Scardinata la credibilità di Djukanovic
Bruxelles - Con una risoluzione che fa riferimento al rapporto progressi della Commissione europea del 2015, il Parlamento europeo condanna il governo Đukanović per le profonde lacune delle riforme rivolte al rafforzamento dello stato di diritto e del buon governo e nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. "La corruzione rimane un problema grave, soprattutto nel processo di privatizzazione - precisa la risoluzione - si ribadisce la necessità di eliminare la corruzione a tutti i livelli, dal momento che mina i principi democratici e pregiudica lo sviluppo sociale ed economico".
La risoluzione, inoltre, manifesta la grave preoccupazione del Parlamento per "il ritardo nella risoluzione della procedura di fallimento KAP, in quanto costituisce una violazione degli obblighi derivanti dall'Accordo di Stabilizzazione e associazione". Invita inoltre il governo del Montenegro a "raggiungere una soluzione duratura e negoziata per la procedura di fallimento KAP, nel rispetto delle norme sugli aiuti di Stato, dell'ASA e dello stato di diritto".<br />
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La Central Aluminum Company (CEAC), uno dei principali azionisti con sede a Cipro e uno dei più grandi creditori della montenegrina Kombinat Aluminijuma Podgorica (KAP), ha accolto oggi con favore la decisa risoluzione del Parlamento europeo, osservando che - sebbene questa non sia la prima volta che l'alto organo fa un simile richiamo - il tono è stato notevolmente alzato. La risoluzione, infatti, insiste affinché le autorità montenegrine garantiscano l'uso appropriato dei fondi pubblici e il rispetto della legge in merito e, soprattutto, favoriscano l'apertura di "una revisione completa e indipendente delle finanze di KAP, dalla sua acquisizione da parte CEAC nel 2005 fino ai giorni nostri".<br />
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In merito, Andrey Petrushinin, Direttore Corporate Affairs di CEAC, evidenziato che "la risoluzione del Parlamento europeo mostra come la facciata dell’elaborata strategia di seduzione di Đukanović verso l'Occidente si stia sgretolando ai suoi piedi". "I suoi interlocutori europei si sono resi conto che l'imperatore è nudo. Accogliamo con particolare favore la richiesta del Parlamento per una soluzione negoziata e una revisione indipendente del caso KAP: questa è la testimonianza che la fiducia e la pazienza del Parlamento verso Đukanović si sono esaurite. Se vuole ristabilire quella fiducia, Đukanović non può più ignorare la richiesta del Parlamento. La pressione, sia interna che esterna, sta aumentando su Đukanović, e il governo montenegrino ha l'obbligo di trovare una soluzione rapida e negoziale per la controversia KAP", osserva Petrushinin.<br />
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Ricordiamo che la CEAC ha ripetutamente invocato una soluzione negoziata della vicenda KAP, e la richiesta del Parlamento europeo per una revisione completa e indipendente della controversia costituisce un elemento chiaramente a favore della società con sede a Cipro. Infatti la CEAC ha avviato una procedura di arbitrato internazionale contro il governo del Montenegro per violazione dell'accordo transattivo KAP, e degli accordi di protezione degli investimenti stranieri tra Cipro e Montenegro. Le richieste di CEAC contro il Montenegro includono i danni subiti a seguito delle azioni del governo del Montenegro e la violazione degli accordi di partenariato con gli investitori. CEAC ha più volte chiesto che venga trovato un accordo condiviso alla controversia KAP, ma il governo montenegrino ha costantemente ignorato o respinto. <br />
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"La CEAC ha investito ingenti somme di denaro nella fabbrica di alluminio KAP, per poi essere spogliata illegalmente della sua proprietà da parte dello Stato, senza spiegazioni o compensazione alcuna. Siamo ovviamente pronti a prestare ascolto al richiamo del PE a sedere con il governo montenegrino per raggiungere una soluzione negoziata della vicenda KAP - afferma il dirigente CEAC, evidenziando -. L'assurdità della situazione sta nel fatto che il rifiuto ripetuto di Đukanović di negoziare danneggia lui, il suo Paese e le sue possibilità di rielezione. L'irrisolta controversia KAP, sempre più discussa negli ambienti di affari internazionali, è diventata un deterrente per investimenti esteri in Montenegro. Si tratta di un caso esemplare di come, causa dei bassi standard di buon governo e di stato di diritto di Podogrica, le imprese straniere stanno evitando di stringere rapporti con il Montenegro", afferma Andrey Petrushinin.<br />