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Zagabria - Il Presidente del Parlamento croato, Zeljko Reiner e il Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Croazia, Miro Kovac hanno dichiarato, sabato 16 aprile a Spalato, che i membri dell'iniziativa adriatico-ionica dovrebbero rafforzare la…
Zagabria - Il Presidente del Parlamento croato, Zeljko Reiner e il Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Croazia, Miro Kovac hanno dichiarato, sabato 16 aprile a Spalato, che i membri dell'iniziativa adriatico-ionica dovrebbero rafforzare la cooperazione circa la soluzione della crisi degli immigrati e impedire l'apertura di nuove possibili rotte attraverso l'Albania, la Bosnia-Erzegovina (BiH) e il Montenegro poiché, questi paesi potrebbero presto essere invasi dai profughi a seguito della chiusura della rotta balcanica. Il Ministro croato ha comunicato che i flussi migratori cambiano di ora in ora e questo dimostra che se si vuole trovare delle soluzioni al problema, bisogna essere flessibili e adattarsi a nuove iniziative. Il capo della diplomazia croata ritiene che l'emergenza profughi, non sia solo una questione umanitaria, ma anche e soprattutto, un problema di sicurezza, aggiungendo che bisognerebbe rafforzare i confini dell'UE per poter mantenere in piedi, in futuro, il trattato di Schengen. A tal proposito, Kovac, ha confermato che la Croazia sostiene l'accordo tra i Paesi membri dell'UE, relativo alle quote di divisione dei profughi e ha comunicato che la Croazia è pronta ad accogliere 486 immigrati provenienti dalla Turchia. Il Ministro degli Affari Esteri ed Europei della Croazia ha dichiarato che promuovendo l'iniziativa adriatico-ionica sarà possibile non solo aiutare le istituzioni statali della BiH ma anche supportare i croati che vivono in Bosnia- Erzegovina e rafforzare il loro status rispetto ai cittadini bosniaci e serbi. Kovac, ha concluso il suo intervento a Spalato dicendo che, dal momento che nell'iniziativa adriatico-ionica sono inclusi anche i paesi dell'UE e che esistono le procedure di attuazione di tale iniziativa, queste potrebbero essere sfruttate dalla BiH per rafforzare le sue riforme statali. <br /> <br /> <br />
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