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NOTIZIEAnalisi · OI-331713 · 10/03/2016 08:50:59 · 3754 g fa9 min lettura
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Prosegue il processo verso il 'Gruppo di Kumanova'

DiOsservatorio ItalianoSommario

Skopje - Durante la sesta udienza del processo giudiziale "Kumanova", sono stati interrogati i primi quattro testimoni proposti dal Pubblico Ministero,  due dei quali residenti nel "Quartiere degli Coraggiosi", i quali nei momenti del conflitto a fuoco erano…

Skopje - Durante la sesta udienza del processo giudiziale "Kumanova", sono stati interrogati i primi quattro testimoni proposti dal Pubblico Ministero,  due dei quali residenti nel "Quartiere degli Coraggiosi", i quali nei momenti del conflitto a fuoco erano dentro le loro case. Questi hanno testimoniato davanti alla Corte Penale a Skopje che, pur non avendo visto le persone che hanno sparato il 9 e il 10 maggio dello scorso anno, il giorno prima avevano avuto notizia che la polizia avrebbe attivato un'<strong>azione anti-droga nel loro quartiere </strong>e pertanto avevano fatto allontanare dalle case sia le donne che i bambini. <br /><br /> L`avvocato Mefail Asllani, ha dichiarato: "Durante le loro confessioni, i testimoni hanno raccontato che nei momenti più critici degli scontri del 9 e del 10 maggio, non hanno visto nessuno del gruppo armato, e non hanno avuto contatti con loro".<br /><br /> I familiari degli accusati non hanno avuto modo di presenziare al processo poichè il Tribunale non consentiva di accogliere tanti uditori. Nel corso della sessione processuale ha testimoniato anche il comandante del poliziotto, Arsim Bajrami, accusato di aver supportato logisticamente i membri del gruppo di Kumanova. Bajrami, secondo il suo comandante, è stato arrestato il primo giorno dei combattimenti nella stazione di Polizia a Kumanova, dove ha partecipato, nonostante il rapporto medico non lo consigliasse, ad una riunione convocata dai suoi superiori. <br /><br /> La sessione prevista per il 2 marzo è stata rimandata a causa dell'abbandono dell'aula da parte di tre avvocati difensori che protestavano poichè, secondo loro mancavano all'interno del Tribunale i presupposti per un corretto svolgimento del procedimento. Questi avvocati sono stati multati dalla Corte per 1.200 euro.Gli avvocati richiedono che si soddisfino i principi fondamentali per un processo corretto, equo e pubblico e, nello specifico, che a <strong>ciascuno degli avvocati difensori si consenta di sedersi vicino ai loro clienti, che si consenta la presenza di almeno uno dei familiari  degli accusati, e la presenza dei giornalisti</strong>.<br /><br /> Le prime due sedute del processo relativo al caso "Quartiere dei coraggiosi" in cui  29 persone sono accusate per i reati penali di "terrorismo e partecipazione a un'organizzazione terroristica" si sono tenute nella grande sala della Corte Suprema. La Corte Penale di Skopje ha respinto i reclami degli avvocati rispetto al corretto svolgimento del processo. Presenti in aula, come da verbale del tribunale, gli imputati, i loro avvocati, la polizia giudiziale, ma anche i rappresentanti della  commissione OSCE e i funzionari dell'Ambasciata del Kosovo.<br /><br /> Inoltre, la Corte per garantire un processo trasparente, ha permesso a 23 giornalisti di diverse testate, di seguire in video conferenza l'intero procedimento e ha dichiarato che all'interno dell'aula vi erano 10, 15 posti dedicati ai familiari degli imputati. <br /><br /> Il 9 e il 10 maggio dello scorso anno nel Quartiere degli Coraggiosi a Kumanova, un gruppo armato si scontrò con le forze della sicurezza. Durante lo scontro a fuoco, persero la vita otto poliziotti speciali e dieci persone dal gruppo armato, mentre altri 14 poliziotti furono gravemente feriti. <br /><br /> <br /><br /> Testimonianze<br /><br /> Nelle precedenti udienze l`accusa ha presentato i suoi testimoni, tra cui <strong>Shejnaze Fejzullahu</strong>, residente nel quartiere dei coraggiosi, e quattro poliziotti in servizio nel commissariato di <strong>Goshince</strong>. Questi poliziotti erano presenti il 21.04.2015 verso le 20:30 alla rapina al commissariato con obiettivo rubare le armi custodite all'interno. ll Ministero degli Interni relazionando rispetto all'accaduto a Goshince,  affermò che era stato eseguito da 40 persone che portavano uniformi dell'UCK, e che probabilmente sono lo stesso gruppo armato accusato degli scontri del 9 e 10 Maggio, nel quartiere dei Coraggiosi. Davanti alla corte ha testimoniato anche la moglie di <strong>Irfan Lutfiu</strong>, barbiere nel "Quartiere dei Coraggiosi" che è accusato di favoreggiamento per logistica al gruppo di Kumanova. <br /><br /> Hanno testimoniato anche altri residenti dal quartiere, <strong>Fize Memishi, Teuta Lutfiu, Artizana Fejzullahu </strong>e<strong> Fikrie Fejzullahu</strong>. Questi hanno affermato di non conoscere i membri del gruppo, e di non aver visto nulla di strano nella città. Lo stato psicologico dei residenti resta ancora turbato dagli spari di quella notte. <strong>Artizana Fejzullahu</strong> ha protestato per l'irruzione violenta della polizia nella sua casa, e per i maltrattamenti subiti dalla sua famiglia. Secondo la procura, la perquisizione in quella casa è stata eseguita con ordine, pensando che li si nascondesse l'intero gruppo terrorista di cui è accusato di far parte anche <strong>Fadil Fejzullahu, </strong>familiare di Artizana Fejzullahu. Il primo tra gli accusati che ha reso testimonianza è stato il cittadino del Kosovo, Rufki Dogani. Lo stesso, tra l'altro ha riferito che Mirsad Ndrecaj e Beg Rizaj, sono stati uccisi dalla Polizia macedone dopo che si sono arresi nel gruppo di 6 persone quando erano già all'interno del commissariato. Mentre l'accusato, <strong>Nasuf Zekaj </strong>ha detto che l'ordine di Beg Rizaj era preciso. Solo la polizia doveva essere coinvolta ma solo con spari in aria e senza ingaggiare alcun combattimento. <strong>Valdet Zekaj</strong>, un altro accusato del gruppo armato, ha detto che la procura pubblica sta sfruttando la parola terrorismo per coprire i veri motivi del caso "Quartiere degli Coraggiosi'. La difesa ha respinto l'accusa di terrorismo,<strong> </strong>protestando per il maltrattamento riservato dai poliziotti agli accusati, durante il loro trasporto dal carcere al tribunale.  I maltrattamenti sono stati confermati anche dall'Ombudsman, <strong>Ixhet Memeti</strong> che il 21 dicembre ha presentato denuncia presso la Procura Pubblica, sottolineando che possiede sufficienti prove.   Anche l'accusato <strong>Nasuf Zeqiri </strong>ha confermato che l'uccisione di Rizaj e Ndrecaj per mano della Polizia è avvenuta dopo la loro resa ed ha affermato che, secondo lui, il processo è stato montato dalle strutture della sicurezza dello Stato. <br /><br /> "Beg Rizaj, Mirsad Ndrecaj, Valon Kabashi e Sami Kastrioti sono stati uccisi nella stazione di polizia. Loro insieme agli altri sopravvissuti, si erano arresi alla Polizia, ma poi vennero uccisi", ha detto Zeqiri, aggiungendo:"non cercate di coprire la verità con la parola terrorismo" <br /><br /> Molti degli imputati nelle loro affermazioni, accusano di essere stati strumentalizzati per coprire agenti ed esponenti della Intelligence macedone, DSK. Tale tesi è stata sostenuta anche dall'ultimo accusato di aver collaborato con il gruppo,<strong> Arsim Bajrami</strong>, poliziotta del villaggio di <strong>Vaksince</strong>. Secondo cui prima o poi l'identità dei funzionari del DSK verrà rivelata nel corso del processo. Bajrami ha riferito che il giorno dell'attacco era a casa di suo padre a 10 km da Kumanova. Elenko Malinov, avvocato dell'imputato <strong>Bekim Kabashi</strong>, ha detto che il 9 maggio, le unità speciali della polizia erano partite con l'ordine del tribunale di arrestare persone sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, e non come affermava il capo della polizia, per cercare dei terroristi. <br /><br /> <br /><br /> L'accusa e la difesa<br /><br /> Il pubblico ministero incaricato ha completato il procedimento d'inchiesta a carico di sette cittadini  macedoni, residenti a Kumanova, che furono arrestati il 15 ottobre dello scorso anno, con l'accusa di aver collaborato con il gruppo armato.