolineato che non sostiene l'ISIS e che nel corso del processo ha preso le distanza dalle altre persone arrestate. A differenza di altri accusati, Orion Reci è stato rappresentato da un avvocato.<br /><br /> "Ho preso un avvocato, dato che questo lo permette anche la Sharia", ha sottolineato lo stesso aggiungendo che farà ricorso. <br /><br /> Muslimani, Reci e Hysa hanno definito il ruolo della donna secondario nella società e non hanno sostenuto il sistema giuridico dell'Occidente.<a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a><br /> <br /> <br />
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