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Podgorica - La risoluzione del Parlamento europeo sul progresso del Montenegro che sta esortando l'opposizione a prendere in considerazione l'ingresso nel Governo di Milo Djukanovic, è stata diversamente vissuta dai partiti politici nazionali, riporta il…
Podgorica - La risoluzione del Parlamento europeo sul progresso del Montenegro che sta esortando l'opposizione a prendere in considerazione l'ingresso nel Governo di Milo Djukanovic, è stata diversamente vissuta dai partiti politici nazionali, riporta il portale montenegrino CdM, sabato 12 marzo. Secondo il DPS, la presente risoluzione significa il sostegno assoluto all'offerta del Governo che l'opposizione entri nel potere esecutivo e che supervisioni il processo elettorale e l'uso delle risorse, mentre la maggior parte dei partiti dell'opposizione ha evitato di rispondere concretamente. Il deputato del DPS, Miodrag Vukovic, ritiene che l'opposizione non possa essere unica, aggiungendo che quella parte dell'opposizione, la quale è vicina alle procedure democratiche, accetterà l'ingresso nel Governo. Il leader del Movimento per i cambiamenti, Nebojsa Medojevic ha considerato che l'Unione Europea rischia di screditare con tali atteggiamenti la propria posizione e dimostrrare che l'amministrazione di Bruxelles, quando si tratta della politica dell'allargamento, è allo sbando. Secondo Medojevic, l'Unione europea sostiene quello che chiede l'opposizione nella Fyrom-Macedonia, mentre non appoggia quello che chiede l'opposizione in Montenegro, ma la invita ad entrare nel Governo. Medojevic ha detto che la Risoluzione del Parlamento europeo è molto pericolosa e influenza direttamente la destabilizzazione della situazione in Montenegro. A differenza di Medojevic, il direttore politico del Montenegro Positivo, Aleksandar Raznatovic, ha valutato che la Risoluzione del Parlamento europeo mostra come stanno le cose in Montenegro e che il Parlamento europeo ha sottolineato il ruolo costruttivo del Montenegro Positivo, cioè il Piano per il superamento della crisi politica. L'altra parte dell'opposizione, la quale ha partecipato ai negoziati, è rimasta incompleta. Dopo la riunione con il funzionario europeo Dirk Lange, uscendo dal palazzo della Delegazione della Commissione europea a Podgorica, Miodrag Lekic e Zarko Rakcevic, hanno inviato un ultimatum a Milo Djukanovic, chiedendogli di rispondere per iscritto entro il 18 marzo se accetta le condizioni impostate dall'opposizione. In caso contrario, Demos e URA hanno annunciato le mosse più radicali, però non hanno precisato cosa realmente intendono fare dopo l'atteggiamento del Parlamento europeo. Commentando l'invito del Parlamento europeo rivolto all'opposizione, di prendere in considerazione l'ingresso nel Governo, il funzionario di Demos, Dragisa Janjusevic, ha sottolineato che Bruxelles ha detto che il DPS deve solo accettare sette questioni controverse. Il Partito Socialdemocratico di Ranko Krivokapic, il quale durante il dialogo parlamentare ha partecipato ad un chiaro coordinamento con Demos e URA, ha interpretato in un modo diverso l'atteggiamento del Parlamento europeo. Il portavoce dell'SDP, Mirko Stanic, ha considerato che il Parlamento europeo, adottando la Risoluzione, ha evidenziato la necessità di attuare le elezioni democratiche ed eque a livello locale e statale. Stanic non ha commentato direttamente la parte relativa all'invito ad entrare nel Governo, ma ha sottolineato la necessità di creare le condizioni per le elezioni eque e democratiche. Il deputato dell'SNP, Danko Sarancic, ha detto che questo partito sinceramente è dedicato alla creazione delle condizioni per le elezioni eque e libere, ma non vuole entrare nel Governo di Milo Djukanovic. Sarancic ha detto che l'SNP continua ad insistere sul Governo di transizione. L'Unione Democratica del Montenegro (Cdu) ha comunicato che l'atteggiamento, che il dialogo non ha alternativa, è rafforzato dal messaggio dei Parlamentari europei, secondo i quali i rappresentanti dell'opposizione dovrebbero entrare nel Governo. <br /> <br /> <br />
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