Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - La Corte per i Crimini Gravi ha tenuto l'udienza di turno sugli "jihadisti", che sono accusati di aver reclutato cittadini albanesi per mandarli in guerra in Siria e in Iraq, ma nuovamente non c'è stata una sentenza, perché era assente uno degli…
Tirana - La Corte per i Crimini Gravi ha tenuto l'udienza di turno sugli "jihadisti", che sono accusati di aver reclutato cittadini albanesi per mandarli in guerra in Siria e in Iraq, ma nuovamente non c'è stata una sentenza, perché era assente uno degli imputati, Orion Reçi per motivi di salute. La sessione è stata realizzata senza forti misure di sicurezza e la Polizia, la FNSH, le forze dell'ordine e il reparto "Shqiponja" hanno blindato l'edificio. Intanto, nella mattina è stato monitorato l'ambiente interno ed esterno con un cane anti-esplosivo. Queste misure sono state rafforzate dopo che, alcuni giorni fa, il pubblico ministero del caso, Elisabeta Imeri ha chiesto 152 anni di carcere in totale per gli imputati che sono accusati di terrorismo. Tali misure sono state disposte anche a seguito dell'avvertimento dell'Ambasciata americana, la quale una settimana fa ha chiesto ai suoi cittadini di evitare la strada "Jordan Misja", dove la Corte dei Crimini Gravi pronuncerà la sentenza per i 9 ex imam autoproclamati, cittadini accusati per reclutamento di jihadisti. Intanto all'interno dell'aula, il primo che ha chiesto la parola per difendersi è stato l'accusato Gerti Pashja. A suo dire questo processo è una guerra aperta alla religione dell'Islam per cui non ha accettato di essere rappresentato da un avvocato. Lo stesso ha affermato che sono state fatte delle pressioni volte a far accettare la Comunità Mussulmana Albanese (KMSH) come istituzione.<br /><br /> "Mi hanno fatto pressioni affinché riconoscessi la KMSH come istituzione. Questa è una guerra aperta alla religione islamica. Non voglio essere rappresentato dall'avvocato che mi avete assegnato. Rama non si deve vantare che sta combattendo il terrorismo. Di quale terrorismo parla Rama (il Premier), le bombe che si mettono a Tirana o dei killer a pagamento? Ci condannate per compiacere l'America, che non da visti ai giudici albanesi. L'America non deve intervenire nel nostro caso", ha detto Pashja facendo presente che il vero terrorismo nella capitale è realizzato con bombe e gli omicidi che avvengono ogni giorno.<br /><br /> Nella sua difesa davanti alla Corte, l'ex imam Pashja ha chiesto dalla Procura di mostrargli perché lo definiscono una persone pericolosa, pur non essendo immischiato in nessun reato criminale.<br /><br /> "La Procura mi accusa come persona pericolosa. Io non sono una persona pericolosa? C'entro con il 21 gennaio? Gerdec, ho rubato la Banca Centrale, ho messo delle bombe telecomandate? La Procura vuole fare carriera", ha detto Pashja davanti alla Corte.<br /><br /> Pashaj si è rivolto alla Corte chiedendo informazioni sul perché l'Ambasciata americana si interessa del loro processo, un processo che secondo lui, si fa con prove fabbricate e prove che non sono state esaminate in aula. Lo stesso ha dunque accusato il Governo ed il Premier Rama, di star manipolando il caso per compiacere gli Stati Uniti. Questi ultimi, rappresentanti dell'ambasciata americana erano presenti alla sessione giudiziaria e stanno seguono da vicino il processo. <br /><br /> "Il nostro caso è stato pregiudicato dopo l'intervento dell'Ambasciata americana. L'Ambasciata ha fatto una dichiarazione sul nostro processo. Perché dovrebbe interferire l'Ambasciata nei tribunali albanesi? Questo è un caso manipolato dal Primo Ministro, che utilizza il nostro processo per vantarsi che sta combattendo il terrorismo", ha sottolineato Pashja.<br /><br /> La Corte ha respinto la richiesta di Pashaj definendola non procedurale, che consisteva nella riapertura del processo, perché secondo lui non erano state ricevute le prove. L'ex imam ha chiesto che venisse interrogato in qualità di testimone, Artur Balla.<br /><br /> L'altro accusato per reclutamenti, Zeqir Imeri, ha chiesto al corpo giudiziario di fare uscire fuori dall'aula gli avvocati difensori, perché non hanno bisogno di loro, in quanto non riconoscono le leggi dello Stato albanese, e perché riconoscono solo le leggi di Allah. Invece Fadil Muslimani ha affermato che "La Procura ci ha manipolato ed ingannato. Io sono innocente". Anche l'altro ex imam, Bujar Hysa ha detto che loro usciranno vincitori. <br /><br /> Martedì prossimo, 26 aprile, proseguirà la difesa degli ex imam e in seguito verrà stabilita la data per l'udienza in cui il corpo giudiziale, proclamerà la sentenza per la loro condanna. <br /> <br /> <br /> <br /> <br />
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