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Skopje - Anche questo lunedì i cittadini hanno protestato davanti alle istituzioni chiedendo al Presidente Ivanov di ritirare la decisione rispetto all'amnistia concessa ai politici sotto inchiesta. Questa nuova manifestazione di protesta promossa…
Skopje - Anche questo lunedì i cittadini hanno protestato davanti alle istituzioni chiedendo al Presidente Ivanov di ritirare la decisione rispetto all'amnistia concessa ai politici sotto inchiesta. Questa nuova manifestazione di protesta promossa dall'organizzazione cittadina "Protestoj", come le altre, del resto, ha avuto inizio alle 18.00 dove davanti al Parlamento si sono radunati cittadini provenienti da diverse città come Bitola, Strumica, Veles, alle quali, questo lunedì, si sono aggiunte anche Kumanova e Stip. Il corteo dei manifestanti è partito dalla piazza antistante al Parlamento e ha proseguito, rallentando davanti a diversi edifici istituzionali, per fermarsi poi davanti all'edificio della Presidenza del Consiglio. Per diverse ore, migliaia cittadini in protesta, hanno sostato davanti alla sede del Governo, per poi disperdersi senza incidenti ne scontri con le forze di polizia. Come nelle precedenti proteste, i manifestanti hanno gridato slogan come "Non c`è pace non c`è giustizia", "Giù il Governo" e altri. Gli unici incidenti si sono verificati davanti al Ministero della Cultura, dove per alcuni minuti i manifestanti hanno tirato pietre e colori verso l`edificio, per esprimere la loro rivolta contro il Ministro Elizabeta Kanceska Milevska. Stesso trattamento ha subito anche la Porta di Trionfo dove i manifestanti, non potendo entrare in Parlamento, hanno iniziato a deturpare il monumento con bombole di vernice. Durante tutte queste manifestazioni di protesta, le forze speciali della polizia hanno protetto le istituzioni e le strade ma senza entrare in conflitto con i cittadini. Alla protesta si è unito anche il partito l'Unita del generale Gezim Ostreni, nelle persone, mimetizzate in mezzo alla folla, del vice leader del partito Zylfi Adili e del segretario generale Muhamed Ismaili oltre da altri simpatizzanti. L`Unità, partecipando a queste manifestazioni, è diventato il primo partito albanese che sta sostenendo pubblicamente, il partito di Zoran Zaev. Durante la protesta, sventolava davanti alla sede governativa, la bandiera albanese insieme a quella macedone con la scritta "Insieme siamo più forti". Le agenzie stampa albanesi hanno espresso delle riserve sulla reale presenza di albanesi o, si sono chiesti, se invece si tratti della solita strumentalizzazione della stessa, come già accaduto in passato. I manifestanti, sventolavano anche, in segno di solidarietà, la foto del PM della Procura Speciale Pubblica, Fatime Fetai che nelle conferenze stampa tenute per spiegare le indagini in corso per lo scandalo intercettazioni, è stata quella che più energicamente ha portato avanti l'inchiesta nonostante sia di etnia albanese. Questo ha portato i media a concludere che, se qualcosa di buono si può ricavare da questo triste capitolo di storia della Macedonia, è che quando esiste un motivo grave per protestare, la popolazione supera le barriere etniche. Questo lunedì si sono organizzate proteste anche in molte altre città della Macedonia come Kumanova, Bitola, Stip e Veles, alle quali, per la prima volta, hanno partecipato anche un gran numero di albanesi. In queste città, come a Skopje i manifestanti hanno protestato anche per la decisione del governo di organizzare le elezioni senza prima aver creato le giuste condizioni come: la pulizia delle liste elettorale e la riforma rispetto alla libertà di espressione dei media. Inoltre chiedono che i politici sotto inchiesta, rispondano davanti alla legge dei loro crimini e che non vengano amnistiati dal Presidente, poiché, secondo loro, senza "Giustizia non ci può essere lo Stato". <br /> <br /> <br />
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