<br /><br /> L'accusa afferma che l'attacco nel "quartiere degli coraggiosi" era stato ben organizzato e che gli accusati hanno partecipato con uno scopo preciso. Nelle precedenti udienze gli imputati si sono dichiarati innocenti e la difesa ha chiesto che il caso passi alla Procura Speciale Pubblica, e più precisamente al PM <strong>Katica Janeva</strong>. A tale richiesta il giudice ha risposto che il materiale verrà consegnato a questa procura, quando quest'ultima presenterà formale domanda al tribunale.  L'avvocato Naser Raufi afferma di avere prove che confermano l'ordine di eliminare almeno 4 membri del gruppo, dichiarazione che è stata respinta dal Ministro degli Interni, Oliver Spasovski, per lo meno per ciò che riguarda gli ambienti interni al commissariato di polizia. L'avvocato Raufi afferma anche che l'episodio accaduto a Kumanova è durato solo poche ore, mentre volutamente si è tenuta alta la tensione per lungo tempo al fine di destabilizzare il Paese. Nello specifico lo scontro armato, secondo lui, è iniziato alle 05:00 del mattino ed è  terminato verso le 11:00, e non come venne affermato nelle dichiarazioni precedenti che riportavano scontri per 38 ore. <br /><br /> "Era parte dello scenario, che 'si sta combattendo ancora', per motivi che a mio parere, sono finalizzati non solo a destabilizzare il paese ma l'intera Repubblica della Fyrom-Macedonia" ha ribadito l`avvocato Raufi.<br /><br /> Lo stesso ha affermato che chiederà le autopsie eseguite dall'ufficio di medicina legale del Kosovo, sospettando che non coincidano con quelle eseguite nella Fyrom-Macedonia. Su richiesta degli avvocati difensori, lo stesso ha riferito che saranno chiamati a testimoniare l'ex Ministro degli Interni, <strong>Gordana Jankulovska </strong>e l'ex capo del DSK, <strong>Sasho Mijalkov</strong> ed alcuni altri membri del servizio segreto.[10] Per l`avvocato difensore di Fadil Fejzullahu, Lupço Veselinovski, è strano che in un giorno in cui la città era invasa dalle forze dell'ordine, è stato deciso l'attacco al gruppo armato. Infatti i membri del Gruppo di Kumanova, coinvolti nel conflitto armato del 9 maggio 2015, sono entrati nel Paese il 2 e il 3 maggio, giorno in cui a Kumanova si svolgeva il Congresso di VMRO-DPMNE. [11] <br /><br /> D`altra parte, il caso di Kumanova coinvolge direttamente non solo la maggioranza VMRO-DPMNE/ BDI rispettivamente nei leader Nikola Gruevski ed Ali Ahmeti, ma anche l`opposizione LSDM, di Zoran Zaev. I rispettivi media pro-governo e pro-opposizione, affermano che il colpo a Kumanova era organizzato. Il giornalista <strong>Dragan Pavlovic-Latas</strong>, vicino al governo VMRO-BDI, ha rivolto pesanti accuse al LSDM e alla Procura Speciale Pubblica macedone. Lui ha esternato i suoi sospetti rivolti verso il leader di LSDM, Zoran Zaev e dell'attuale Ministro degli Interni, Oliver Spasovski, sospettati di essere coinvolti e di avere acquistato 80 giubbotti antiproiettile per i membri del gruppo di Kumanova.  Il giornalista ha affermato che i giubbotti sono stati trovati nella casa di <strong>Zahir Beqiri – Çaushi</strong>, sospettato di falsificazione di documenti d'identità. A causa della complessità del caso, questo viene definito "La fabbrica delle faccende" [12] <br /><br /> D`altra parte la Corte desidera concludere il prima possibile il processo sul caso ‘Quartiere dei Coraggiosi' per il quale sono accusati 29 persone. Fino alla fine di marzo sono previste nove udienze. Se proclamati colpevoli per il reato penale di cui sono accusati, allora dovranno scontare pene da otto anni di carcere fino all'ergastolo. Per la difesa, non si tratta di terrorismo, ma che con il caso 'Quartiere dei Coraggiosi' qualcuno ha cercato di distrarre l'attenzione dalla pubblicazione delle intercettazioni sulla maggioranza denominate le "bombe" di LSDM. [13] <br /> <br />  <br /> <br /> <br />

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