Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - Il direttore dell'EPCG (Elektroprivreda Crne Gore), Flavio Bianco, è stato arrestato e interrogato venerdì, 15 aprile, presso il Pubblico Ministero, <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> dopo di che è rimasto in…
Podgorica - Il direttore dell'EPCG (Elektroprivreda Crne Gore), Flavio Bianco, è stato arrestato e interrogato venerdì, 15 aprile, presso il Pubblico Ministero, <a href="#footnote-1" id="footnote-marker-1-1" rel="footnote"></a> dopo di che è rimasto in custodia cautelare per 72 ore.<a href="#footnote-2" id="footnote-marker-2-1" rel="footnote"></a>Domenica 17 aprile, è stata stabilita nei suoi confronti la detenzione di 30 giorni.<a href="#footnote-3" id="footnote-marker-3-1" rel="footnote"></a> Bianco è stato arrestato a causa del sospetto di aver stipulato contratti di consulenza svantaggiosi, sulla base dei quali le aziende italiane A2A, A2A Reti Elettriche e Bain Milano, hanno riscosso, a nome della provvigione, diversi milioni di euro dall'EPCG. L'EPCG ha affidato i servizi di consulenza, del valore di 15.000.000 di euro, alle società italiane senza pubblicare la gara d'appalto.<a href="#footnote-4" id="footnote-marker-4-1" rel="footnote"></a> Bianco ha presentato le sue dimissioni lunedì 11 aprile. <a href="#footnote-5" id="footnote-marker-5-1" rel="footnote"></a>L'azienda A2A ha comunicato che la ragione per le dimissioni di Bianco è un nuovo accordo di lavoro presso l'azienda di Milano. <a href="#footnote-6" id="footnote-marker-6-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> L'A2A sull'arresto di Bianco<br /> <br /> L'arresto di Bianco ha suscitato la reazione dell'A2A, la quale si è detta sorpresa dell'arresto dell'ex direttore finanziario dell'EPCG, ed ha offerto la piena collaborazione alle autorità giudiziarie del Montenegro.<a href="#footnote-7" id="footnote-marker-7-1" rel="footnote"></a> L'avvocato di Bianco, Milos Komnenic, non ha voluto commentare l'arresto del suo cliente, così come neanche la società montenegrina EPCG. Quest'ultima da tempo si sta giustificando dicendo di aver il permesso di affidare agli italiani il lavoro dei servizi di consulenza, senza un bando pubblico.<a href="#footnote-8" id="footnote-marker-8-1" rel="footnote"></a> <br /> <br /> Gli altri sospettati<br /> <br /> L'Ufficio del Pubblico Ministero Speciale ha avviato un'inchiesta sui contratti di consulenza tra l'EPCG e la A2A, e contro Flavio Bianco e gli altri due funzionari italiani, cioè l'ex direttore esecutivo della società montenegrina EPCG, Enrico Malerba, e l'ex direttore finanziario dell'EPCG, Massimo Sala. Questi ultimi, secondo le informazioni non ufficiali del quotidiano montenegrino Vikend novine, hanno lasciato il Montenegro.<a href="#footnote-9" id="footnote-marker-9-1" rel="footnote"></a> Essi hanno iniziato a lavorare presso l'EPCG ai primi di marzo del 2010, in conformità con il contratto di gestione, firmato tra il Governo del Montenegro e la società italiana A2A, sulla ricapitalizzazione e la privatizzazione parziale dell'EPCG.<a href="#footnote-10" id="footnote-marker-10-1" rel="footnote">[10]</a><br /> <br /> Il quotidiano montenegrino Vijesti ha pubblicato, martedì 19 aprile, che la Procura Speciale della Repubblica sospetta anche sei attuali ed ex funzionari della Elektroprivreda Crne Gore (EPCG) abbiano abusato della posizione ufficiale, danneggiando in tale modo l'azienda per alcuni milioni di euro. Si tratta di tre italiani e tre montenegrini dalla gestione dell'EPCG. Secondo le informazioni non ufficiali, Vijesti ha pubblicato che l'indagine è stata avviata contro il coordinatore del principale direttore finanziario Slobodan Tanasijevic (marito del deputato del DPS Branka Tanasijevic ), il capo della Direzione per le finanze e il pagamento, Venko Janjusevic, e il capo della Direzione di contabilità e tasse, Vojko Calasan. Questi sono stati interrogati il 15 aprile, alcune ore dopo l'arresto di Bianco. <a href="#footnote-11" id="footnote-marker-11-1" rel="footnote">[11]</a> <br /> <br /> Ricordiamo che il Comitato dell'Assemblea dell'anti-corruzione, dopo l'udienza dei partecipanti chiave nell'ottobre del 2014, ha presentato al Supremo Pubblico Ministero il materiale completo relativo ai contratti di consulenza dell'Elektroprivreda. L'udienza di controllo, avviata dal deputato Mladen Bojanic, ha visto la partecipazione del Ministro dell'Economia, Vladimir Kavaric, del direttore dell'Amministrazione per appalti pubblici, Mersad Mujevic, e del portavoce del Ministero delle Finanze, Marija Radenovic.<a href="#footnote-12" id="footnote-marker-12-1" rel="footnote">[12]</a><br /> <br /> Tuttavia, anche la revisione interna dell'EPCG, eseguita alla fine del mese di maggio 2014, ha determinato una serie di irregolarità nella gestione, guidata dall'ex direttore esecutivo Enrico Malerba. E' stato stabilito che l'acquisto e pagamento dei servizi di consulenza sono stati effettuati sulla base di un accordo, firmato da Malerba. Ciò riguardava in particolare i servizi di consulenza dell'azienda italiana BAIN Milano, l'A2A e le persone giuridiche correlate. Presumibilmente, gli italiani, senza conti certificati, hanno portato via o hanno tentato di portare via il denaro dall'EPCG. L'EPCG ha affermato di aver pagato, sulla base di tali fatture, circa 7.5 milioni di euro. La revisione effettuata all'interno dell'EPCG ha inoltre rivelato che l'acquisto dei servizi dalla società BEIN Milano è stato effettuato senza la gara d'appalto. Secondo i revisori, ciò è stato possibile, in base al contratto sulla ricapitalizzazione dell'EPCG del 3 settembre 2009, firmato dal Governo montenegrino e l'A2A. E' stato inoltre rivelato che mancava l'approvazione del Comitato dei direttori dell'EPCG per l'uso di tali servizi, nonché le dichiarazioni certificate, le quali confermavano che i servizi sono stati effettuati.<a href="#footnote-13" id="footnote-marker-13-1" rel="footnote">[13]</a>Ricordiamo che l'A2A ha una quota di proprietà del 41.7% dell'EPCG, mentre il Governo montenegrino è il proprietario del 55%.<a href="#footnote-14" id="footnote-marker-14-1" rel="footnote">[14]</a> <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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