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Sarajevo - Il quotidiano Nezavisne novine, in data 4 aprile, ha diffuso la notizia che se la Bosnia-Erzegovina non riceverà i finanziamenti concordati con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non sarà tanto per i problemi nel settore bancario della…
Sarajevo - Il quotidiano Nezavisne novine, in data 4 aprile, ha diffuso la notizia che se la Bosnia-Erzegovina non riceverà i finanziamenti concordati con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non sarà tanto per i problemi nel settore bancario della Republika Srpska (RS) ma piuttosto per la decisione dell'UE di sospendere qualsiasi tipo si sovvenzione finché non verranno realizzate le riforme strutturali come da agenda concordata. Stando a quanto comunicato da fonti vicine alle istituzione dell'UE, Bruxelles non è affatto soddisfatta dell'attuale operato dei politici bosniaci i quali, invece di concentrarsi sulle modalità di attivazione delle nuove riforme, si perdono in dettagli e discussioni poco produttive. Da quando il nuovo prestito è in bilico, ovvero un paio di mesi, gli esperti bosniaci si sono adoperati nel cercare un'altra via di finanziamento che non riducesse la Bosnia Erzegovina a stato debitore del FMI. A tal proposito, alcune delle vie indicate per fare cassa sono state incentivare la lotta all'evasione fiscale e monitorare i pagamenti delle varie concessioni. Il professore di Mostar, Vjekoslav Domljan ha dichiarato che non è tanto importante se il FMI finanzierà o meno la BiH, quanto il fatto che il Paese deve attivare nuove politiche volte a ridurre le spese e incentivare gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo del Paese. Il professore Muris Cicic della Facoltà di Economia a Sarajevo, Muris Cicic ha evidenziato che la mancata erogazione dei fondi promessi potrebbe portare ad un eccessivo indebitamento interno e che per evitare questo, lo Stato dovrebbe lavorare alla riforma del sistema pensionistico, privatizzare le grandi società pubbliche che attualmente sono sotto il controllo dei politici. Predrag Dudukovic, membro dell'Associazione degli economisti della RS, dichiarando che non è percorribile la strada della richiesta di prestiti bancari, ha ipotizzato che, indipendentemente dal sostegno economico del FMI, nel Paese si creeranno comunque delle tensioni.<br /> <br /> <br />
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